Masquerade 1Nei diari reali del re Gwanghae, quindicesimo sovrano della dinastia Joseon sul trono della Corea dal 1608 al 1623, c’è un misterioso vuoto temporale di quindici giorni nei quali contrariamente all’uso corrente non è stata registrata alcuna delle attività di corte o di governo svolte.
Gwanghae è una figura storica ancora molto amata oggi in Corea perché fu l’unico monarca a istituire un equo sistema di versamento dei tributi, tassando tutti i sudditi in virtù dei loro possedimenti e pretendendo contributi anche dai ricchi proprietari terrieri; fu il solo a contrastare lo strapotere della dinastia Ming opponendo un netto rifiuto alla richiesta cinese d’inviare soldati coreani per combattere le loro guerre imperialiste, considerando la vita dei suoi uomini più preziosa di qualsiasi convenienza politica.
Quel silenzio nelle cronache storiche – non furono redatte o sono state trafugate dopo? – rimane un evento inspiegabile che alimenta le ipotesi più fantasiose ed è lo spunto da cui è nata la sceneggiatura originale, scritta da Jo-yun Hwang e adattata per lo schermo del regista Choo Chang-min, di Masquerade, campione d’incassi in patria e vincitore di 15 Grand Bell Award, il premio più prestigioso del cinema coreano.
Adesso finalmente il film è disponibile anche per il pubblico italiano distribuito in dvd e blu-ray da Tucker Film su etichetta Cecchi Gori Entertainment.
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1618 – Voci sempre più insistenti a corte parlano di un complotto per attentare alla vita del re, ossessionato da intrighi politici che hanno avvelenato la sua vita ancor prima dell’ascesa al trono, Gwanghae incarica in gran segreto il suo segretario capo Heo Gyun di trovare un sosia che gli assomigli, qualcuno che possa abitare gli appartamenti reali dal tramonto all’alba.
Dopo lunghe ricerche il candidato ideale viene individuato in Ha-sun dotato di una straordinaria somiglianza col monarca, un buffone che si guadagna da vivere raccontando ai clienti di un bordello storie piccanti proprio sullo stesso sovrano.
Il precipitare di eventi imprevisti porteranno l’impostore a indossare le vesti reali anche in pubblico nelle ore diurne.
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Per quanto il dipanarsi della trama di Masquerade spazi in ambiti del tutto immaginari, il film è supportato da una rigorosa ricostruzione storica della struttura sociale, delle abitudini e delle condizioni di vita del popolo, dell’iniquità di Leggi che salvaguardavano solo gli interessi delle classi più abbienti, con alcune licenze nei protocolli di corte in uso all’epoca inseriti per creare comicità.
La storia narrata sullo schermo affonda le sue radici in una nota datata 28 febbraio 1616 realmente presente nel diario del re Gwanghae e riportata all’inizio del film: “Trovate un uomo con le mie stesse sembianze. Dovrà trovarsi nella stanza reale dopo il tramonto. La questione deve rimanere segreta, non deve restarne traccia nei diari di corte.
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Masquerade è un’avventura che s’inserisce nella tradizione delle grandi storie che hanno raccontato di sosia pronti a sostituire teste coronate, in letteratura Il principe e il povero di Mark Twain o La maschera di ferro di Alexandre Dumas, in ambito cinematografico oltre ai film tratti da questi romanzi anche opere originali come Kagemusha – l’ombra del guerriero di Akira Kurosawa.
I raffinati cromatismi e le magiche atmosfere, cui contribuisce la fotografia di Lee Tae-yoon con la scelta di catturare nelle ricorrenti scene notturne il chiarore delle candele, portano sullo schermo il sapore di un mondo antico in cui non esisteva l’elettricità e le ombre sembravano favorire misteriose congiure, facendo di Masquerade uno spettacolo visivo di altissimo livello artistico.
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Sempre giocato su un perfetto equilibrio fra dramma e commedia con il carisma e la simpatia naturale del protagonista, un bravissimo Lee Byung-hun capace d’incarnare con uguale efficacia l’austerità del re e l’esuberanza della sua controfigura, il film si spinge a tratti fino ai margini di una comicità molto fisica che ricorda lo slapstick1 del cinema muto, reso celebre da nomi del calibro di Charlie Chaplin.
Masquerade ci conduce in un mondo lontano nel tempo a esplorare una cultura affascinante attraverso la storia di una presa di coscienza, quella di un uomo dedito a una vita futile che scopre dentro di sé un’insospettata nobiltà d’animo suscitando, anche in personaggi al corrente della sua impostura, una devozione che non sembrava ipotizzabile.
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Masquerade di Choo Chang-min è una gioia per gli occhi che sa unire alla bellezza estetica una buona dose di divertimento, se ne consiglia la visione su uno schermo più grande possibile per poter apprezzare fino in fondo la ricercatezza e l’eleganza degli splendidi particolari, dagli arredi ai tessuti dei costumi, dagli oggetti alle pietanze servite al re, con una menzione speciale per i dolci e la pasticceria.
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Didascalie immagini

  1. Copertina del dvd italiano
  2. Locandina internazionale del film / Lee Byung-hun incarna il re Gwanghae e il suo doppio Ha-sun
  3. Kim In-kwon è il capitano delle guardie reali Do / Ryoo Seung-ryong è il segretario reale Heo Gyun / Jang Gwang è l’eunuco Jo / Shim Eun-kyung è l’assaggiatore reale Sa-wol / Il re come in uno specchio scruta la sua controfigura
  4. Han Hyo-ju è la regina, ferita e perennemente in pericolo
  5. Incontro notturno tra la regina e il finto re / La prima concubina / Le cortigiane reali / Un momento comico del film
  6. Locandine originali dei personaggi / Lee Byung-hun in una pausa / Il regista Choo Chang-min al lavoro sul set, ilare tra i suoi attori
  7. La raffinata eleganza dei particolari
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    (© 2012 CJ Entertainment)

In copertina:
Lee Byung-hun è il re Gwanghae
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(© 2012 CJ Entertainment)

NOTE

1 La commedia Slapstick è un sottogenere nato in Francia agli albori del cinema muto, sviluppato poi e reso celebre a Hollywood da attori come Stan Laurel e Oliver Hardy, Harold Lloyd e Charlie Chaplin.
Si tratta di una comicità che si esprime attraverso il linguaggio del corpo, con azioni semplici ma efficaci per creare ilarità, nel cinema sonoro più recente se ne possono incontrare esempi nei film di Gianni & Pinotto [Bud Abbott e Lou Costello], dei fratelli Marx e nei primi titoli della filmografia di Woody Allen.

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Gwanghae, Wangyidoen namja
  • Regia: Choo Chang-min
  • Con: Lee Byung-hun, Ryoo Seung-ryong, Han Hyo-joo, Kim In-kwon, Jang Gwang, Shim Eun-kyung, Kim Myeong-gon, Do Yong-gu, El Lee, Ha Soo-ho, Han Sung-yong, Jeon Bae-su, Jo Sung-hee, Kim Jong-goo, Joo Yong-ho, Kim Gil-dong, Kim Hye-hwa, Kim Seung-hoon, Lee Bong-ryung, Lee Joon-hyuk, Lee Ran-hee, Min Jung-ki, Moon Chang-kil, Seo Jin-won, Shin Yun-seob, Sin Jeong-geun, Yoo Soon-woong
  • Sceneggiatura: Hwang Jo-yun
  • Fotografia: Lee Tae-yoon
  • Musica: Mowg, Kim Jun-sun
  • Montaggio: Nam Na-young
  • Scenografia: Oh Heung-seok
  • Costumi: Kwon Yoo-jin
  • Produzione: Yim Sang-jin, Won Deong-yeon e Kim Ho-seong con Kim Bo-yeon per CJ Entertainment e Realies Pictures
  • Genere: Storico
  • Origine: Corea del Sud, 2012
  • Durata: 126’ minuti