La conquista dell’indipendenza è un tema ricorrente nella storia dei diversi stati, il processo che vede l’affermarsi di una nazione dal punto di vista culturale e politico è sempre un percorso lungo e complesso, tenuto in vita dalla speranza e dalla tenacia di persone che nonostante le avversità combattono per una causa comune. Quest’anno ricorrono i 100 anni dall’insurrezione irlandese del 1916, detta “rivolta di Pasqua” proprio per il periodo in cui avvenne, fu la più significativa ribellione in Irlanda dal 1798 e un tentativo dei militanti repubblicani irlandesi di ottenere l’indipendenza dal Regno Unito.
È la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (BNCR) ad ospitare, fino all’8 gennaio 2017, la mostra che ripercorre il rapporto tra Italia e Irlanda durante la prima metà del Novecento, l’intrecciarsi tra esigenze politiche e letterarie e l’influenza che il cambiamento nel panorama irlandese ebbe su quello italiano. Non solo, in senso più ampio la mostra descrive i rapporti dell’isola di Smeraldo con il resto d’Europa.
Presenti all’inaugurazione dello scorso 15 ottobre anche il Direttore della BNCR Andrea De Pasquale e l’Ambasciatore d’Irlanda in Italia Bobby McDonagh. L’esposizione, ideata da Antonio Bibbò dell’Università di Manchester, vuole riportare alla memoria le diverse storie legate alla rivoluzione, offrendo uno spunto per affrontare il tema da più prospettive. I numerosi documenti presenti provengono dalle collezioni della Biblioteca Nazionale di Roma, in particolare il Fondo Falqui, del centro APICE di Milano, del Centro Studi del Teatro Stabile di Torino, del Museo Biblioteca dell’Attore di Genova, della Biblioteca comunale di Como, della Biblioteca Estense di Modena e della Biblioteca comunale Francesco Antolisei di San Severino Marche.

Il percorso si articola in due filoni, da un lato approfondendo le diverse versioni che sono state date della rivoluzione irlandese in Italia agli inizi del Novecento, dall’altro concentrandosi sulla storia della produzione letteraria celtica nell’Italia liberale prima e in quella fascista in seguito. Molte le opere esposte, per citarne alcune il ritratto di James Joyce firmato da Silvano Scheiwiller e la lettera in cui Montale ribatte all’editore Cederna che “neanche il Padreterno” potrebbe tradurre le poesie di Joyce. Sempre negli stessi anni è Carlo Linati a intraprendere un viaggio nella letteratura irlandese importando in Italia i drammaturghi dell’Abbey Theatre, gruppo teatrale irlandese che ancora oggi continua a realizzare allestimenti teatrali all’interno del National Theatre of Ireland. Linati rivisita lo Sterne, tradotto da Foscolo, insieme a Enzo Ferrieri e realizza il Convegno, una delle riviste più importanti negli anni ’20 in Italia per la diffusione della letteratura irlandese. Per potersi calare interamente nell’atmosfera, a conclusione della mostra i visitatori potranno sedersi e leggere riproduzioni di una scelta dei documenti esposti, comodamente seduti in un salotto italiano degli anni ’40 ricostruito per l’occasione.
Il movimento rivoluzionario irlandese nacque e fu portato avanti con un’essenziale partecipazione di poeti e drammaturghi impegnati nella rinascita, politica e culturale, dell’Irlanda. Pearse, Yeats, Synge, Lady Gregory sono solo alcuni dei nomi che restano legati alla rinascita irlandese e al fronte ribelle che portò l’isola a liberarsi dal dominio coloniale.
Sul sito della mostra sono consultabili anche gli appuntamenti che si terranno nel corrente mese.
Didascalie immagini
- Irish in italy locandina
- Irish in Italy (immagine guida della mostra)
In copertina:
Irish in Italy (particolare immagine guida della mostra)
Orario: lun-ven 10-19; sabato 10-13:30; domenica chiuso
Ingresso gratuito
Dove e quando
- Fino al: – 08 January, 2017