– di Fabio Giuliani –
“Ama la gente e faglielo capire” (Robert Capa)
Questa mostra, a cura di Marco Minuz, esplora la nascita della più celebre agenzia fotografica del mondo, la Magnum Photos, attraverso le immagini dei primi protagonisti di questa grande avventura.
Il 22 Maggio 1947, dopo alcune riunioni presso il ristorante del Museum of Modern Art di New York, viene iscritta al Registro delle ttività americane la “Magnum Photos inc.”, nome che prendeva spunto dalla celebre bottiglia di Champagne.

A firmare erano Capa, Cartier-Bresson, Rodger, Seymour e Vandivert, una realtà, nata dalla riflessione di Robert Capa durante la guerra civile spagnola, dalla quale prendeva fondamento la tutela del lavoro del fotografo e gli associati diritti fotografici. Attraverso la formula della cooperativa i fotografi diventavano proprietari del loro lavoro, proponevano autonomamente alle testate le loro foto e rimanevano proprietari dei negativi, un controllo che si estendeva anche alle didascalie associate e al divieto di manipolare le immagini.

Magnum diventa ben presto un punto di riferimento nel mondo del fotogiornalismo. Fin dai suoi esordi per ogni fotografo viene prevista una suddivisione geografica d’intervento: Cartier-Bresson in oriente, Seymour in Europa, Vandivert in America, Rodger in Medio Oriente e in Africa, mentre Capa ha piena libertà d’azione nel mondo.

Ora, per la prima volta, i primi reportage dei fondatori vengono raccolti insieme ora mostrandoci con 120 immagini l’avvio di questa agenzia, in alcune sale al pianterreno del nuovo Museo del Violino di Cremona. Il percorso espositivo inizia con una sezione dedicata a Robert Capa (Budapest, 1913-Indocina, 1954) “Prima di Magnum”, con celebri scatti della guerra civile spagnola, di quella del conflitto tra Cina e Giappone e della Seconda Guerra Mondiale. Per descrivere l’enorme impressione che ci destano le sue immagini trascriviamo quanto egli scrisse: “Come fotografo di guerra spero di rimanere disoccupato per il resto della mia vita.”

Henry Cartier-Bresson (Chanteloup, Seine-et-Marne, 1908-Montjustin, 2004) con grande poesia ci descrive la vita in India, dalla fanciullezza alla vecchiaia. Sue sono le ultime foto al “Mahatma” Gandhi prima che lo uccidessero. Il suo motto era: “Per fotografia ti servono un dito, un occhio e due gambe.” George Rodger (Hale, Regno Unito, 1908-Inghilterra, 1995): il suo reportage è dedicato alle tribù dei Nubas in Sudan, ultime testimonianze di un etnìa ormai scomparsa. Sua è l’affermazione di principio: “La buona fotografia è basata sulla verità e l’integrità.”

Infine le fotografie di David Seymour (Varsavia, 1911-Suez, 1956), incaricato dall’UNICEF di riprendere i bambini europei bisognosi di aiuto nel dopoguerra, rendendoci con grande sensibilità la loro infanzia trascorsa tra campi di rifugiati, strade bombardate, ospedale ed orfanotrofi. Cartier-Bresson, per definirlo, scrisse: “Chim impugnava la macchina fotografica come un medico estrae dalla borsa il suo stetoscopio per diagnosticare le condizioni del cuore: il suo era vulnerabile.” E ancora il fotografo francese definisce la fondazione dell’iniziale sodalizio: “Magnum è una comunità di pensiero, una qualità umana condivisa, una curiosità su quello che accade nel mondo, un rispetto per quello che succede e un desiderio di descriverlo visualmente.”

Il catalogo, di Silvana Editoriale, oltre alle immagini esposte raccoglie una serie di interviste ad importanti figure del mondo della fotografia a livello internazionale sul ruolo del fotogiornalismo nel mondo dell’informazione.
Alcuni cenni sulla sede ospitante la mostra. Il 14 Settembre 2013 inaugura ufficialmente a Cremona i propri spazi espositivi, alla presenza delle autorità cittadine, e il giorno seguente apre al pubblico uno spazio espositivo davvero particolare, subito definita la “cattedrale della musica”. Si tratta del Nuovo Museo del Violino, la cui ristrutturazione è stata realizzata grazie all’impegno dell’imprenditore Giovanni Arvedi e della Fondazione Arvedi Buschini. In un percorso espositivo distribuito su due piani viene qui illustrata la storia del violino, i sistemi di costruzione, le vicende delle famiglie di liutai cremonesi, ed espone capolavori delle collezioni che prima si trovavano nel Palazzo Comunale, nel Museo Civico

Ala Ponzone e nelle esposizioni temporanee di strumenti storici Friends of Stradivari. Il Museo ospita anche un Auditorium da 500 posti, progettato dagli architetti Palù e Bianchi e supportato dal contributo di Yasuhisa Toyota che ha curato l’acustica di quello che è destinato a diventare l’ambiente ideale per l’ascolto del suono dei violini dei grandi maestri della liuteria cremonese, attività di lunga data celebre in tutto il mondo.
Didascalie immagini
- Locandina mostra
- Robert Capa: “Ex membro della Barcelona Philharmonic al campo di concentramento per rifugiati spagnoli.” Bram, France. Marzo1939
- David Seymour: “Rifugiato dalle zone della guerra civile”. Ionannina, Greece. 1948.
- Henry Cartier Bresson: “Gandhi detta un messaggio, poco prima di interrompere il suo digiuno”. India, Delhi. 1948
- George Rodger: “Un lottatore della tribù di Kao-Nyaro sfida a combattere un compagno di tribù”. Sudan, Kordofan. 1949
- Museo del Violino, Cremona (veduta esterna)
- Museo del Violino, Cremona (Auditorium)
In copertina:
Locandina mostra
Orari
da martedì a giovedì dalle 10-18
da venerdì a domenica 10-19
Dove e quando
- Fino al: – 08 February, 2015
- Sito web