Pamela Villoresi protagonista di “Artemisia Gentileschi. La Forza dal dolore”, spettacolo nato da un’idea di Gaetano Pacchi, che porta sul palcoscenico una rievocazione drammaturgica della pittrice caravaggesca stuprata da Agostino Tassi, anche lui pittore oltre che amico e collega del padre di Artemisia, Orazio Gentileschi. Per tale stupro fu celebrato un processo conclusosi con la condanna dell’autore.
Lo spettacolo, organizzato dalla “Commissione Cultura” dell’Ordine degli Avvocati di Firenze, in collaborazione con la Compagnia Teatrale “Attori & Convenuti” di Firenze e il Teatro della Pergola di Firenze desidera sensibilizzare sulla “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne” – 25 novembre – nata per promuovere la “cultura del rispetto”.
Gaetano Pacchi, attingendo dagli atti della causa intentata nel 1612 e da brani di alcune versioni romanzesche della vita di Artemisia (Roma, 8 luglio 1593 – Napoli, 14 giugno 1653), pone al centro del suo lavora la pittrice che si confronta con tre figure di primaria importanza nella sua vita come durante la vicenda processuale: il padre Orazio (in quella circostanza, tenne un comportamento ambiguo); il suo “carnefice” (il quale si difese negando di aver compiuto la violenza) e Tuzia, donna sulla cui parte nella storia sussistono molti dubbi (ci si è, infatti, chiesti se, abitando nello stesso palazzo in cui dimoravano Orazio e Artemisia, essa sia stata complice di Agostino, avendo favorito – secondo la versione fornita dall’imputato – gli incontri di quest’ultimo con la ragazza, oppure – come la stessa Tuzia dichiarò al Tribunale – “vittima” del violentatore, che ne avrebbe carpito la buona fede per introdursi in casa della ragazza o, infine, “succube” della imperiosa volontà di Artemisia che le avrebbe dichiarato il suo amore per Agostino).
Durante questa lettura a quattro voci immagini di cui Artemisia non è l’autrice, ma, comunque, la protagonista, si susseguono in dissolvenza a dipinti in cui Artemisia ha trasfuso il vissuto della violenza subìta.
All’inizio, Artemisia – oramai in età matura – si trova, avvolta dalla penombra, nel “Casino delle Muse” di Palazzo Pallavicini a Roma, le cui volte sono decorate con l’affresco “Concerto musicale con Apollo e le Muse” (di Orazio Gentileschi e Agostino Tassi in cui Artemisia è ritratta per mano del padre) vede idealmente riuniti i tre protagonisti della vicenda e rappresenta il contesto in cui maturò lo stupro. Infatti, Agostino Tassi, condividendo con Orazio il compito di eseguire l’opera, ebbe la possibilità di venire a più stretto contatto con Artemisia e, dunque, di consumare l’abuso.
Successivamente, le quattro figure vanno ad incastonarsi in uno sfondo composto di immagini che, di volta in volta, pongono in risalto le espressioni dei personaggi rappresentati: da “Susanna e i vecchioni” si passa in sequenza a particolari tratti dai quadri, realizzati in anni diversi, nei quali domina il personaggio di Giuditta e quello della sua ancella nell’atto di tagliare la testa di Oloforne. Invero, da più parti, è stato ritenuto che in quest’ultime tele, Artemisia abbia inteso rappresentare in modo catartico la vendetta e la punizione inflitta dalla donna sull’uomo che le ha inferto la violenza.
Appuntamento al Saloncino del Teatro della Pergola di Firenze mercoledi 16 novembre prossimo alle ore 21 dove, oltre a Pamela Villoresi, alcuni componenti la Compagnia Teatrale “Attori & Convenuti” di Firenze: Grazia Doni, Enrico Marrapese e Gaetano Pacchi.
Didascalie immagini
- Artemisia Gentileschi. La Forza dal dolore (locandina)
- Artemisia Gentileschi, Autoritratto come martire (collezione privata)
In copertina:
Artemisia Gentileschi. La Forza dal dolore (locandina)
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Dove e quando
Evento: Teatro della Pergola – Firenze
- Data: 16 November, 2016