È appena uscito il libreria il secondo volume della nuova collana Electaphoto, dedicato questa volta a
Luigi Spina ed alla sua Roma.
L’ora incerta è in particolare il risultato di un lavoro intrapreso dal fotografo (che ha fatto della bellezza e della memoria dell’uomo il centro della sua ricerca per immagini) nel centro della città antica, tra Foro Romano e Palatino, cercando – compito difficilissimo in un’era di massificazione di immagini – di andare oltre l’immagine stereotipata del turista odierno, che fotografa indistintamente, nel dubbio di perdere qualcosa di fondamentale importanza.
Ecco allora che archi, templi, icone, ripresi in diverse ore del giorno, fino alla cosiddetta “ora grigia” in cui il colore lascia spazio al bianco e nero, assumono uno spessore diverso e dei significati nuovi, tornando ad avere quell’aura di sacralità che si ritrova nei resoconti degli antichi viaggiatori.
“Per molti anni mi è parso che il più grande libro della storia umana, la storia della vita di Roma, giacesse ancora sepolto, pagina su pagina, come era stato scritto, sotto al mezzo miglio quadrato del Foro, il più famoso sito dell’antichità” scriveva l’archeologo Giacomo Boni, direttore, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del secolo scorso, degli scavi tra Foro e Palatino. Una definizione quanto mai azzeccata per un luogo che, come un libro di storia vivente, continua a svelare i suoi segreti, e a tenerne altri ben celati sotto terra, in attesa che qualcuno li possa decifrare.
Didascalie immagini
- Luigi Spina, L’ora incerta, copertina del volume
In copertina:
Luigi Spina, L’ora incerta
[particolare di copertina]