Periodo festivo all’insegna della riscoperta di una grande classico per i principali teatri della Penisola. Molte sono state le alzate di sipario su varie versioni del balletto natalizio confezionato nel 1892 da Marius Petipa e Lev Ivanov per il Mariinskij di San Pietroburgo, Lo Schiaccianoci.

Dalla versione di Alessandra Panzavolta al San Carlo a Napoli a quella di Amedeo Amodio, con scene e costumi di Emanuele Luzzati, all’Opera di Roma sino alla nuova produzione della Scala di Milano, l’onirica storia di Clara e del suo Schiaccianoci, regalo donatole da Drosselmeyer e tramutatosi in Principe per salvarla da famelici topi e condurla nell’estasi di dolci e meraviglie, ormai rodatissima in area anglosassone, si è confermata anche dai noi un blockbuster ballet.

In scena per un mese, dal 18 dicembre sino al prossimo 18 gennaio, Lo Schiaccianoci che ha inaugurato la stagione di balletto del Teatro alla Scala porta la firma dello spagnolo Nacho Duato, direttore dello Staatsballett di Berlino dallo scorso agosto e precedente timoniere del Teatro Mikhailovskij di San Pietroburgo, dove nel 2013 ha ricreato il titolo musicato da Čajkovskij.
Assente dal dicembre 2006, data dell’ultima rappresentazione della storica ‘versione Nureyev’ in repertorio scaligero dal 1969, il balletto è tornato al Piermarini con la prestigiosa bacchetta di Vladimir Fedoseyev e nella nuova formula coreografia plasmata da Duato, dal carattere essenziale e spedito, ravvivata dalle eleganti e fantasiose scene di Jérôme Kaplan, autore anche dei costumi, e dalle luci di Brad Fields.

Ambientazione di inizio Novecento, topi simili ad aviatori pronti alla guerra che si dimenano in movimenti plastici, non fiocchi di neve ma polvere di stelle, divertissement asciutto con danze nazionali definite da elementi scenografici. Lo Schiaccianoci di Nacho Duato risente del delicato periodo di passaggio e ridefinizione estetica che il coreografo sta vivendo dopo aver lasciato la spagnola Compañía Nacional de Danza, da lui trasformata durante il ventennio di sua direzione in compagnia d’autore, ed essersi lanciato alla guida di ensembles classici che necessitano di allestire titoli di repertorio, poco inclini forse al suo spirito e alle sue sensibilità.

L’eccellenza degli interpreti principali- per l’apertura l’étoile Roberto Bolle e l’ospite Maria Eichwald, seguiti poi dai primi ballerini scaligeri Nicoletta Manni e Claudio Coviello che abbiamo ammirato nella loro maturità interpretativa e bravura- uniti al rigore tecnico, espressività e abilità di solisti e Corpo di Ballo ci hanno letteralmente conquistato, rinnovando comunque l’augurio festivo nel segno della danza.
Didascalie immagini
- Lo Schiaccianoci (cor. N. Duato) (© Marco Brescia-Rudy Amisano/ Teatro alla Scala)
- Lo Schiaccianoci (cor. N. Duato) (© Marco Brescia-Rudy Amisano/ Teatro alla Scala)
- Lo Schiaccianoci (cor. N. Duato) (© Marco Brescia-Rudy Amisano/ Teatro alla Scala)
- Lo Schiaccianoci (cor. N. Duato) (© Marco Brescia-Rudy Amisano/ Teatro alla Scala)
In copertina:
Lo Schiaccianoci (cor. N. Duato) (© Marco Brescia-Rudy Amisano/ Teatro alla Scala)
Lo Schiaccianoci
libretto di Marius Petipa, dal racconto
Der Nussknacker und der Mäusekönig di E.T.A. Hoffmann, rivisto da Nacho Duato
coreografia di Nacho Duato
musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij
scene e costumi di Jérôme Kaplan
luci di Brad Fields
Corpo di Ballo e Orchestra del Teatro alla Scala
Coro di Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala
dal 18 dicembre 2014 al 18 gennaio 2015
Milano, Teatro alla Scala