Alice Howland, professoressa di linguistica all’università di New York, è una donna realizzata nella professione come nella vita privata, felicemente sposata e madre di tre figli ormai grandi: Anna, Tom e Lydia.
In prossimità del suo cinquantesimo compleanno viene invitata a tenere una conferenza alla prestigiosa UCLA di Los Angeles e, per la prima volta nella sua carriera, si trova impossibilitata a ricordare un sinonimo proprio nel bel mezzo del suo intervento.
Un pomeriggio, alcuni giorni dopo, durante la consueta corsa serale nel parco Alice ha un improvviso smarrimento e per una lunga, interminabile, serie di minuti non riesce a capire dove si trova o a ricordare la strada per tornare a casa.
Preoccupata dai sintomi emersi in questi due episodi, la donna si fa visitare da un neurologo e il verdetto che ne consegue è di quelli che lasciano poco spazio alle illusioni: diagnosi precoce del morbo di Alzheimer.

Still Alice si ispira al romanzo Perdersi della neuropsichiatra Lisa Genova per raccontare la lotta di una donna che caparbiamente tenta, davanti al progredire inarrestabile della malattia, di salvaguardare la propria identità, cercando in ogni modo di strappare i ricordi all’oblio, perché in quei tasselli di memoria sta il suo vissuto e i legami affettivi che la definiscono.
Il film segue anche la cronaca dei rapporti che cambiano, con il marito e i figli di Alice costretti dagli eventi a riconsiderare le proprie priorità in relazione alla malattia che travolge la famiglia con la forza devastante di uno tsunami.

Non si è mai pronti a fronteggiare una sindrome degenerativa che avendo origine nel fattore genetico trascina immediatamente anche i figli, consanguinei più prossimi, nel terrore di poter sviluppare la malattia o di esserne portatori inconsapevoli.
Per Alice diventa necessario imparare l’arte di perdersi affrontando il lento scivolare verso l’abisso. Con coraggio, dignità, forza e una punta d’ironia si prepara a percorrere la via senza ritorno che gradualmente la porterà a scomparire, inghiottita in quella zona oscura dentro se stessa.
Col timore del giudizio altrui per una patologia che d’improvviso può trascinare nel ridicolo, in uno dei momenti più duri del film la donna arriva a dire che avrebbe preferito un cancro, che non le avrebbe tolto dignità agli occhi degli altri; attualmente nel mondo sono trentasei milioni le persone colpite da morbo di Alzheimer e anche un film può essere incentivo a relazionarsi con esse senza evitarle per la nostra inadeguatezza.

Still Alice nonostante racconti l’inabissarsi di una mente brillante nell’incubo Alzheimer, è un inno alla gioia di vivere e un invito ad affrontare col sorriso anche le avversità più terribili, un messaggio che i due registi del film Richard Glatzer e Wash Westmoreland, coppia sul set come nella vita privata, hanno sentito sulla propria pelle in maniera tangibile.
Nel 2011 durante la fase iniziale del progetto a Richard Glatzer è stata diagnosticata la SLA e quando nel 2014 è arrivato il momento d’iniziare le riprese, praticamente riusciva a muovere ormai solo un dito sull’iPad per portare il suo contributo alla direzione del film.
Alzheimer e SLA sono per certi versi malattie opposte, una attacca le facoltà psichiche arrivando solo in stadi avanzati a minare le funzionalità del corpo, l’altra al contrario paralizza le attività motorie imprigionando la mente ancora lucida, ma entrambe isolano il malato riducendo ogni capacità di comunicazione.

La divina Julianne Moore con il ruolo di Alice aggiunge un altro personaggio indimenticabile alla sua già ricca galleria d’interpretazioni per il grande schermo, con un coinvolgimento straordinario riesce a raccontare il terribile progredire della malattia, cambiando anche la postura del corpo che perde coscienza di sé stesso.
Fresca vincitrice di un Golden Globe alla miglior interpretazione femminile in un film drammatico, Julianne Moore, alla quinta candidatura all’Oscar, quest’anno è la favorita della vigilia e speriamo finalmente possa esser premiata come merita per l’ennesima grande prova.
Didascalie immagini
- Locandina italiana
- Julianne Moore è Alice
- Alice col figlio Tom interpretato da Hunter Parrish / Alec Baldwin è il marito John / Kate Bosworth è la figlia maggiore Anna / Kristen Stewart è la figlia più piccola Lydia
- Altri momenti drammatici sul percorso di Alice
- Julianne Moore sul set tra i registi Wash Westmoreland e Richard Glatzer (© 2014 BSM Studio)
In copertina:
Una straordinaria Julianne Moore è Alice Howland (© 2014 BSM Studio)
SCHEDA FILM
- Titolo originale: Still Alice
- Regia: Richard Glatzer & Wash Westmoreland
- Con: Julianne Moore, Kate Bosworth, Shane Mc Rae, Hunter Parrish, Alec Baldwin, Seth Gilliam, Kristen Stewart, Stephen Kunken, Erin Drake, Daniel Gerroll, Quincy Tyler Bernstine, Maxine Prescott, Orlagh Cassidy, Rosa Arredondo, Zillah Glory, Caridad Montanez, Caleb Freundlich, Charlotte Robson, Jean Burns, José Báez
- Soggetto: Lisa Genova dal suo romanzo Perdersi
- Sceneggiatura: Richard Glatzer & Wash Westmoreland
- Fotografia: Denis Lenoir
- Musica: Ilan Eshkeri
- Montaggio: Nicolas Chaudeurge
- Scenografia: Tommaso Ortino
- Costumi: Stacey Battat
- Produzione: James Brown, Pamela Koffler e Lex Lutzus in associazione con Elizabeth Gelfand Stearns e Declan Baldwin per Killer Films, Big Indie Pictures e Shriver Films
- Genere: Drammatico
- Origine: USA, 2014
- Durata: 109’ minuti