Dayanita Singh, indiana, classe 1961, vive a New Delhi. Ha studiato comunicazione visiva al National Institute of Design di Ahmedabad, specializzandosi poi in fotogiornalismo e fotografia documentaristica presso l’International Center of Photography di New York. Autrice di undici libri e il dodicesimo è di prossima pubblicazione.
Dopo gli esordi, sono stati numerosi reportage realizzati nel corso degli anni Novanta alla costante ricerca del proprio linguaggio fotografica anche in collaborazione con l’editore Steidl. Inizialmente le fotografie si susseguono con criteri e ritmi narrativi nuovi come a esempio il libro “Privacy” nel quale, ha ritratto l’India dei ricchi e i suoi interni delineando un’India borghese e altoborghese ed evidenziando un interesse di natura tanto antropologica quanto archeologica.
Opera miliare con la quale si è lasciata alle spalle la focalizzazione sull’India esotica, le catastrofi, i conflitti, la povertà e ogni prospettiva tipicamente coloniale che caratterizzava inizialmente il suo lavoro.

Nel libro “Chairs” ha dato voce alla sensibilità per le cose inanimate, gli spazi, il vuoto eloquente e il tempo che questo vuoto sottintende. In “Go Away Closer”, si allontana dallo stile documentario, sviluppando un modo “saggistico” di vedere e usare la fotografia in una sorta magico racconto senza parole. Un progetto consolidato dai libri “Sent a letter”, “Blue Book”, “Dream Villa” e “House of Love” rivelando quanto l’idea di fotografia in Dayanita Singh sia sempre più aperta tanto che ogni sua immagine è oggi come un volume aperto che cambia, si modifica con il mutare dell’interpretazione o del contesto.

A Bologna, la Fondazione Mast presenta, per la prima volta in Italia, la personale di Dayanita Singh divenuta una delle figure più rilevanti della fotografia contemporanea. Allestita nella Photo Gallery è stata ideata e curata da Urs Stahel con il il titolo che prende il nome dal Museum of Machines, recente acquisizione della Collezione Mast. In merito al Museum of Machines il critico e scrittore Aveek Sen osserva: “Trascorrendo del tempo con queste creature e contemplando gli spazi d’incontro che occupano o evocano, paradossalmente sentiamo farsi strada dentro di noi la sensazione di trovarci di fronte a una personalità, a un carattere individuale”.

La mostra, attraverso quasi trecento scatti, riflette il concetto di continuo cambiamento dell’artista e le immagini non hanno una collocazione fissa all’interno del percorso, ma mutano in base al fluire narrativo di volta in volta scelto dall’artista così da proporre all’osservatore una sorta di gioco, un universo di immagini a metà strada tra l’archivio e la mostra, tra la collezione e la scenografia espositiva, tra l’armadio e il paravento. Raccontano il lavoro e la produzione, la vita, la sua gestione quotidiana e la sua archiviazione. Enormi macchinari, vapori, processi e metodi lavorativi, presentati in maniera quasi labirintica grazie a una forma espositiva molto articolata e originale.

Completano il percorso due proiezioni – “Archives e Factories” – dedicate rispettivamente agli archivi e alle fabbriche che, con il libro Museum of Chance, costituito da 88 fotografie utilizzate anche come immagini per 44 copertine diverse. Ogni copertina è illustrata
sul fronte e sul retro da due fotografie accoppiate secondo un criterio aleatorio e i 44 volumi diventano così un
oggetto da esposizione, un’opera d’arte unica e originale che insieme alle due valigie e alla struttura espositiva dà vita all’installazione Suitcase Museum.
Didascalie immagini
- Blue Book 18 Dalla serie “Blue Book”, 2008 From the series “Blue Book”, 2008 C-print 62 x 65 cm (Courtesy of the artist and Frith Street Gallery, London ©Dayanita Singh)
- Senza titolo Dalla serie “File Museum”, 2012 Untitled From the series “File Museum”, 2012 Archival pigment print 30 x 30 cm (Courtesy of the artist and Frith Street Gallery, London ©Dayanita Singh)
- Senza titolo Dalla serie “Museum of Industrial Kitchen”, 2016 Untitled From the series “Museum of Industrial Kitchen”, 2016 Archival pigment print 30 x 30 cm (Courtesy of the artist and Frith Street Gallery, London ©Dayanita Singh)
- Senza titolo Dalla proiezione “Factories”, 2016 Untitled From the projections “Factories”, 2016 (Courtesy of the artist and Frith Street Gallery, London ©Dayanita Singh)
In copertina:
Blue Book 18 Dalla serie “Blue Book”, 2008 From the series “Blue Book”, 2008 C-print 62 x 65 cm
(particolare)
(Courtesy of the artist and Frith Street Gallery, London ©Dayanita Singh)
Dove e quando
- Fino al: – 08 January, 2017