Varese è una città piccola dove, arrivandoci, ci si sente immediatamente a proprio agio e si percepisce di poterci fare una vita tranquilla e “umana” circondati da aria buona, belle case, tanto verde, colline e montagne contente di essere lì a fare bella mostra di se stesse.
Vista la sua posizione collinare degradante verso il lago già nel ‘700 era la meta prediletta e prestigiosa per le vacanze prima per la nobiltà milanese e lombarda per diventare poi famosa in tutta Europa.
Tra le cose da vedere va sicuramente ricordato il Palazzo Estense o Ducale diventato il Municipio della città costruito dal 1766 al 177 da Francesco III d’Este signore di Varese in forme barocchette affrescato da G. B. Ronchelli con un bel parco dal quale si può arrivare ai Musei Civici con raccolte archeologiche importanti.

Poi c’è S. Vittore basilica costruita su disegno del Tibaldi tra il 1580 e il 1615 con il campanile barocco e all’interno parecchie opere di pittori lombardi del ‘600 quali Giovan Battista Crespi detto il Cerano e Pier Francesco Mazzucchelli noto come il Morazzone.
Sulla collina di Biumo c’è Villa e Collezione Panza di proprietà del FAI (Fondo Ambiente Italiano) dove si può ammirare la collezione di arte contemporanea americana realizzata da Giuseppe Panza con l’aiuto della moglie.

Sentire il racconto di come tutti e due uniti da una corrispondenza inaudita di “amorosi sensi” giravano per mostre e guardandosi capivano che quella era l’opera da portare a casa commuove.
Intorno alla Villa esiste un grande parco ottocentesco ritornato vivo e rigoglioso; questa “casa da nobile” nacque alla metà del XVII secolo ed è stata alla fine ristrutturata da Luigi Canonica (Lugano 1764 – Milano 1844): a lui si deve anche il grande salone di rappresentanza al piano terra.

La collezione permanente è affiancata sino alla fine di marzo dalla mostra “Wim Wenders. America” con ben 34 fotografie anche di grandi dimensioni scattate tra la fine degli anni ’70 e il 2003 negli Stati Uniti dal maestro del nuovo cinema tedesco e fotografo che quest’anno compie 70 anni e ha scattato queste foto per fare capire, come dice lui, l’immenso racconto che fa la natura traboccante di luce.

Wim quando va a fotografare va da solo e solo con la macchina fotografica per potersi concedere il lusso di fermarsi davanti a un paesaggio e stare ad ascoltare cosa esso ha da raccontare, cosa gli muove dentro essere lì silenzioso e teso nel percepire quello che gli sta intorno. Le foto di grande formato sono state fatte così proprio per cercare di fare immergere chi le sta vedendo nel luogo ripreso capendo tutta la vita e la storia che c’è dentro.

“I paesaggi danno forma alle nostre vite, plasmano il nostro carattere, definiscono la nostra condizione umana e se sei attento acuisci la tua sensibilità nei loro confronti, scopri che hanno storie da raccontare e che sono molto più che semplici luoghi” è quanto afferma Wenders.
Le foto sono fatte alla vecchia maniera con una pellicola così i negativi non possono essere manipolati o corretti prima di stamparli: ciò che è stato fotografato è la pura verità ripresa con acume e sensibilità. Leggere un posto e “sentirlo” serve per scrivere una lunga storia e ci vuole un po’ di tempo per capirlo.
Particolarmente violente sono le fotografie sistemate alla fine del percorso nella scuderia scattate di nascosto durante i lavori per eliminare i detriti delle Torri Gemelle: sono sistemate in maniera da creare una specie di cappella e sarebbe meglio essere lì dentro da soli per ascoltare tutte le voci e le storie che quelle rovine trasmettono con intensa gravità.

Se devo dire quello che penso queste ultime sono davvero dei racconti che toccano e fanno pensare a tutte le innumerevoli storie delle persone rimaste sepolte lì.
Didascalie immagini
- Wim Wenders, Blue Range Butte, Montana 2000
- Wim Wenders, Cimitero indiano Montana, 2000
- Wim Wender, Contemplation Denver, Colorado 1982
- Wim Wenders, Entire Family Las Vegas, New Mexico 1983
- Wim Wenders, New York, 8 novembre 2001
- Wim Wenders, Square Con cut-out figures in Butte, Montana 2000
In copertina:
Cimitero indiano Montana 2000, foto Wim Wenders
CREDITI E DIDASCALIE FOTO
Western World Development, Near Four Corners, California, 1986© Wim Wenders / Wenders Images / Verlag der Autoren
Entire Family Las Vegas New Mexico, 1983. © Wim Wenders / Wenders Images / Verlag der Autoren
Blue Range, Butte, Montana, 2000. © Wim Wenders / Wenders Images / Verlag der Autoren
ORARI MOSTRA
da martedì a domenica ore 10.00-18.00
Dove e quando
Evento: WIM WENDERS. AMERICA
- Fino al: – 29 March, 2015
- Sito web