Fino al prossimo 15 Febbraio le sale del prestigioso Palazzo Barberini ospitano la mostra Da Guercino a Caravaggio- Sir Denis Mahon e l’arte italiana del XVII secolo, in onore dello storico e collezionista inglese uno fra i pionieri degli studi sulla pittura del Seicento bolognese.

Come racconta David P.M. Ekserdijan, studioso e amico di Mahon: É merito di Pevsner di aver suggerito a Mahon di scegliere come tema Giovanni Francesco Barbieri, meglio noto come il Guercino. Negli anni trenta il Seicento in generale, e forse sopratutto il Seicento bolognese, erano odiati, ma anche fra i pittori bolognesi del Seicento Guercino era un’artista ancora più negletto dagli studi degli altri. Per tutta la sua vita, Mahon si è occupato del Seicento bolognese, non solo con Guercino, ma soprattutto anche coi Carracci e Guido Reni […]Il primo libro di Mahon, importantissimo, “Studies in Seicento Art and Theory”, venne pubblicato dal Warburg Institute nel 1947. Gran parte ne è dedicata al Guercino […]. Già l’anno prima aveva pubblicato il suo primo articolo su Poussin nel Burlington Magazine, e nella stessa sede nel 1951 seguivano i primi contributi su Caravaggio, i due artisti che – col Guercino – hanno dominato il suo contributo alla storia dell’arte.

In sostanza questa prestigiosa mostra, già presentata all’Hermitage di San Pietroburgo lo scorso anno, spiega il ruolo fondamentale dello storico inglese nell’analisi della pittura dei Carracci e dell’Accademia degli Incamminati in relazione del loro contesto storico. Fu il primo, infatti, a definire l’arte dei maestri bolognesi non eclettica, come alcuni dipinti di genere di Annibale avrebbero potuto far suppore, bensì ben definita nell’ambito del classicismo seicentesco, che si ispirava chiaramente ai modi pacati e gentili di Raffaello e della pittura della Controriforma, sia nelle espressioni che nelle composizioni.

Tuttavia non poté ignorare il ruolo centrale di Caravaggio, la cui produzione ebbe un inevitabile riflesso sull’arte di Annibale, anche se, a ben guardare le date di opere come La bottega del macellaio o il Mangiafagioli, fu più probabilmente la pittura del Nord Italia ad influenzare l’arte del più giovane dei Carracci.

All’interno di tale contesto non parrà pertanto strana la presenza del Barbieri all’interno degli studi di Mahon. Egli infatti intuì che Guercino fu l’unico degli Incamminati bolognesi ad avere una profonda conoscenza della pittura caravaggesca, che tuttavia seppe rimodellare secondo i suoi addestramenti pregressi e le esigenze della committenza emiliana prima e romana poi. Come infatti osservò il pittore e letterato bolognese Jacopo Alessandro Calvi, le prime opere del maestro di Cento avevano il tutto fondato sul naturale, dal quale religiosamente copiava ogni cosa nella sua stessa rozzezza e semplicità; prendeva il lume assai d’alto per ottenere l’effetto d’una gran macchia ch’egli sapeva dolcemente accordare, e pareano le sue cose dipinte a chiaroscuro anziché no; ma dall’uso di ritrarre del continuo il vero, prese poco a poco tal padronanza e tale ardimento di colore, che quasi un altro Caravaggio a tutti diede nell’occhio, e venne meritamente ad incontrare l’universale approvazione.

La maniera caravaggesca sopravvive anche nelle opere della maturità, sia nella scelta di soggetti presi “dal vero”, che nell’uso del chiaroscuro, anche se nel Merisi è elemento indispensabile nella definizione delle figura e nel conferire minore o maggiore drammaticità alla scena, mentre in Guercino è solo sfoggio di virtuosismi luministici.

La mostra, quindi, ripercorre attraverso poche, quarantacinque in tutto, ma significative opere, gli studi fatti da Mahon: partendo dai Carracci, proseguendo attraverso Caravaggio e approdando ai componenti dell’Accademia degli Incamminati: Reni, Domenichino e Guercino, ovviamente, del quale è esposta la Madonna del Passero, proveniente dalla collezione di Mahon, e oggi custodita presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna.

Non potevano mancare anche due testimonianze importanti di Nicolas Poussin, altro grande artista oggetto degli studi dello storico inglese, ovvero le battaglie di Gedeone con i Madianiti, e quella fra gli Israeliti e gli Amaleciti; la presenza dell’artista francese nel percorso espositivo è fondamentale per avere chiare entrambe le correnti che dominarono lo scenario artistico del primo Seicento italiano: il Classicismo e il Naturalismo, le basi che diedero poi vita a quella trionfale corrente artistica, che invase rapidamente la Penisola e le principali corti europee: il Barocco.
Didascalie immagini
- Caravaggio. Giuditta e Oloferne. Roma, Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini. Olio su tela.
- Caravaggio. San Girolamo. Roma, Galleria Borghese. Olio su tela
- Guercino. Tempo, Venere, Marte e Cupido. San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage. Olio su tela.
- Guercino. La Madonna col Bambino (La Madonna del passero). Bologna, Pinacoteca Nazionale (lascito Denis Mahon), Olio su tela.
- Nicolas Poussin La battaglia tra gli Israeliti e gli Amaleciti . San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage. Olio su tela.
- Guido Reni Atalanta e Ippomene. Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte. Olio su tela.
- Domenichino. Sibilla cumana. Roma, Galleria Borghese. Olio su tela.
In copertina:
Un particolare di: Nicolas Poussin La battaglia tra gli Israeliti e gli Amaleciti . San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage.
Dove e quando
Evento: Da Guercino a Caravaggio, Sir Denis Mahon e l’arte italiana del XVII secolo
- Fino al: – 15 February, 2015
- Sito web