Come a dicembre dello scorso anno, torno sul tema della musica. Il titolo potrebbe far pensare a qualche commento sui recenti eventi politici e sulle loro continue evoluzioni, ma in realtà vi voglio raccontare di un dialogo con un amico musicista e di una recente iniziativa che si è svolta a
Firenze.
Veniamo al primo punto: qualche giorno fa un bravo amico musicista mi raccontava delle tante iniziative e attività culturali legate al mondo della musica che ci sono nella nostra città e in generale nella nostra area metropolitana (scuole di musica, accademie musicali, concerti) ma mi raccontava anche che qui, come altrove, mancano degli spazi, che lui ha giustamente definito di livello “medio” in cui un musicista possa suonare, guadagnandosi da vivere fornendo esibizioni musicali godibili. Infatti accanto al livello “basso”, per intendersi il suonare in locali e bar mentre gli altri mangiano e bevono, senza prestare ascolto alle melodie e ai virtuosismi dei vari artisti, esiste solo un livello “alto” (concerti in teatri, stadi ecc.) che ovviamente alla maggior parte dei musicisti è precluso. Quello che manca sarebbe quindi questo livello “medio” in cui si va ad ascoltare ogni genere musicale e non solo la musica classica (che bene o male trova sempre i suoi spazi).
Dopo qualche giorno da questa chiaccherata ecco un evento che mi sembra possa rappresentare un esempio di ciò che andrebbe fatto in modo continuo e non episodico.
Sto parlando di Strings City che si è svolto sabato 3 dicembre in circa 40 spazi culturali della città (dalle 9,30 alle 23,00). L’evento è stato, di fatto, la chiusura dell’ Estate Fiorentina . Tra i curatori dell’evento la Scuola di Musica di Fiesole , con la partecipazione attiva del Conservatorio “Luigi Cherubini” , del Maggio Musicale Fiorentino e dell’ Orchestra della Toscana . Centrale per il raggiungimento dell’obbiettivo è stato l’impegno dell’ Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze che ha ispirato la manifestazione ed ha coordinato il lavoro delle varie istituzioni. I generi musicali proposti sono stati vari, ma avevano in comune il fatto di essere realizzati tramite strumenti a corda, dal violino al pianoforte, dall’arpa alla voce umana. Tra i luoghi utilizzati si ricordano ad esempio, la sagrestia del Museo dell’Officina del Profumo di Santa Maria Novella, il Teatro Niccolini, le Murate (presso il quale mi sono recato per seguire una performance meravigliosa dei musicisti dell’ORT), il museo di casa Martelli, il cenacolo di Santa Apollonia, la Cappella Rucellai presso il Museo Marino Marini, la Sala Bianca di Palazzo Pitti, ma, come detto, molti altri spazi sono stati coinvolti. Alla realizzazione di questo evento con oltre trenta ore di musica hanno collaborato l’ Orchestra da Camera Fiorentina e gli Amici della Musica Firenze , con il patrocinio della SIAE Società Italiana Autori Editori e il sostegno di Toscana Energia .

Come notavo un anno fa anche nei nostri archivi storici di documenti giuridici la parola “musica” è presente, segno evidente dell’importanza istituzionale di questa forma artistica.
Ma stavolta, invece della Carta del Carnaro, voglio portare alla vostra attenzione un testo della dottrina giuridica di Antonio Pertile (Storia del diritto italiano dalla caduta dell’Impero Romano alla codificazione, Padova, Stabilimento tipografico alla Minerva dei fratelli Salmin, vol. II, 1880): “Oltre i suddetti stanziamenti a pro dell’esercito s’istituirono appositi ospitali per ricoverare e curare i soldati infermi, e perchè non mancasse loro, principalmente sul campo di battaglia, il servizio spirituale e sanitario, si posero nei singoli reggimenti cappellani e chirurghi. Sulla fine del secolo decimosettimo incomincia eziandio a trovarsi nei medesimi la musica”. È curioso vedere come tra le necessità primarie di persone che soffrivano, come i soldati al fronte, fosse inserita la musica, paragonata quindi a rimedi essenziali come quello sanitario.
Quindi l’augurio per il nuovo anno è che manifestazioni come quella di cui vi ho parlato siano ripetute in modo frequente facendo in modo che la musica diventi sempre più una forma di educazione al bello di cui penso ci sia un grande bisogno e di cui questa rivista è un fulgido esempio. Buon anno.
Didascalie immagini
- Le Murate Caffè Letterario a Firenze
- Un soffitto affrescato del Museo di ‘Casa Martelli a Firenze (fonte)
In copertina:
Le Murate Caffè Letterario a Firenze