Nei vicoli angusti e oscuri della medina di Fès, gli asini costituiscono ancora oggi l’unico mezzo di trasporto utilizzabile: al grido di “Ballak, ballak” (attenzione, attenzione), i conducenti li spingono in passaggi stretti e lungo ripide scalinate, attraversando incessantemente la più grande città medievale tuttora abitata del mondo islamico, animata dal fervore di innumerevoli botteghe artigiane, custodi di una sapienza antica tramandata con abilità e inventiva, che si esprime in gesti rimasti immutati per secoli.
1 scene di vita nella medina di fes-foto donata brugioni
La medina di Fès, fondata nel IX secolo, è composta da due città fortificate, Fes el Bali e Fes el Djedid, poste sulle due alture tra cui scorre l’oued Fès, che fornisce l’acqua indispensabile alla vita della medina stessa: un labirinto intricato di vicoli, spesso strettissimi e senza sfondo, con improvvise aperture su piccoli slarghi dove si affacciano palazzi monumentali, caffè, moschee e madrasse (scuole coraniche), con un sovrapporsi e alternarsi di stili e di epoche che testimoniano come la vita qui abbia continuato a scorrere ininterrottamente nella sua pienezza per oltre un millennio.
2 medina di fes porta bab boujloud-foto donata brugioni
La madrassa Bou Inania fu fondata nel XIV secolo, quando la città aveva già una tradizione consolidata come centro culturale e religioso: a Fès si trova infatti la più antica università del mondo – l’Università al-Qarawiyyin – istituita nel IX secolo da Fatima al-Fihriyya, colta figlia di un ricco mercante. Considerata uno degli esempi più rappresentativi dell’architettura islamica del suo tempo, la madrassa Bou Inania ha ricchissime decorazioni in stucchi, mentre tutte le parti in legno sono finemente intagliate; i pavimenti all’interno sono ricoperti da piastrelle di maiolica multicolori, quelli dei cortili sono in marmo e onice.
3 medina di fes interni madrassa bou inania-foto donata brugioni
Inimmaginabili dall’esterno la vastità dell’edificio e il susseguirsi di cortili e ambienti decorati con straordinaria maestria; allo stesso modo, numerose tra le residenze più fastose della medina si affacciano su vicoli stretti e bui, presentando all’esterno solo pareti cieche, poiché i locali delle abitazioni sono disposti attorno a un patio centrale, porticato e solitamente ornato da una fontana che contribuisce a mantenere fresco l’ambiente; in realtà, la struttura delle dimore marocchine (e della casa araba in generale) ha tramandato fino ai nostri giorni l’impianto caratteristico della domus romana quale lo vediamo a Pompei e nelle ville di età imperiale presenti in tutta l’area mediterranea.
4 medina di fes quartiere dei falegnami-foto donata brugioni
L’interno della medina è un mosaico variegato e composito: tutti gli artigiani che si dedicano a una specifica lavorazione, così come i vari settori commerciali – pelletteria, ferro battuto, spezie e tessuti – sono riuniti in uno stesso quartiere; attraversare ciascuno di essi significa immergersi in suoni, colori, odori caratteristici: il martellare continuo dei cesellatori risuona nell’area dove si lavorano ottone e rame, l’aroma resinoso del legno pervade il quartiere Najjarine, dove i falegnami creano gli intagli che decorano finestre, architravi e porte, utilizzando modelli e disegni tramandati da generazioni; nel souk delle spezie aleggia un profumo composto da innumerevoli aromi che si mescolano e sovrappongono; nel souk El Henna accanto all’henné da cui prende il nome, si trovano altri prodotti cosmetici ed erbe medicinali, ma anche i banchi dei venditori di ceramiche, dove la nota dominante è quella del “blu di Fès”, una particolare sfumatura di cobalto che nasce da un procedimento di invetriatura messo a punto nel X secolo.
5 medina di fes fontana piazzetta najjarine-foto donata brugioni
In passato i vari quartieri erano delimitati da cancelli che venivano chiusi durante la notte, e ciascuno di essi costituiva un microcosmo a sé, fornito dei cinque elementi essenziali alla vita della comunità che ci lavorava e viveva: una fontana, il forno comune, l’hammam, la moschea e la scuola. Nella parte più bassa della medina, vicino all’oued, si trova il quartiere dei conciatori, con la conceria Chouara, dove da secoli vengono lavorate e tinte le pelli di bovini e ovini destinate alla produzione locale di pelletteria artigianale.
6 medina di fes conceria chouara-foto donata brugioni
Gli asini carichi di pelli, sia già lavorate che appena uscite dal mattatoio, percorrono gli stretti vicoli dove ristagna l’odore intenso e greve caratteristico delle concerie; le varie fasi della lavorazione, che si svolgono in spazi chiusi da mura, sono visibili solo dai tetti a terrazza degli edifici circostanti: con le gambe immerse dentro vasche rotonde piene di liquidi dai colori diversi – dal giallo della curcuma al blu indaco al verde dell’henné fresco – i lavoranti calpestano per ore le pelli disposte sul fondo, in modo da renderle morbide. In altre vasche, riempite da un liquido di colore biancastro a base di ammoniaca, si effettua la prima parte della lavorazione per eliminare ogni residuo di pelo e ogni traccia di grasso o carne rimasti eventualmente attaccati alle pelli. Una fatica pesante, sotto un sole cocente che esalta e rende più dense le esalazioni sprigionate dai liquidi stagnanti; un lavoro devastante per la salute e per l’ambiente, svolto da secoli nelle stesse condizioni. Al termine della lavorazione, le pelli conciate vengono distese sui tetti a terrazza ad asciugare al sole; infine, prenderanno varie forme nei sottostanti laboratori di pelletteria.
7 medina di fes conceria chouara-foto donata brugioni
Adiacente alla medina e alle mura che racchiudono il complesso del palazzo reale, il mellah di Fès è il quartiere ebraico nato nel XV secolo, quando si rifugiarono in Marocco gli ebrei in fuga dalla Spagna, dove erano vittime di persecuzioni e massacri.  Le vie del mellah hanno un aspetto completamente diverso dai vicoli della medina: le facciate delle case si aprono all’esterno con finestre e balconate in legno scolpito, simili a quelle dell’Andalusia, terra di origine di coloro che costituirono il nucleo originario del quartiere.
8 medina di fes via del mellah quartiere ebraico-foto donata brugioni
La sinagoga Ibn Danan,  costruita nel XVII secolo, si trova nei pressi dell’antico cimitero ebraico, dove un piccolo museo custodisce oggetti di culto e di uso quotidiano propri della cultura ebraica. La storia degli ebrei in Marocco testimonia una lunga tradizione di pacifica convivenza, che rappresenta un unicum nel mondo musulmano; la protezione che le dinastie regnanti marocchine hanno esercitato nei confronti della comunità ebraica è stata concretamente dimostrata più volte nel passato e anche in epoche recenti; oggi, nella nuova Costituzione del Marocco entrata in vigore nel 2011, quella ebraica viene ufficialmente riconosciuta fra le componenti fondanti della nazione.
9 medina di fes sinagoga ibn danan-foto donata brugioni
Oltre mezzo secolo fa, nel 1961 veniva siglato il gemellaggio tra Fès e Firenze, con l’intento di promuovere una cultura della pace tra i popoli d’Europa e della sponda meridionale del Mediterraneo, come sottolineava l’allora sindaco di Firenze Giorgio La Pira in occasione dell’evento: «Le città di Firenze e Fès – città vertici delle due civiltà sorelle cristiana e islamica – stringono, nel nome di Dio, un patto fraterno e promettono di operare insieme per l’edificazione della pace e del progresso fra tutti i popoli della grande famiglia spirituale di Abramo e fra tutti i popoli dell’intera famiglia umana delle nazioni».

Didascalie immagini

  1. Scene di vita nella medina di Fès (© Donata Brugioni)
  2. La porta Bab Boujloud, rivestita con piastrelle di ceramica decorata nel caratteristico “blu di Fés” costituisce l’ingresso principale della medina (© Donata Brugioni)
  3. Interni della madrassa Bou Inania (© Donata Brugioni)
  4. Molti vicoli sono coperti da griglie frangisole, come questo nel quartiere dei falegnami, dove vengono realizzati gli addobbi destinati alle feste di nozze: i cesellatori di ottone e rame espongono le proprie creazioni sulla piazzetta del souk a loro
    riservato
    (© Donata Brugioni)
  5. La fontana sulla piazzetta Najjarine, al centro del quartiere dei falegnami, è decorata con maioliche variopinte e stucchi finemente lavorati (© Donata Brugioni)
  6. Veduta della conceria Chouara; nelle vasche di colore bianco, il liquido a base di ammoniaca viene utilizzato per eliminare tutti i residui di pelame e fibre (© Donata Brugioni)
  7. Dopo la tintura, le pelli vengono stese ad asciugare sui tetti a terrazza (© Donata Brugioni)
  8. Una via del mellah, il quartiere ebraico di Fès (© Donata Brugioni)
  9. Interno della sinagoga Ibn Danan (© Donata Brugioni)

In copertina:
Veduta della conceria Chouara; nelle vasche di colore
[particolare]
(© Donata Brugioni)