Il museo Städel di Francoforte, in collaborazione con il Teylers Museum di Haarlem, celebra Antoine Watteau con una mostra che si è aperta il 19 Ottobre, Watteau. Der Zeichner (“Watteau il Disegnatore”).
L’evento restituisce tutta la vitalità e la delicatezza espressiva dell’opera di Watteau, uno dei grandi maestri del disegno della storia dell’arte europea, e presenta le diverse tecniche utilizzate e affinate dall’artista francese. Le sale in riva al Meno propongono una cinquantina di disegni di Watteau, accompagnati da sei pitture e da una piccola selezione di disegni di altri artisti. Le opere di proprietà dello Städel forniscono il nucleo della mostra, poi arricchita da importanti prestiti arrivati da tutta Europa.

Watteau nacque nel 1684 a Valenciennes nelle Fiandre. Arrivato a Parigi nel 1702, lavorò per anni come assistente di altri pittori, decoratori d’interni e mercanti d’arte. Dopo essere stato ammesso nel 1712 alla Académie Royale de Peinture et de Sculpture, il suo successo crebbe con rapidità soprattutto fra i ceti borghesi. Alla sua fortuna contribuì grandemente il nuovo tema poetico delle “fêtes galantes” che fiorì nei primi anni del diciottesimo secolo ed ebbe in Watteau uno dei più raffinati e originali esponenti.
Le “fêtes galantes” ritraggono schermaglie amorose giocate sullo sfondo di scenari lussureggianti, a metà fra realtà e idillio. Vi si muovono con grazia giovani spasimanti in abiti eleganti, che si intrattengono nella Natura, ascoltano musica e si divertono. Le meunier gallant è uno dei disegni sul tema che i visitatori possono ammirare in mostra.

Il percorso si apre con i primi disegni di Watteau che ritraggono figure teatrali, feste popolari, scene di caccia. Questa sezione, in cui si può anche ammirare il ritratto di figure esotiche (una delegazione persiana fu in visita a Parigi nel 1715), già dà conto della gran maestria dell’artista nell’uso della tecnica aux trois crayons, che unisce l’impiego del gesso bianco e di quello nero alla sanguigna per ottenere immagini di ricercato impatto visivo.
Dopo una sezione che accoglie dei disegni di Watteau ispirati a opere di altri artisti, si entra nella parte centrale della mostra dedicata alle “fêtes galantes”, in cui si ammira tutta la spontaneità e la leggerezza dei disegni del maestro francese. Questo segmento dell’esposizione ospita la celebre pittura raffigurante L’imbarco per Citera (nella sua prima versione, di proprietà dello Städel), in cui coppie di giovani amanti si imbarcano per l’isola di Venere, quasi in una sorta di pellegrinaggio amoroso. La rassegna si conclude con tredici disegni di successori di Watteau che svilupparono ulteriormente la sua visione e dettero forma e vita al Rococò, pagina artistica a cui lo stesso Städel ha di recente dedicato un’altra esposizione.
Splendidi per maestria ed espressività i disegni di François Boucher e Jean-Honoré Fragonard.

Sono passati più di trent’anni dall’ultima presentazione monografica dedicata in Germania a Watteau e l’evento ha già attratto attenzione. La mostra va avanti allo Städel fino al 15 gennaio 2017 per poi trasferirsi al Teylers Museum (il museo più antico dei Paesi Bassi) dove resterà aperta dal 2 febbraio al 14 maggio 2017. Un ricco e curato catalogo, pubblicato da Hirmer Verlag, accompagna la mostra.
Informazioni ulteriori sul sito ufficiale del museo.
Didascalie immagini
- Antoine Watteau, (1684-1721), L’imbarco per Citera, ca 1709–1712, olio su tela, 44.3 x 54.4 cm, Städel Museum, Frankfurt am Main (© Städel Museum – U. Edelmann – Artothek / joint property of the Städelscher Museums-Verein e.V)
- Jean-Antoine Watteau, (1684-1721), Le meunier galant, ca 1712–1714 (partly earlier?), gesso rosso, 21.8 mm x 30.0 cm, Paris, Musée Jacquemart-André – Institut de France (© Studio Sébert Photographes)
- Antoine Watteau, (1684-1721), Persiano seduto, 1715, gesso rosso e nero, 25.0 x 21.2 cm, Teylers Museum, Haarlem (© Teylers Museum, Haarlem)
In copertina:
Antoine Watteau, (1684-1721), L’imbarco per Citera, ca 1709–1712, olio su tela, 44.3 x 54.4 cm, Städel Museum, Frankfurt am Main
[particolare]
(© Städel Museum – U. Edelmann – Artothek / joint property of the Städelscher Museums-Verein e.V)