Augusto.figlio.di.dio“Questo ragazzo deve tutto al suo nome”. La frase è quanto mai attuale, e si presta ad essere declinata in mille modi e adattata a mille “figli di”. Non sembra essere stata pronunciata duemila anni fa da Marco Antonio riferendosi ad Ottaviano, arrivato da chissà dove per diventare presto, dopo la morte di Cesare, padrone assoluto di Roma. A raccontarci la storia di Ottaviano Augusto è Luciano Canfora con un bel libro pubblicato da Laterza; Augusto. Figlio di Dio, testo che, dalle parole dello stesso autore “salda un vecchio debito, acceso nel 1960. Anni fa scrissi un piccolo saggio intorno al colpo di Stato del diciannovenne Ottaviano realizzato, con tempismo impressionante, il 19 agosto del 43 a.C. Atto eversivo ammantato di legalità, quella precoce conquista a mano armata della più alta magistratura della repubblica fu, per il giovanissimo e già più che maturo erede di Cesare, il presupposto fondamentale della successiva sua costruzione politica che segnò per secoli la storia del mondo”. Una politica raffinatissima è in effetti quella del giovane Ottaviano, che finge di voler restaurare le antiche tradizioni e istituzioni romane travolgendole invece come un uragano; che ufficializza l’apoteosi di Cesare, diventando automaticamente figlio di un dio (e chi può contrapporsi al figlio di un dio?); che fa fuori tutti i nemici di suo padre e mette in cattiva – pessima – luce la figura di Marco Antonio, suo rivale più credibile, sconfiggendo lui, la sua Cleopatra e le ultime resistenze prima di vedersi concedere l’impero; che riscrisse, letteralmente, la storia di Roma con le sue Res Gestae. Uno stratega eccezionale, che Canfora ci presenta attraverso l’analisi delle fonti a lui grosso modo contemporanee, soprattutto facendo riferimento ad Appiano di Alessandria, funzionario egizio che vive all’epoca di Marco Aurelio e che scrive una Storia di Roma grandemente incentrata sulle imprese del primo imperatore.

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In copertina:
Luciano Canfora Augusto. Figlio di Dio

Luciano Canfora

Augusto. Figlio di Dio

pp. 576

Laterza

Dove e quando