Dal 20 Settembre 2006 l’affresco ‘Partenze’, di Giampaolo Talani, domina la galleria di testa della stazione Santa Maria Novella di Firenze – opera promossa da Oltremare Arte in collaborazione con Grandi Stazioni (società del Gruppo Ferrovie dello Stato) e con il patrocinio della Regione Toscana, del Comune di Firenze, Università di Pisa, Collegio degli Ingegneri della Toscana, Ordine degli Architetti della Provincia di Livorno e della Federazione Regionale degli Ordini degli Architetti della Toscana.
Affresco “Partenze” di G. Talani
Lungo i 25 metri dell’affresco Talani ha dipinto – insieme ai suoi collaboratori i pittori Luigi Falai, Massimo Callossi e Mario Passavanti, maestri della fiorentina “Bottega del Bon Fresco” – una linea di 19 uomini colti nell’attimo del viaggio, con le cravatte e i capelli svolazzanti al vento, una sua tipica cifra, dai volti intensi e concentrati. Niente di naturalistico nelle giovani figure che hanno ai piedi file di valigie rosse ma sembrano agili, sospesi in un proprio incanto, fuori del tempo.
Affresco “Partenze” di Giampaolo Talani
«Le valigie – dice Talani – rappresentano i sogni, che portiamo con noi nello spazio ristretto di un bagaglio. I miei mondi in pittura sono: il mare, che qui non si vede ma c’è il suo vento, la musica, di cui non faccio mai a meno e infatti ci ho messo un violino, e le donne, che per me sono un mondo da scoprire. Non ho messo nessuna donna sul muro, forse sta chiusa nella valgia come un sogno. Noi uomini andiamo, andiamo sempre».
Un particolare di 'Partenze' di Giampaolo Talani
L’affresco ha come colori dominanti il rosso, il blu, il marrone. Gli uomini sono tutti una sorta di autoritratti dell’artista, realizzati con la tecnica del ‘buon fresco antico’. Talani, conosciuto in Italia e all’estero, sottolineò come quell’affresco fosse il «sogno di una vita» dato che frequentava la stazione di Firenze ogni giorno, recandosi in città da San Vincenzo, paese natale, per frequentare il liceo artistico e poi l’ Accademia di belle arti. Nel corso di qualche intervista Talani afferma: «Ho sempre pensato l’opera ‘Partenze’ per Firenze, per i fiorentini e per tutti i cittadini del mondo che da Firenze passano – sottolineando – . Quando alcuni privati mi hanno fatto proposte, anche molto interessanti, per l’acquisto non ho voluto neppure discuterne».  Nell’intervista di Rai 2 a Francesco Festuccia (che racconta la vita e le opere di Taliani nel libro “Alla faccia del Bagnino”) ricorda che un’importante azienda giapponese arrivò ad offrire un milione di euro per quell’opera, ma Talani disse loro che “l’opera era per i fiorentini».
Lo stesso particolare di n particolare di 'Partenze' di Giampaolo Talani
Nell’Agosto del 2012 l’opera è stata donata dall’autore alla città di Firenze alla quale è passata così l’incombenza di tutelare e conservare per le generazione future quella che è stata per l’autore e i suoi collaboratori una vera sfida tecnica.
All’inagurazione il maestro Talani commentò così il suo lavoro: «Non so cosa dire, mi sento uno che vuole dare qualcosa e metter lì qualcosa anche per il futuro. Ci tenevo tanto che ho lavorato a rischio e pericolo per la salute mia e di altri che hanno collaborato con me».
Il lavoro fu svolto in soli due mesi tra giugno e agosto lavorando di notte per evitare la calura del giorno – temperature anche di 37 gradi, mentre gli affreschi si fanno solo con temperatura tra i 18 e i 22 gradi – . La realizzazione materiale dell’opera fu preceduta da un lungo lavoro preparatorio svolto da Taliani in collaborazione con architetti e tecnici coordinati dall’Arch. A. Panichi (lavoro descritto nell’articolo di A. Panichi “Un cantiere-non-cantiere. Background tecnico e progettuale dell’intervento artistico nella stazione di Santa Maria Novella” pubblicato sul Bollettino degli Ingegneri N.7 del 25-09-2006).
Un particolare di 'Partenze' di Giampaolo Talani
La preparazione fu resa necessaria per allestire un sistema di alloggiamento sospeso, con telaio in alluminio, lastre di vetro cellulare, che permettesse di sorreggere un muro affrescato del peso di una tonnellata e mezzo, però staccato dalla parete di marmo della storica Stazione. Disse Talani, che per questo aspetto: «È il più grande strappo di affresco mai realizzato, credo, nell’arte italiana».
Una scommessa, certo, un investimento sul futuro, «ambizioso e titanico» disse Sgarbi in occasione dell’inagurazione, che ricordava il realismo onirico di Campigli, Basquiat, Balthus. E si agurò che l’affresco potesse «rimanere ben più di sei mesi a Firenze», riferendosi al fatto che da li a poco sarebbero iniziati i lavori di riqualificazione della stazione e che l’opera sarebbe stata rimossa per consentire la pulitura del muro sottostante.
Un particolare di 'Partenze' di Giampaolo Talani
Oggi l’opera è ancora lì, alla galleria di testa della stazione, sempre più “contemporanea”, silenziosa e pronta a regalare un soffio di vento a quei viaggiatori che incuriositi alzano gli occhi a guardare “Partenze”.

 

Didascalie immagini

  1. Affresco “Partenze” di Giampaolo Talani
    Foto Agosto 2012 (dal comunicato stampa del 12/08/2012 del Comune di Firenze)
  2. Affresco “Partenze” di Giampaolo Talani
    (Foto Dicembre 2014 di C. Riminesi)
  3. Un particolare di ‘Partenze’ di Giampaolo Talani
    Foto Agosto 2012 (dal comunicato stampa del 12/08/2012 del Comune di Firenze)
  4. Lo stesso particolare di ‘Partenze’ di Giampaolo Talani
    La foto del 2012 con acanto quella del Dicembre 2014 scattata da C. Riminesi
  5. Un particolare di ‘Partenze’ di Giampaolo Talani
    (Foto Dicembre 2014 di C. Riminesi)
  6. Un particolare di ‘Partenze’ di Giampaolo Talani
    (Foto Dicembre 2014 di C. Riminesi)

In copertina:
Affresco “Partenze” di Giampaolo Talani
(Foto Dicembre 2014 di C. Riminesi)

Biografia di Giampaolo Talani
Giampaolo Talani è nato a San Vincenzo (LI) nel 1955. Dopo il Liceo Artistico a Lucca frequenta l’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove ha come maestro Goffredo Trovarelli.
Nel corso dei suoi studi sperimenta tutte le tecniche classiche dell’arte per poi aderire alla pittura, dedicandosi anche alla tecnica dell’affresco di cui è uno dei massimi conoscitori contemporanei.
Negli anni giovanili realizza il grande ciclo di dipinti a fresco nella chiesa di San Vincenzo cui seguono altri lavori: la “Predica di San Bernardino” nel Palazzo Vescovile di Massa Marittima, il Santuario della Madonna del Frassine.
Talani si è successivamente affermato anche come autore di opere in bronzo nelle quali disloca tridimensionalmente le sue icone figurative ampiamente esplorate in pittura: il marinaio, il partente, l’uomo che attraversa il mare, il cercatore di pesci.
Espone in selezionate gallerie d’arte a New York, Washington, Parigi, New Orleans, Innsbruck, Colonia, Amburgo, Düsseldorf, Beirut, Parigi, Berlino e collabora con le più importanti gallerie italiane e straniere.
Tuttavia, al di là della committenza privata e della sua personale ricerca artistica e poetica, preme sottolineare il grande slancio che Talani ha ridato alla cosiddetta “Arte di Stato”, come la definì Vittorio Sgarbi, tramite la creazione di opere di indiscusso e condiviso impatto emotivo, collocate a diretto contatto con le persone in spazi pubblici di grande frequentazione.
Inizia con le tavole eseguite per lo scalone interno del Municipio di San Vincenzo, presentate da Vittorio Sgarbi nel 2002 per arrivare a “PARTENZE”, l’affresco collocato nel 2006 nella stazione ferroviaria di “Santa Maria Novella” a Firenze, opera che si inserisce perfettamente nell’architettura razionalista dell’architetto Michelucci. L’affresco è stato poi donato dall’autore al Comune di Firenze nell’Agosto del 2012. Nel 2008 Firenze gli ha dedicato la grande antologica in Palazzo Vecchio “Rosa dei Venti”. Contemporaneamente una statua in bronzo alta 3 mt., dallo stesso nome, veniva collocata sotto il Loggiato degli Uffizi.
E’ stato ideatore e protagonista della trasmissione televisiva “Rosa dei Venti – L’isola che c’è”, andata in onda nel dicembre 2009 e volutamente inserita dopo le notizie dei TG1, quasi a bilanciare, con un momento poetico e culturale, la spesso brutale realtà della cronaca.
Dal titolo della fortunata trasmissione RAI ha preso il nome l’esposizione pubblica, svoltasi a Pietrasanta nel 2010, nella suggestiva cornice della piazzetta del duomo. “L’isola che c’è” ha suscitato un forte fascino grazie alla mostra di dipinti e sculture inedite, ricreando il peculiare mondo poetico del maestro toscano. Sempre in ambito istituzionale si colloca il dipinto “L’OMBRA DELL’EROE”, dedicato alla figura di Giuseppe Garibaldi. Per questo lavoro sull’Eroe dei due Mondi, il maestro Talani è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha voluto collocare l’opera dell’artista nella Pinacoteca del Quirinale, mentre l’opera che ricorda il grande Risorgimento italiano, dal titolo “MILLE UOMINI” è esposta nel Museo del Risorgimento al “Vittoriano” a Roma.
In occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, Talani ha realizzato dietro commissione del Comitato promotore il busto di GIUSEPPE GARIBALDI in due copie, di cui una collocata al Quirinale e l’altra al Senato della Repubblica a Palazzo Madama .
Questa vocazione “pubblica” delle opere dell’artista non si esaurisce in Italia. Talani è stato, infatti, l’unico artista straniero invitato dal Parlamento berlinese per aprire le celebrazioni del ventennale della caduta del muro con l’installazione “DIE MAUER-GLI OMBRELLI DELLA LIBERTÁ”.
Fra le altre opere pubbliche ricordiamo la scultura in bronzo di 7 mt. di altezza, “Il Marinaio”, del 2010, situata all’ingresso del porto turistico di San Vincenzo.
Dello stesso marinaio è in fase progettuale una replica, alta 20 mt., per il porto di Miami in Florida a celebrazione del grande navigatore fiorentino Amerigo Vespucci.
La stazione ferroviaria di Venezia “Santa Lucia” accoglierà nei suoi spazi il bronzo di 3 mt. “Rosa dei Venti” quale simbolo dello scalo veneziano, mentre é in fase di studio un altro progetto artistico dedicato all’Isola del Giglio.
Di Talani hanno scritto numerose personalità del mondo della cultura, e tra gli altri: Vittorio Sgarbi, Umberto Cecchi, Giovanni Faccenda, Tommaso Paloscia, Nicola Micieli, Riccardo Ferrucci.
Con “La grafica giovane”, per la prima volta si trovano raccolte in unico volume le più significative incisioni del maestro, risalenti agli anni ‘70 – ’80. La nuova tiratura delle acqueforti giovanili di Talani è opera di Raffaello Becattini, maestro stampatore fiorentino, che ha voluto ricalcare nuovi fogli dalle antiche lastre, in occasione dei vent’anni di attività della sua storica stamperia, regalando così l’opportunità di conoscere anche il lavoro incisorio di Talani, conosciuto soprattutto per i dipinti e gli affreschi.
Ha partecipato alla 54° esposizione internazionale d’arte della Biennale di Venezia.