E’ il 1957 quando la Rai decide di rifiutare sia il modello americano del bombardamento pubblicitario che il bando totale decretato dalla Bbc in Inghilterra per inventare un’originale forma di réclame, che raggruppi per intero l’informazione pubblicitaria in un programma di 15 minuti chiamato Carosello. Il prodotto dev’essere irradiato nelle ore di maggiore audience, al termine del telegiornale serale. Ogni spot dura 110 secondi e il suo contenuto è in gran parte dedicato a favole, cartoni animati, brevi storie che attraggono sopratutto i bambini. Così, per vent’anni, sino al 1977, i genitori mandano a letto i propri figli solo dopo la fine di Carosello, il programma televisivo in assoluto più seguito nel 1960, dopo soli 3 anni dalla sua introduzione.

Oggi i bambini di ieri possono ricordare i beniamini della loro infanzia con “Réclame: icone e creature. Gli splendidi anni del miracolo italiano”, l’evento catanese che grazie a un’idea di Edo Scirè ripercorre gli anni del miracolo italiano presso l’MF Museums&Fashion, sotto la direzione artistica della stilista Marella Ferrera.

I personaggi di Carosello sono il frutto dell’inventiva di illustratori e pubblicitari che hanno ideato delle vere e proprie icone, senza tempo e per tutte le età, capaci di infondere ancora allegria come le sue vivaci colonne sonore, che si fischiettano tuttora. Dalla penna di Armando Testa è nata la Carmencita del caffè Paulista di Lavazza o la moglie del Papalla che “aspetta un Philco”, mentre Paul Campani ha creato l’omino baffuto della Bialetti e Jacovitti il Cocco Bill del gelato Eldorado.

I pezzi esposti, in un allegro revival di pupazzi in plastica o in ceramica, gonfiabili o in forma di figurine, filmati, pubblicità stampata e altri oggetti di merchandising (una collezione è compresa entro la storica “stanza delle meraviglie” del Principe di Biscari) celebrano icone come Calimero, il pulcino che doveva intenerire il pubblico femminile con le ingiustizie subite ed era stato pensato nero per poter essere lavato con il detersivo Ava; Topo Gigio, che come afferma la sua creatrice Maria Perego è il ritratto del candore, della fiducia in un mondo colmo di dolore e preoccupazioni; Capitan Trinchetto, il simpatico marinaio dei fratelli Gavioli che pubblicizza l’acqua Recoaro condendo le sue avventure marittime di mirabolanti invenzioni finchè non interviene la voce fuori campo: “Cala Trinchetto”; Gringo, protagonista dello spot della carne Montana, che come afferma Marco Giusti, è un “perfetto Eastwood da Carosello”; e ancora, Miguel, testimonial del cacao Talmone, il gatto del formaggino Mio, la mucca Carolina e Carletto di Invernizzi.

Carosello fu criticato in quanto emblema di valori consumistici e Pier Paolo Pasolini ne invocò persino la censura, ma le strategie induttive del mondo massmediatico possono essere conosciute e arginate attraverso lo spirito critico e lasciare il posto al mero intrattenimento collettivo, che non nuoce al pubblico che cerca esclusivamente un momento di diletto. Le voci inconfondibili di Topo Gigio e Calimero, il “Pitumpitum-pà” di Susanna “tutta panna”, hanno infatti deliziato l’immaginario di adulti e bambini e introdotto nelle vite casalinghe dolci parentesi di evasione, che oggi suscitano il richiamo nostalgico di un’epoca, al pari delle fiabe che ricordano età spensierate.
Inoltre Carosello ha composto tasselli fondanti della storia della comunicazione, del marketing e della grafica pubblicitaria, cui la mostra catanese vuole pertanto rendere omaggio.
Didascalie immagini
- Papalla, Philco, foto di Valerio D’Urso
- Topo Gigio, foto di Valerio D’Urso
- Mucca Carolina, Invernizzi, foto di Valerio D’Urso
- Un particolare di: Topo Gigio, foto di Valerio D’Urso
In copertina:
Calimero, Miralanza, foto di Valerio D’Urso
Orari mostra:
martedì – domenica dalle 10.00 alle 19.00.
Lunedì chiuso.
Dove e quando
Evento: Réclame: Icone e Creature – Gli splendidi anni del miracolo italiano
- Fino al: – 26 March, 2015