La révélation mʹest venue dʹOrient. È forse questa unica frase a riassumere il senso della mostra Matisse. Arabesque, alle Scuderie del Quirinale dal 5 marzo al 21 giugno.
1 henri matisse-i pesci rossi-1911
Una rivelazione, scrive Matisse al critico Gaston Diehl, che accompagna l’artista in gran parte della sua carriera, segnando tappe fondamentali della sua evoluzione artistica: la collezione d’arte islamica del Louvre, i viaggi in Algeria (dal quale riporta ceramiche e tappeti), in Spagna ed in Marocco, la visita a Monaco, in Germania alla grande mostra sull’arte maomettana nel 1910, con ottanta sale ricolme di tappeti, ricami  e tessuti; il viaggio a Mosca nell’ottobre del 1911, la conoscenza dei mosaici bizantini, le stampe giapponesi, gli ornati delle miniature persiane, l’arte primitiva africana (che rappresenta, per tutti gli artisti della seconda metà dell’Ottocento, un elemento imprescindibile di confronto ed ispirazione) ma anche la pittura di Giotto e Beato Angelico, tutto contribuisce ad una pittura che è ormai lontana dalla realtà, ricca e sensuale, accesa di colori e di giochi di linee.
2 henri matisse-zorah sulla terrazza 1912-1913
Inutile ogni verosimiglianza per Matisse, che dice “Decisi allora di lasciare da parte qualsiasi preoccupazione di verosimiglianza. Copiare un oggetto non m’interessava. Perché avrei dovuto dipingere l’aspetto esteriore di una mela, sia pure con la maggior precisione possibile? Quale interesse c’era a copiare un oggetto che la natura offriva in quantità illimitate e che si può sempre concepire più bello? Quel che conta è la relazione tra l’oggetto e la personalità dell’artista, la potenza che questo ha d’organizzare sensazioni ed emozioni”. L’esposizione delle Scuderie, curata da Estern Coen, mostra al pubblico oltre cento opere dell’artista, tra cui alcuni capolavori assoluti arrivati dal MET, dal Moma, dall’Ermitage, da Washington e da Mosca. Esposti anche, oltre agli oli e ai disegni, anche i costumi realizzati da Matisse per il balletto, coreografato fa Léonide Massine, Le Chant du Rossignol. 
3 henri matisse-interno con fonografo-1934

A completare l’offerta culturale un ricco programma di eventi collaterali, dagli incontri con studiosi ed esperti del pittore, alla proiezione di film e documentari dedicati, alle visite guidate che – ogni giovedì alle 18.30 – prendono in considerazione una sola opera, fino ai laboratori per i più piccoli ed ai percorsi sensoriali per non vedenti. 

Didascalie immagini

  1. Henri Matisse, I pesci rossi, 1911, Olio su tela, cm 140 × 98, Mosca, The State Puškin Museum of Fine Arts (© Succession H. Matisse by SIAE 2015 / Image: © The State Puškin Museum of Fine Arts, Moscow)
  2. Henri Matisse, Zorah sulla terrazza, 1912-1913, Olio su tela, cm 115 x 100, Mosca, The State Puškin Museum of Fine Arts (© Succession H. Matisse by SIAE 2015 / Image: © The State Puškin Museum of Fine Arts, Moscow)
  3. Henri Matisse, Interno con fonografo, 1934, Olio su tela, cm 100,5 x 80, Torino, Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli (© Succession H. Matisse by SIAE 2015 / Image: © Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli)

In copertina:
Henri Matisse, Interno con fonografo, 1934, Olio su tela, cm 100,5 x 80, Torino, Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli
[particolare]
(© Succession H. Matisse by SIAE 2015 / Image: © Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli)

Dove e quando

Evento: Matisse. Arabesque