E infine è come un liquido che scorre lento…
La notte ora non cerca sfide da raggiungere in volo.
Si sente solo il mescolarsi di gocce dipinte in cieli ad acquerello.
Un sommergibile tra i petali o teli in fondali di cristallo.
Tramonti che spengono l’attesa di albe rincorse e sommerse.
Storia di veneri rime addolcite da tasti di piano,
eterni e dolci.
(Fryderyk Chopin)
Ospitata presso la Maison de l’Amérique Latine di Parigi per festeggiare il bicentenario della “Mission française”, l’esposizione L’atelier tropical. Jean-Baptiste Debret, peintres, écrivains et savants français au Brésil (1816-1850) è realizzata grazie alla collaborazione straordinaria con il Museo Castro Maya di Rio de Janeiro. Essa è il risultato di un partenariato con l’EHESS, l’Université Sorbonne-Paris IV, l’Université de Poitiers, il Muséum National d’Histoire Naturelle, la Biblioteca Nazionale di Francia e la FMSH (Fondation Maison des Sciences de l’Homme). Ma soprattutto è stata resa possibile grazie al fondamentale contributo e alla cooperazione culturale dell’Institut français di Rio de Janeiro, di numerosi collezionisti privati in Francia, della Biblioteca Nazionale del Brasile e di Arte Padilla.

Dal 20 ottobre al 20 novembre 2016, questo luogo eccezionale della capitale francese accoglie la manifestazione assieme ai 74 acquerelli originali di Jean-Baptiste Debret (1768-1848), provenienti dalle collezioni del Museo Castro Maya di Rio, e a un taccuino di schizzi, prestato dalla Biblioteca Nazionale di Francia. Allo stesso tempo la mostra offre al visitatore la possibilità di ammirare alcuni reperti che permettono di apprezzare a tutto tondo il vasto sviluppo intellettuale e artistico che circonda la “Mission française”, con Ferdinand Denis e l’architetto Grandjean de Montigny. Una sezione è, inoltre, dedicata alla botanica e ruota attorno alla figura di Auguste Saint-Hilaire, al suo erbario e ai suoi scritti, nonché ai disegni dell’esploratore Hercule Florence.

Segnato dall’epopea rivoluzionaria, il pittore Jean-Baptiste Debret ha diretto, a Parigi, l’atelier del grande Jacques-Louis David, prima di essere esiliato in Brasile al momento della caduta di Napoleone in seguito alla disfatta del 1815, un duro colpo per gli artisti neoclassici che videro perdere il principale sostenitore finanziario e ideologico della loro arte. Egli era parte della cornice della cosiddetta “Mission française”, un gruppo di artisti invitati a creare un’Accademia delle belle arti a Rio de Janeiro, capitale del nuovo regno. Partecipò, così, a un grande movimento di intellettuali e artisti che scoprirono un Brasile ormai aperto allo straniero, dopo due secoli di chiusura coloniale. Durante questo lungo soggiorno (1815-1831) e a margine del suo lavoro accademico e del suo impiego come pittore di corte, Debret produce diverse centinaia di disegni e acquerelli dedicati alle scene della vita quotidiana in Brasile. Al suo ritorno in Francia, pubblica un’opera relativa alla sua esperienza, illustrata da 152 tavole litografiche, tratte dai suoi acquerelli, e intitolata Voyage pittoresque et historique au Brésil (Firmin Didot, 1834-1839). Dimenticato per oltre un secolo e poi tradotto in portoghese nel 1940, questo testo eccezionale è diventato, per il Brasile, una fonte iconografica, storica e letteraria fondamentale, contemporanea alla nascita della stessa Nazione brasiliana. L’opera, di un’incredibile originalità, grazie alle premure e alle attenzioni del curatore Jacques Leenhardt, vede la sua seconda edizione francese (Imprimerie Nationale 2014) dopo quasi due secoli e una nuova edizione brasiliana nel 2016 (Imprensa Oficial do Estado de São Paulo).

Il titolo del libro sottende una sorta di compromesso: l’aggettivo “storico” vuole sottolineare la serietà scientifica alla base del lavoro, mentre il “pittoresco” intende alludere allo svago che il lettore può ricavarne, alla stregua degli almanacchi allora in voga in Europa. Il Voyage si divide in tre volumi: il primo, del 1834, mostra gli indigeni, la foresta e la vegetazione del Paese; il secondo, del 1835, rappresenta gli schiavi neri impegnati a lavoro nelle città e nelle campagne; il terzo, del 1839, presenta scene di vita quotidiana, manifestazioni culturali, cerimonie e feste tradizionali e religiose. Con quest’ultimo volume Debret ha cercato di offrire ai lettori europei un panorama che andasse oltre la curiosità esotica o la storia naturale. Egli ha voluto creare un’opera di storiografia, mostrando nel dettaglio la formazione culturale di un popolo e di una Nazione, rappresentando il passato di quel Paese e lo sviluppo della cultura e dei costumi civili e religiosi. Di conseguenza il suo libro resta un contributo importante per il Brasile ed è tuttora consultato dagli storici che vi cercano le rappresentazioni di vita quotidiana – in particolare, a Rio de Janeiro – nella prima metà del XIX secolo.

Pittore e memorialista, Jean-Baptiste Debret non è stato un viaggiatore occasionale sedotto dal carattere esotico dell’antica colonia portoghese. Ha vissuto a Rio per quindici anni, lavorando e partecipando attivamente alla vita sociale, ed è come etnologo e sociologo ch’egli si fa testimone della vita urbana e quotidiana dei colonizzatori portoghesi, degli indigeni e soprattutto di quella degli schiavi, che all’epoca rappresentavano la parte maggiore della popolazione lavoratrice. Ed è come storico che Debret analizza la nascita di una Nazione, in accordo con la sensibilità politica che il pittore stesso aveva acquisito nel corso della rivoluzione del 1789. La sua penna e i suoi disegni sono precisi, esplicativi, talvolta ironici e spesso impegnati in denunce; in ogni caso volti a suscitare una riflessione o un’emozione in chi può avere il piacere e il privilegio di poterli ammirare da vicino.

Didascalie immagini
- Jean-Baptiste Debret (1768-1848), Passeggiata in una domenica pomeriggio, 1826, Acquerello su carta, 17,4 x 22,5 cm, Collezione Museo Castro Maya, Rio de Janeiro
- Jean-Baptiste Debret (1768-1848), Negozio di tabacco, 1823, Acquerello su carta, 18,2 x 23,5 cm, Collezione Museo Castro Maya, Rio de Janeiro
- Jean-Baptiste Debret (1768-1848), Segatori, 1822, Acquerello su carta, 17,3 x 24 cm, Collezione Museo Castro Maya, Rio de Janeiro
- Jean-Baptiste Debret (1768-1848), Venditore di panieri, 1826, Acquerello su carta, 15,8 x 21,5 cm, Collezione Museo Castro Maya, Rio de Janeiro
- Jean-Baptiste Debret (1768-1848), Negre tatuate vendono noci di caju, 1827, Acquerello su carta, 15,7 x 21,6 cm, Collezione Museo Castro Maya, Rio de Janeiro
In copertina:
Jean-Baptiste Debret (1768-1848), Ritorno in città di un proprietario terriero, 1822, Acquerello su carta, 16,3 x 24,5 cm, Collezione Museo Castro Maya, Rio de Janeiro
[particolare]
Dove e quando
Evento: L’atelier tropical. Jean-Baptiste Debret, peintres, écrivains et savants français au Brésil
- Fino al: – 20 December, 2016
- Sito web