È opinione comune che l’arte contemporanea sia qualcosa di incomprensibile, e di non comparabile
alla grande arte del Rinascimento, e neppure alla produzione degli Impressionisti, che pur ci sono cronologicamente più vicini. E non mi riferisco solo alle ultimissime tendenze dell’arte contemporanea, alla video arte, alle performance e ad ogni altra forma artistica che ha visto la luce negli ultimissimi anni, ma anche della avanguardie del primo Novecento, che hanno spiazzato all’epoca, abbandonando l’idea dell’arte come riproducibilità del mondo che ci circonda, e che continuano a spiazzare ancora oggi…insomma, quante volte abbiamo sentito commenti perplessi, se non apertamente critici o addirittura ostili, dei dipinti del Picasso cubista? Arriva in soccorso di tutti quelli che non capiscono il perché di un volto con due occhi sullo stesso lato, un libro della Piccola Biblioteca Einaudi, L’arte del primo Novecento. L’autrice, Federica Rovati, abbandona tuttavia la periodizzazione classica (espressionismo, cubismo, astrattismo e così via…) dei manuali d’arte e, partendo dalla Demoiselles d’Avignon di Picasso, si sofferma su alcune questioni centrali della produzione artistica del periodo: avanguardia e tradizione, propaganda e impegno, mercato e politica. Un libro che, come si sottolinea nella premessa “non pretende di esaurire l’intera vicenda dell’arte nel periodo considerato: sacrifica molti nomi, su altri martella in continuazione; privilegia alcuni movimenti artistici, lasciandone altri in ombra. Attorno ai casi prescelti prova però a intessere un discorso plurale in cui nessun filo narrativo appare mai definitivamente troncato e in cui le valutazioni critiche possono affinarsi, o magari capovolgersi”. Un libro che potrà dirsi un successo se, guardando di nuovo Picasso dopo averlo letto, almeno uno non commenterà a sproposito gli occhi sullo stesso lato…
Didascalie immagini
In copertina:
L arte del primo novecento
copertina del volume