– di Elena Cirioni – 

È possibile ridere della morte? E soprattutto è possibile affrontarla come un passaggio naturale della nostra esistenza? A queste domande risponde Il Diario di Maria Pia, scritto e diretto da Fausto Paravidino in scena al Teatro dell’Orologio di Roma sino al 25 gennaio.
Classe 1976, Fausto Paravidino nasce e inizia la sua carriera teatrale nella bassa provincia piemontese, dove si forma seguendo i suoi tre grandi miti teatrali: Pinter, Eduardo e Shakespeare. La sua strada, ricca di esperienze e premi teatrali e cinematografici, lo porta a debuttare nel 2010 al Dramaten di Stoccolma con Il Diario di Maria Pia, dramma autobiografico che mette a nudo non solo l’esperienza della malattia materna, ma anche una versatilità recitativa che conferma le sue doti di  attore maturo.
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La protagonista dello spettacolo, Maria Pia (Monica Samassa) è un medico affetto da una malattia terminale. Ricoverata in un ospedale che sembra essere l’ultimo rifugio prima della morte, la donna decide di affrontare il proprio destino dettando un diario al figlio. Su questo materiale drammaturgico si basa la struttura della messa in scena, arricchita da una vena comica usata non solo per sdrammatizzare la sorte ma anche come vero e proprio asse portante per lo sviluppo della vicenda.
In questo racconto autobiografico Paravidino sottolinea la propria passione teatrale  dando proprio a Shakespeare il compito di aprire la sua opera. Tale omaggio innesca una serie di personaggi, caricature grottesche di parenti e amici, che sfilano intorno al letto d’ospedale di Maria Pia, rappresentato in scena da un grande trono a rotelle. Fausto Paravidino e Iris Fusetti passano da una caratterizzazione all’altra, diventando gli artefici di un gioco cabarettistico che ruota intorno all’immobilità di Maria Pia.
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Una formula precisa di equilibri e efficaci caratterizzazioni, volute per descrivere chi si trova di fronte alla malattia di una persona cara. Entrambi gli attori sono complici di questo gioco e abili nel costruire il profilo di Marta, figlia ingenua che sembra non rendersi conto della situazione, dell’Oncologa fredda e cinica, dello zio Cesarino goffo e buffo. Ognuno con i suoi stati d’animo fa da corollario a una tragedia imminente che tramite l’ironia conduce alla morte, esperienza che Maria Pia deve affrontare. Più la protagonista si sente vicina a questo traguardo e più lo spettacolo si assottiglia, preparando così lo spettatore verso quell’assenza, quel nulla inevitabile.
Una drammaturgia estraniante, nata dalle pagine intime di un diario, che procede per eliminazione. Man mano che la protagonista perde le sue facoltà fisiche e mentali si perdono anche tutti i trucchi e gli sketch comici sino ad arrivare al cuore dello spettacolo: un “nulla pieno” che emerge da un mare di ovatta infinito e racchiude la vera essenza dell’esistenza. Maria Pia rimane dall’inizio alla fine il perno dello spettacolo, la stella fissa intorno alla quale ruotano situazioni e personaggi, una sibilla moderna che racconta come sia possibile accettare e aspettare la fine in un mondo che ha superato molti tabù ma che ha smesso di accettare la morte.
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Dall’inizio alla fine l’ingrediente principale è l’umorismo, usato come medicina per affrontare situazioni drammatiche, dichiaratamente scorretto e fuori luogo, ma proprio per questo efficace antidoto contro l’abbandono.

 

Didascalie immagini

  1. Il diario di Mariapia (reg. F. Paravidino) (foto di Manuela Giusto)
  2. Il diario di Mariapia (reg. F. Paravidino) (foto di Manuela Giusto)
  3. Il diario di Mariapia (reg. F. Paravidino) (foto di Manuela Giusto)

In copertina:
Il diario di Mariapia (reg. F. Paravidino)
[particolare]
(foto di Manuela Giusto)

Il diario di Maria Pia

Testo e regia di Fausto Paravidino
con Iris Fusetti, Monica Samassa, Fausto Paravidino
produzione Nidodiragno

 

Roma, Teatro dell’Orologio

dal 13 al 25 gennaio 2015

Dove e quando

Evento: Il diario di Maria Pia
  • Date : 13 January, 201525 January, 2015
  • Sito web