“E’ difficile non notare quanto ampia sia la nostra ricerca, volta a sperimentare tutte le opportunità offerte dalla fotografia. Come in un volo della fantasia o in sogno, ne scopriamo ogni giorno i prodigi che rivelano ai nostri occhi una sorprendente realtà. La fotografia ha smesso di essere un’arte secondaria basata sull’imitazione delle tecniche dell’acquaforte, della pittura o della tessitura dei tappeti e ha trovato una strada propria. La fresca brezza del suo fiorire porta in sé un profumo inconfondibile. Nuove possibilità si profilano davanti a noi. I suoi aspetti sono multiformi e complessi quanto quelli di un disegno, più interessanti di un fotomontaggio.” (Aleksandr Rodčenko)

Come vi aveva accenntao Silvia nella recensione della prima tappa torinese, oltre trecento opere della collezione di George Costakis sono ora esposte nella cornice di Villa Manin nel cuore della pianura friulana dove i magredi sassosi si incontrano con i terreni argillosi dando vita alla più estesa area di acque di risorgiva d’Europa. La Villa dell’ultimo Doge di Venezia è un luogo ideale per tuffarsi in quell’incredibile stagione di sperimentazioni, rivoluzioni, confronti con le nuove tecnologie e con i ritmi della modernità,. Un fenomeno unico per la cultura mondiale tra arte, artigianato, spettacolo e fotografia e la sorprendente energia creativa degli artisti di quegli anni alimenta ancora oggi i movimenti artistici contemporanei e tutti coloro che hanno a che fare con la nuova arte russa.

Aleksandr Rodčenko (San Pietroburgo, 23 novembre 1891 – Mosca, 3 dicembre 1956) è stato indubbiamente uno dei principali generatori di idee creative rispecchiandone la temperatura spirituale.
Nel Settembre del 1921 mette in mostra tre tele monocromatiche, ‘Puro Colore Rosso’, ‘Puro Colore Blu’ e ‘Puro Colore Giallo’, affermando ” E’ tutto finito. Colori di base: Ogni piano è piano e non c’è rappresentazione” e, con questa operazione, considera esaurita la sua ricerca abbandonando temporaneamente la pittura per dedicarsi a nuove forme di arte che siano strumenti di progresso sociale: il collage, il fotomontaggio, soprattutto la fotografia e la personale allestita a Villa Manin evidenzia trasformazioni e nuovi percorsi di sviluppo in quel ventennio dove, anche se per breve tempo e forse in maniera illusoria, sperimentazione artistica e sociale coincisero.

Nel 1924, la fotografia venne quindi “invasa” da Rodčenko già molto famoso per lo slogan “ Il nostro dovere è quello di sperimentare”, un imperativo saldamente posto al centro della sua estetica e di un fondamentale ripensamento della natura della fotografia e del ruolo del fotografo. Da mero riflesso del reale, con l’introduzione del pensiero concettuale, la fotografia divenne un mezzo per rappresentare visivamente costruzioni intellettuali dinamiche e Rodčenko vi introdusse i principi del costruttivismo.

Le sue tecniche si diffusero rapidamente e riprese non solo dagli allievi e dai colleghi che ne condivisero gli obiettivi, ma persino da avversari politici ed estetici. Tuttavia, l’impiego del “metodo Rodčenko” – che comprendeva la composizione diagonale, da lui introdotta per la prima volta, lo scorcio e gli altri esperimenti formali – di per sé non garantiva automaticamente che un’immagine si elevasse al rango di opera d’arte.

In ognuna delle serie fotografiche realizzate negli anni venti, Rodčenko si pose nuovi obiettivi creando veri e propri manifesti che illustravano la realtà e la vita trasformata proprio dai principi artistici del costruttivismo.
La figura di fotografo venne così identificata non solo – e non tanto – da questi espedienti formali, per i quali venne così duramente criticato verso la fine degli anni venti, quando dal profondo e innato romanticismo che lo caratterizzava sin da quando era studente.

Sicuramente, nell’intera storia della fotografia russa della prima metà del Novecento, Aleksandr Rodčenko è il solo ad averci lasciato, attraverso la pubblicazione dei suoi articoli e diari, delle tracce uniche: le riflessioni artistiche di un fotografo pensatore, testimone di un cataclisma storico che generò in lui un tragico conflitto tra presupposto cosciente e pulsione inconscia alla creazione.
Nel 1928, con l’affermarsi di una nuova burocrazia culturale imposta da Stalin che discreditava il pensiero liberale, l’arte di Rodcenko venne accusata di formalismo borghese e dal 1932 di dedicò prevalentemente al reportage (parate sulla Piazza Rossa e servizi commissionati da giornali statali).
Rodcenko, comunista convinto, era vittima dello stesso sistema che aveva contribuito a costruire e appoggiato.

Negli anni ’30 ritorna alla pittura, nel 1942 cessa di fotografare, continuando ad organizzare mostre fotografiche per il governo, poi, nell’ultimo periodo della sua vita, tradito da amici e seguaci,, venne anche privato del diritto di lavorare, di guadagnarsi da vivere e di partecipare alle mostre.
Eespulso dall’Unione degli artisti e di salute malferma, poteva però contare su una famiglia unita formata dalll’amica e compagna d’armi Varvara Stepanova, la figlia Varvara Rodčenko e il genero Nikolaj Lavrent’ev, il nipote Alexandr Lavrent’ev. Se non fosse stato per quel nucleo compatto e pieno di energia creativa il primo museo fotografico della Russia, la Casa della fotografia di Mosca, non sarebbe mai nato.

Oltre alla mostra enciclopedica dei Capolavori della Collezione Costakis e questa integrazione fotografica sulla complessa personalità di Aleksandr Rodčenko curata da Ol’ga Sviblova (fotografie originali, collage, fotomontaggi, stampe vintage provenienti dal Multimedia Complex of Actual Arts – Moscow House of Photograpy Museum) il percorso presenta anche una straordinaria rassegna di cinematografica dal titolo “Il cine-occhio delle Avanguardie Russe” che focalizza sulla vasta panoramica delle tendenze più innovative della Settima Arte dagli anni della rivoluzione fino all’inizio dell’era stalinista. In collaborazione con: Cineteca del Friuli di Gemona del Friuli, la Mediateca di Cinemazero a Pordenone, l’Archivio Carlo Montanaro di Venezia, La Casa Totiana di Roma, RM ARTS di Monaco di Baviera e Copernicus Film di Mosca, straordinari titoli fra cui alcuni inediti in Italia, opere di quei giovani cineasti, strettamente alleati con i maggiori artisti e letterati dell’epoca, esalta le conquiste del nuovo corso sovietico e sperimenta tecniche e linguaggi dirompenti.

La vicenda dell’avanguardia sovietica si concentra in poco più di un decennio (ma gli anni davvero cruciali furono quelli tra il 1922 e il 1927) e, per quanto attraversata da tensioni e contrasti interni talora radicali, resta comunque caratterizzata da alcuni aspetti unificanti che la rendono ben riconoscibile nel più ampio contesto dell’avanguardia storica. I loro film avranno un fortissimo impatto sull’intera industria cinematografica mondiale.
“Per voi il Cinema è spettacolo.
Per me è quasi una concezione del mondo.
Il Cinema è portatore di movimento.
Il Cinema svecchia la letteratura.
Il Cinema demolisce l’estetica.
Il Cinema è audacia.
Il Cinema è un atleta.
Il Cinema è diffusione di idee.
Ma il Cinema è malato.
Il capitalismo gli ha gettato negli occhi una manciata d’oro.
Abili imprenditori lo portano a spasso per le vie
tenendolo per mano.
Raccolgono denaro commuovendo la gente
con meschini soggetti lacrimosi.
Questo deve aver fine.
Il Comunismo deve togliere il Cinema di mano agli speculatori.
Il futurismo deve far evaporare l’acqua stagnante
della lentezza e della morale.
Senza di questo avremo o il tip-tap d’importazione americana
o i soli “occhi con la lacrimuccia” dei vari Mozzuchin.
La prima cosa ci è venuta a noia.
La seconda ancora di più.”
(Vladimir Majakovskij, rivista Kino-fot, 1922)

Didascalie immagini
- Alexander Rodchenko, Portrait of Mother. 1924
Vintage Print Collection of Moscow House of Photography Museum/ Multimedia Art Museum Moscow © A. Rodchenko – V. Stepanova Archive ©Moscow House of Photography Museum - Alexander Rodchenko, Vladimir Mayakovski (full-length, sitting on a chair). 1924
Vintage Print Collection of Moscow House of Photography Museum/ Multimedia Art Museum Moscow © A. Rodchenko – V. Stepanova Archive ©Moscow House of Photography Museum - Alexander Rodchenko, Varvara Stepanova. 1928
Vintage Print Collection of Moscow House of Photography Museum/ Multimedia Art Museum Moscow © A. Rodchenko – V. Stepanova Archive ©Moscow House of Photography Museum - Alexander Rodchenko, Shukhov Tower. 1929
Vintage Print Collection of Moscow House of Photography Museum/ Multimedia Art Museum Moscow © A. Rodchenko – V. Stepanova Archive ©Moscow House of Photography Museum - Alexander Rodchenko, Laying Asphalt. Leningrad Highway. 1929
Vintage Print Collection of Moscow House of Photography Museum/ Multimedia Art Museum Moscow © A. Rodchenko – V. Stepanova Archive ©Moscow House of Photography Museum - Alexander Rodchenko. Morning Gymnastics on the Roof of a Students’ Hostel in Lefortovo. 1932
Vintage Print Collection of Moscow House of Photography Museum/ Multimedia Art Museum Moscow © A. Rodchenko – V. Stepanova Archive ©Moscow House of Photography Museum - Alexander Rodchenko, Stairs. 1930
Vintage Print Collection of Moscow House of Photography Museum/ Multimedia Art Museum Moscow © A. Rodchenko – V. Stepanova Archive ©Moscow House of Photography Museum - Alexander Rodchenko, Pioneer-Trumpet Player. 1930
Vintage Print Collection of Moscow House of Photography Museum/ Multimedia Art Museum Moscow © A. Rodchenko – V. Stepanova Archive ©Moscow House of Photography Museum - Alexander Rodchenko, Girl with a Leica. 1934
Vintage Print Collection of Moscow House of Photography Museum/ Multimedia Art Museum Moscow © A. Rodchenko – V. Stepanova Archive ©Moscow House of Photography Museum - Alexander Rodchenko, “Kinoglaz”. Sketch of a poster for Dziga Vertov’s
Gelatin silver print Collection of Moscow House of Photography Museum/ Multimedia Art Museum Moscow © A. Rodchenko – V. Stepanova Archive ©Moscow House of Photography Museum
In copertina:
Un particolare di: Alexander Rodchenko
Vintage Print Collection of Moscow House of Photography Museum/ Multimedia Art Museum Moscow © A. Rodchenko – V. Stepanova Archive ©Moscow House of Photography Museum
Catalogo : Aleksandr Rodčenko edito da Skira
PROGRAMMA COMPLETO
IL CINE-OCCHIO DELLE AVANGUARDIE RUSSE
(tutte le proiezioni avverranno alle ore 17 – Villa Manin, Sala Convegn- con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Per i film sprovvisti di didascalie in italiano verrà effettuata la traduzione in sala)
sabato 14 marzo e sabato 16 maggio 2015
COSTAKIS IL COLLEZIONISTA
(Costakis, the collector) – Regia Barrie Gavin, 1983, (d.55’; prodotto da RM Arts,
Monaco di Baviera, in associazione con Channel Four, WDR e ERT.
Versione originale inglese con sottotitoli in italiano.
Nel 1981 quando le opere della Collezione Costakis vennero presentate per la prima volta negli Stati Uniti, al Guggenheim Museum di New York, il curatore Margit Rowell dichiarò che la storia dell’arte del Novecento andava completamente riscritta. La vicenda di Georges Costakis greco nato in Russia nel 1913 è indubbiamente straordinaria e in questo bel documentario ci viene raccontata da egli stesso all’inizio
degli anni Ottanta. Bruce Chatwin, che aveva conosciuto Costakis nel suo appartamento-museo a Mosca, gli dedica un racconto pubblicato nel 1988 in Che ci faccio qui?.
domenica 15 marzo 2015
DZIGA VERTOV
Kino Pravda n.14, 1922, (d.12’, didascalie originali)
Giocattoli sovietici (1924, d.11’, didascalie in inglese)
L’uomo con la macchina da presa (1929, d.65’, senza didascalie)
Uno dei cortometraggi agit-prop realizzati da Vertov con la collaborazione di Rodčenko per quanto riguarda la concezione delle didascalie tridimensionali e ottenute con una serie di installazioni in legno ruotanti stile mappamondo. Soviet Toys è una satira feroce del capitalismo in uno stile che ricorda da vicino il pioniere dell’animazione americana Winsor Mc Cay. Il celeberrimo film-manifesto del “cine-occhio”: un cameraman indiavolato tenta di catturare la realtà generando una suite di straordinarie inquadrature.
sabato 28 marzo e sabato 23 maggio 2015
KAZIMIR MALEVIČ (1878-1935)
Liberandosi della Terra, (Kazimir Malevic, 1878-1935. Breaking free of the Earth) – Regia Barrie Gavin, 1990, (d. 54’; prodotto da RM Arts in associazione con Channel Four e La Sept.
Versione originale inglese
Realizzato in occasione della grande mostra dedicata a Kazimir Malevič nel 1989 allo Stedelijk Museum di Amsterdam il documentario ci fa conoscere la produzione pittorica del padre indiscusso del Suprematismo. Malevič portò avanti il discorso pittorico aperto dal cubismo verso l’astrazione assoluta e giunse ai limiti della pittura con il Quadrato nero su fondo bianco (1913). Inedito in Italia
domenica 29 marzo 2015
LEV KULEŠOV
Le avventure di Mr. West nel paese dei bolscevichi, 1924 (d.77’, didascalie in inglese)
L’effetto Kulešov (d.2′) – Il terribile Vivila & la zia Arina (1928, (d.6’, didascalie in francese)
Le peripezie esilaranti d’un cowboy americano nell’Unione Sovietica in rapida evoluzione. Una satira dei generi cinematografici hollywoodiani e un tentativo d’applicare alla commedia di costume le sperimentazioni visive care all’avanguardia. Il regista Lev Kulešov rimane negli annali soprattutto per le sue ricerche riguardanti il montaggio emotivo, il cosiddetto “effetto Kulešov”. Vivila è un film d’animazione prodotto dallo studio Mezrabpom dedicato alle donne per la festa dell’8 marzo.
sabato 4 aprile 2015
SERGEJ EJZENŠTEJN
Il diario di Glumov, 1923, (d.5’, senza didascalie) – Sciopero, 1925 (d.95’, didascalie in italiano)
L’esordio cine-teatrale del maestro russo, il quale compare nella prima inquadratura irridente e spavaldo. Sciopero ricostruisce epicamente le manifestazioni di massa degli operai in una fabbrica nell’anno 1912. La vulcanica visione di Ejzenštein sconvolge tutti i canoni narrativi tradizionali.
sabato 11 aprile 2015
OMAGGIO A VLADIMIR MAJAKOVSKIJ
La signorina e il teppista, 1918, (d.44’, didascalie in inglese) – Incatenata alla pellicola, 1983, (d.60’, sonoro, didascalie in italiano)
Vladimir Majakovskij scrisse una dozzina di sceneggiature e interpretò due fra i film che ne furono tratti. Solo uno è sopravissuto: La signorina e il teppista, diretto da Evgeni Slavinskij e tratto dal racconto La maestrina degli operai di Edmondo De Amicis. Majakovskij interpreta il ruolo di un teppista innamorato di una maestrina nella Russia pre-rivoluzionaria.
Di Incatenata dal film diretto nel 1918 da Nicandr Turkin e andato distrutto nell’incendio della Neptun Film, restano solo alcuni scarti di montaggio che Lili Brik (la compagna di Majakovskij) ritrovò e salvò per regalarli successivamente a Gianni Toti. Questi nel 1983 realizzò la video opera Incatenata alla pellicola, seconda parte della Trilogia Majakovskijana in cui rievoca l’incontro con Lili Brik nel febbraio 1970,
quando lo condusse in un piccolo cinema di Mosca per vedere La signorina e il teppista.
sabato 18 aprile e sabato 30 maggio 2015
ALEXANDER RODČENKO E L’AVANGUARDIA RUSSA
(Alexander Rodcenko and the Russian Avant-Garde) – Scritto, diretto e prodotto da Michael Craig, 1999, (d. 40’; Copernicus Films.
Versione inglese con sottotitoli in italiano.
Pittore, scultore, fotografo e grafico Aleksandr Rodčenko nel 1924 abbandona la pittura per dedicarsi totalmente alla fotografia dove sperimenta soluzioni non convenzionali. Realizza straordinari manifesti e collabora con i registi Dziga Vertov e Sergej Ejzenštejn. Sposato con la pittrice Varvara Stepanova con la quale instaura un profondo sodalizio artistico e umano che durerà tutta la vita. Amico fraterno del
poeta Vladimir Majakovskij. Inedito in Italia
UNA COSÌ BELLA PAROLA: IL MONTAGGIO
(Un si joli mot: le montage) – Regia Bernard Eisenschitz, 2003, (d.40’: prod. Arte Video).
Versione originale francese.
In questo avvincente documentario l’autore ci presenta, utilizzando le sequenze dei film più celebri, le diverse elaborazioni teoriche sul montaggio: dal “montaggio delle attrazioni” di Sergej Ejzenštejn alla “realtà colta sul fatto” di Dziga Vertov che progettava con i suoi kino-pravda e kinoglaz la “cinematizzazione delle masse”.
domenica 19 aprile 2015
JAKOV PROTAZANOV
Aelita 1924, (d.111’, didascalie in inglese)
Un classico della fantascienza mondiale. Le deliranti scenografie concepite da Rodčenko fanno da sfondo all’odissea d’un astronauta russo che sbarca su Marte. Una satira avveniristica dai contorni onirici diretta dal veterano Jakov Protazanov e tratta da un romanzo di Aleksej Tolstoj.
domenica 26 aprile 2015
DZIGA VERTOV
Kino Pravda n.15 1923, (d.20’, didascalie in russo)
La rivoluzione interplanetaria (1924, d. 11’, didascalie in russo)
Kinoglaz (1924, d.78’, didascalie in inglese)
Un corto anti-religioso in cui si Vertov sperimenta l’abbinamento tra gli effetti fotografici e l’animazione creata da Rodčenko. Un curioso film d’animazione a cui hanno lavorato diversi artisti ambientato nel mondo del cinema. Kinoglaz, ovvero “cineocchio”, porta al parossismo le ricerche visive dell’inquieto Vertov. “Sono un occhio meccanico, sono una macchina, e vi mostrerò il mondo come posso vederlo solo io”.
UNA COSÌ BELLA PAROLA: IL MONTAGGIO
(Un si joli mot: le montage) – Regia Bernard Eisenschitz, 2003, (d.40’: prod. Arte Video.
Versione originale francese.
In questo avvincente documentario l’autore ci presenta, utilizzando le sequenze dei film più celebri, le diverse elaborazioni teoriche sul montaggio: dal “montaggio delle attrazioni” di Sergej Ejzenštejn alla “realtà colta sul fatto” di Dziga Vertov che progettava con i suoi kino-pravda e kinoglaz la “cinematizzazione delle masse”.
domenica 3 maggio 2015
SERGEJ EJZENŠTEJN
La corazzata Potemkin 1925, (d.74’, didascalie in italiano)
L’opera suprema del geniale regista russo, esaltata e dileggiata a causa del suo intramontabile messaggio politico e del suo linguaggio insuperabile. I moti di piazza a Odessa nel 1905 ispirano ad Ejzenštejn una sinfonia visiva dai toni iperrealisti e virulenti.
sabato 9 Maggio e sabato 13 giugno 2015
I COSTRUTTIVISTI. ESPERIMENTI PER IL FUTURO: RODČENKO
(The costructivists. Experiments for the future: Rodccenko) – Scritto e diretto da Ilya Lainer, 2012, (d.52’. Versione originale russa con sottotitoli in inglese
Il regista Ilya Lainer ha realizzato una serie di documentari dedicata ai maggiori protagonisti del Costruttivismo russo – Vladimir Tatlin e Aleksandr Rodčenko – intitolandola significativamente Experiments for the future. L’intera produzione artistica di Rodčenko viene raccontata con l’aiuto di immagini rare e molto spesso inedite, dalle prime esperienze in pittura fino all’ostracismo seguito alle accuse di formalismo. Inedito in Italia
domenica 10 maggio 2015
VSEVOLOD PUDOVKIN
La febbre degli scacchi, 1925, (d.25’, didascalie in italiano)
La madre, (1926, (d.84’, didascalie in italiano)
La febbre degli scacchi, opera prima del regista Vsevolod Pudovkin, mescola dinamicamente costruttivismo e eccentrismo affrontando un imprevedibile campionato di scacchi. Adattando il noto romanzo di Maksim Gor’kij il regista Pudovkin ne fa un pamphlet d’attualità.
Nel 1905 una madre riprende dal figlio scomparso il vessillo rivoluzionario e diventa un’eroina esemplare. Un classico assai discusso in cui il regista sperimenta un montaggio parallelo dai ritmi mozzafiato.
domenica 17 maggio 2015
SERGEJ KOMAROV
Un bacio per Mary Pickford, 1927, (d.70’, didascalie in italiano)
Una commedia brillante in cui appaiono dal vero Mary Pickford e Douglas Fairbanks mentre visitano l’Unione Sovietica. Komarov, attore popolare e seguace del cineasta Lev Kulešov, rende omaggio alle comiche americane amatissime nel suo Paese utilizzando abilmente le tecniche del montaggio d’avanguardia allora in auge. Il poster dovuto a Rodchenko concentra la duplice carica americano/russa del film.
domenica 24 maggio 2015
SERGEJ EIZENŠTEJN
Ottobre (1928, d.102’, didascalie in italiano)
Lenin conduce le masse rivoluzionarie alla presa del potere a San Pietroburgo nel 1917. Ejzenštejn celebra a modo suo il decennale della rivoluzione. Al posto della prevedibile agiografia politica il regista crea un apologo esoterico debordante di invenzioni iperboliche.
domenica 31 maggio 2015
GRIGORIJ KOZINČEV E LEONID TRAUBERG
La Nuova Babilonia 1929, (d.92’, didascalie in italiano)
Libero adattamento da Emile Zola ambientato nei grandi magazzini Nuova Babilonia durante la Comune di Parigi negli anni 1870-71. I registi Kozinčev e Trauberg, tra i fondatori del movimento d’avanguardia Feks – Fabbrica dell’attore eccentrico -, abbracciano le tradizionali invocazioni politiche in funzione spettacolare. La roboante partitura di Dmitrij Šostakovič esalta la carica ribellistica.
domenica 7 giugno 2015
BORIS BARNET E BORIS KAUFMAN
La casa di via Trubnaia, 1928, (d.64’, didascalie in francese)
In primavera, 1929, (d.60’, senza didascalie)
Il regista Boris Barnet, specialista in satire graffianti, prende in giro le contraddizioni sociali attraverso le traversie d’una giovane contadina trasferitasi nella via Trubnaia a Mosca. Boris Kaufman, grande cameraman dalla lunga carriera internazionale e fratello minore di Dziga Vertov, propone un’ode incantevole e senza parole alla città ucraina di Kiev.
domenica 14 giugno 2015
ALEKSANDR DOVŽENKO E DZIGA VERTOV
Arsenale 1929, (d.65’, didascalie in italiano)
Kino Pravda n.21, 1925,( d. 32’, didascalie in russo)
Un conflitto bellico nella fabbrica d’armi Arsenal diventa un’epopea resistenziale di valore universale grazie alle mirabili metafore concepite da Dovženko, maestro del lirismo ucraino. Vertov celebra il primo anniversario della scomparsa di Lenin con un tour de force caleidoscopico alla cui concezione Rodčenko ha fornito una miriade di trovate.
sabato 20 giugno 2015
I COSTRUTTIVISTI. ESPERIMENTI PER IL FUTURO: TATLIN
(The costructivists. Experiments for the future: Tatlin) – Scritto e diretto da Ilya Lainer, 2012, (d. 52’. Versione originale russa con sottotitoli in inglese.
Il costruttivismo nasce nel 1913 ponendosi l’obiettivo di promuovere la funzione sociale dell’arte. Avrà una grande influenza nella nascita, in Germania, del Bauhaus. Esponente di spicco, assieme a El Lissitzky, fu Vladimir Tatlin pittore, scultore e scenografo. Le sue opere più importanti furono il Monumento alla Terza Internazionale di cui realizzò solo un modello di 5 metri e il Letatlin , sorta di macchina volante, sintesi tra arte e tecnologia. Inedito in Italia
domenica 21 giugno 2015
JURIJ ŽELJABUŽSKIJ
La venditrice di sigarette del Mossel’prom, 1924, (d. 112’, didascalie in francese)
La love story tra una sigarettaia e un cameraman è lo spunto per una divertente esplorazione dal vero dei meandri della capitale russa. Un documento unico sugli anni che precedono le degenerazioni urbane dell’era staliniana.
domenica 28 giugno 2015
SERGEJ EIZENŠTEJN
Il vecchio e il nuovo 1929, (d.120’, didascalie in italiano)
Un poema virgiliano sulla forza della natura. La vicenda d’una povera contadina che riesce a creare una cooperativa malgrado lo strapotere dei kulaki (proprietari terrieri). Originariamente intitolato La linea generale, il film ha subito infinite traversie e rimaneggiamenti imposti dal regime.
Dove e quando
Evento: 1) Capolavori dalla Collezione Costakis – 2) Aleksandr Rodčenko Fotografia – 3) IL CINE-OCCHIO DELLE AVANGUARDIE RUSSE
- Fino al: – 28 June, 2015