Tanti, troppi, sono coloro che hanno la presunzione di spaziare nel panorama artistico. Le regie pullulano di chi, dopo aver calpestato palcoscenici, ritiene di aver acquisito capacità tali per dirigere e, fra questi, non pochi ignorano l’abecedario della drammaturgia o degli adattamenti. Sono rarissimi gli artisti capaci di dare credibilità a ruoli comici e drammatici mentre sono disarmanti certi passaggi dalla fiction televisiva alle urla per i malcapitati seduti in sala.
Non è stato il caso di Giorgio Faletti – scomparso a Torino il 4 luglio 2014 – scrittore, attore, compositore, pittore, comico e cantante, passato dai panni di Vito Catozzo al Drive In (1985) a quelli di Corteccia in Baarìa di Giuseppe Tornatore (2009). Appassionato di corse automobilistiche, tenne per anni la sua rubrica su uno dei settimanali più atorevoli e partecipò come pilota a due rally valevoli per il campionato del mondo Fia. Come scrittore i suoi libri hanno venduto milioni di copie in anni in cui le vendite calano costantemente. Chiunque conosce, fra le sue canzoni, quella del secondo posto al Festival di Sanremo del 1994.

Lo scorso 25 novembre, nel giorno che sarebbe stato il suo 66° compleanno è uscito – nei negozi e su tutte le piattaforme di musica digitale – l’album Anche dopo che tutto si è spento, prodotto da iCompany e Orlantibor e distribuito da Sony Music.
13 pezzi di cui 7 brani inediti registrati nel 2013, mentre le altre sei canzoni sono state scelte fra le più belle dal 1995 al 2012.
In edizione digipack, il cd contiene un libretto con testi dei brani, immagini di alcuni suoi quadri e una versione diversa di “Confessioni di un pianoforte”.
Roberta Bellesini Faletti ha dichiarato “Con i miei ormai fedeli compagni di viaggio, con i quali ho condiviso due anni di lacrime, sorrisi, progetti, applausi, ho aperto l’ennesimo cassetto, quello chiuso a doppia mandata, quello più difficile nel quale infilare le mani. Quello delle sue canzoni inedite, pezzi di vita rimasti imprigionati sull’isola dove approdava come un naufrago”.
Massimo Cotto, amico e, negli ultimi anni, il più stretto collaboratore musicale di Faletti, ha aggiunto: “Di tutte le sue vite, la musica era la più importante. Avesse dovuto scegliere, non avrebbe indicato la comicità, la scrittura, lo sport, la pittura, la cucina, tutti luoghi dove eccelleva in modo impressionante e, per noi comuni mortali, deliziosamente fastidioso. Giorgio Faletti amava la canzone come niente altro”.
Sempre venerdì 25 novembre, al Teatro Alfieri di Asti, durante la seconda edizione del Premio Faletti, sono stati consegnati cinque premi ad altrettanti “esordienti” che si sono distinti nel cinema, nella letteratura, nella musica, nella comicità e nello sport. Per la sezione Cinema il regista Gabriele Mainetti, per la sezione Letteratura lo scrittore Luca D’Andrea, per la sezione Musica il cantautore Antonio Maggio, per la sezione Comicità l’attore Alberto Patrucco e per la sezione Sport il pilota Antonio Giovinazzi.
Didascalie immagini
- ‘Anche dopo che tutto si è spento’, albun postumo di Giorgio Faletti (copertina)
- Premio Giorgio Faletti, logo
In copertina:
‘Anche dopo che tutto si è spento’, albun postumo di Giorgio Faletti (particolare)
tracklist
Un uomo di carattere (inedito)
Le donne di Perez (inedito)
Va tutto bene (inedito)
Confessioni di un pianoforte (inedito)
Unisex (inedito)
La corsa all’oro (inedito)
Il tappeto rosso (inedito)
Signor tenente
The show must go on
Nudi
Identikit
L’ombra
L’assurdo mestiere