Hungry hearts 1Un incipit fulminante, quasi comico: due sconosciuti restano accidentalmente prigionieri nel bagno di un ristorante cinese.
Nell’imbarazzo di un’intimità violata dalla vergogna per quelle attività fisiologiche di cui vorremmo negare l’esistenza, trovano spazio due scambi di battute che accendono una scintilla.
Lei è Mina, italiana trasferita a New York per lavorare nell’ambiente diplomatico, orfana di madre e con un padre anziano e lontano a cui non ha più molto da dire.
Lui è Jude, ingegnere newyorchese figlio unico, orfano di padre e con una madre che tutto sommato preferisce prendere a piccole dosi.
S’incontrano e si amano, poi si sposano in attesa del figlio in arrivo.
Ma l’amore è uno strano animale in grado di partorire anche azioni malsane, nel suo nome ovunque vengono compiuti atti crudeli, coltivate le peggiori ossessioni.
Quello materno è certo l’amore più intenso, resistente e votato al sacrificio; perciò anche il più temibile.
Hungry hearts 2
Nella scena iniziale Hungry hearts contiene già non solo la sua stessa essenza ma anche quella di tutto il Cinema di Saverio Costanzo, che firma così il suo quarto lungometraggio.
Opere intense e bellissime molto diverse tra loro, comunque accomunabili per una serie di tematiche ricorrenti, come i personaggi costretti in spazi (fisici o dell’anima) ridotti e claustrofobici.
Quasi una cifra stilistica.
La famiglia palestinese in ostaggio nella propria casa di una pattuglia israeliana in Private, i giovani prigionieri di una vocazione – reale o immaginata – nel seminario di In memoria di me, la coppia isolata dalla propria diversità al centro de La solitudine dei numeri primi; persino la serie di telefilm realizzata su format straniero In treatment è ambientata in un’unica stanza, quella in cui uno psicanalista riceve i suoi pazienti.
Hungry hearts 3
Impugnando personalmente la macchina da presa in un serrato corpo a corpo con i suoi interpreti, ma si schernisce imputando la scelta solo al basso budget a disposizione, Costanzo sembra voler catturare ogni impercettibile respiro, ogni brivido sulla pelle dei suoi protagonisti, per ricordarci che non sono alieni distanti di un mondo lontano ma appartengono a noi, siamo noi stessi.
Con lenti grandangolari che deformando le immagini alterano la percezione della realtà e la musica di Nicola Piovani che si richiama apertamente al genere horror, il regista innesca una tensione sotterranea che sembra pulsare clandestina senza esplodere mai.
Un brivido di terrore per quello che è il mistero più profondo: il nostro abisso interiore e la follia che ne può emergere dalle zone più recondite.
Hungry hearts 4
Presentato in concorso all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2014, Hungry hearts ha conquistato entrambi i premi per le interpretazioni maschile e femminile.
Adam Driver, californiano di San Diego e volto emergente del cinema americano, protagonista nel nuovo episodio di Guerre Stellari diretto da J.J.Abrams ancora in lavorazione sarà un gesuita nel Giappone del XVII secolo per Martin Scorsese nel prossimo Silence, è Jude.
Alba Rohrwacher è sua moglie Mina, personaggio complesso e a volte respingente che incarna l’ossessione contemporanea per il cibo; in un mondo inquinato dove è impossibile avere controllo su ciò che mangiamo può essere complicato dominare la paura e non scivolare nell’ossessione.
Hungry hearts 5
Hungry hearts è un piccolo film indipendente, girato in completa libertà creativa in un clima di serena allegria che contrasta con la materia drammatica del tessuto narrativo, un’opera potente tra il Cinema di John Cassavetes e il ‘dogma’ di Lars von Trier che i protagonisti sono concordi nel riconoscere frutto del lavoro sinergico di Saverio, Alba e Adam.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Adam Driver e Alba Rohrwacher
  3. Saverio Costanzo sul set di Hungry Hearts
  4. Amore e paura generano conflitti
  5. Mina e Jude tra le strade di New York / Roberta Maxwell, è la madre di Jude, con Alba Rohrwacher (© 2014 Wildside)

In copertina:
Adam Driver e Alba Rohrwacher sono Jude e Mina
.
(© 2014 Wildside)

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Hungry hearts
  • Regia: Saverio Costanzo
  • Con: Adam Driver, Alba Rohrwacher, Roberta Maxwell, Al Roffe, Geisha Otero, Jason Selvig, Victoria Cartagena, Jake Weber, David Aaron Baker, Nathalie Gold, Victor Williams
  • Soggetto: Marco Franzoso dal suo romanzo Il bambino indaco
  • Sceneggiatura: Saverio Costanzo
  • Fotografia: Fabio Cianchetti
  • Musica: Nicola Piovani
  • Montaggio: Francesca Calvelli
  • Scenografia: Amy Williams
  • Costumi: Antonella Cannarozzi
  • Produzione: Mario Gianani e Lorenzo Mieli per Wildside con Rai Cinema
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Italia, 2014
  • Durata: 109’ minuti