Le vacanze e il riposo che si gode in quel periodo tanto aspettato ormai sono quasi dimenticati: tutto ferve, partono iniziative nuove e si svecchia con particolari, insolite e piacevoli novità l’ambiente cittadino creando interesse e curiosità oltre a lavoro e cultura.
Nella multipoliedrica città di Milano le novità sono davvero molte dalla moda alla filosofia, alla musica, dal teatro alle mostre, alle organizzazioni sociali, dalle conferenze e corsi che riguardano molteplici argomenti, allo sport eccetera ma ora è naturale che si parli di mostre, quelle che animano i sensi e il cervello facendo godere e animare chi le va a vedere.

Di fianco a corso Buenos Aires, una delle vie di Milano dove si va a fare shopping con vetrine allegramente colorate, c’è via Tadino e lì al numero 15 si trova, dopo essere stata Galleria Giò Marconi, l’attuale Fondazione Marconi Arte Moderna e Contemporanea dove vengono allestite sempre interessanti esposizioni; adesso c’è una minuziosa monografica di Valerio Adami, un artista psicologicamente molto giovane, allegro e forte come il suo “segno”.
Il percorso artistico di Adami è particolare e denota una continua ricerca per mantenere e mettere in risalto la caratteristica bellezza ed espressività del suo disegno, una specie di delimitazione di fasi e sentimenti personali raccordati tra di loro in un unico mondo dalle caratteristiche vivaci e nello stesso tempo contrastanti.

Guardando le sue opere si nota subito che le sue figure sono composte da varie campiture ben definite dai colori netti, vivaci e spesso contrastanti fortemente delimitati da un contorno nero massiccio che da un aspetto volutamente stabile alle persone che rappresenta. Si tratta evidentemente di una personale rappresentazione di come un essere sia formato e mosso da molteplici interessi e sentimenti molto difficili da cambiare e da demolire.

La sua forza è proprio quella di riuscire a raccontare la realtà e il suo “io” più profondo e quello degli altri esseri rappresentandolo visivamente: è una grande capacità!
Naturalmente guardando le sue opere si nota in tutte che il disegno grazie al quale ha iniziato il suo percorso artistico resta la base di tutte le sue opere perché è così che riesce a fare scaturire associazioni di idee che conducono ai miti classici con un andamento musicale sobrio, completo ma anche contrastante ma con il dono di tutte quelle suggestioni che possono creare forti emozioni.

Girati i quattro piani nei quali sono appese le opere che raccontano tanti anni di lavoro conviene ridare un’occhiata a quelle più espressive per apprezzarne i particolari uscire e dopo avere raggiunto (e guardato) Porta Venezia decidere se fare un pieno d’aria ossigenata nel parco lì di fianco e poi andare a scoprire i palazzi che sono disseminati nelle stradine di fianco a corso Venezia.

Questo è un quartiere con ottimi esempi dell’architettura Liberty o, se si preferisce, Coppedè caratterizzato da un marcato linearismo e contemporaneamente dal ricorso a una asimmetria decisamente elegante e piacevole oltre che dall’eleganza delle decorazioni. Questo stile fu adottato come espressione di forza e dinamismo, cioè come un vero simbolo di vitalità̀: alla base di questo gusto stava una forte fiducia nel progresso, nel futuro, nel “nuovo”. Per questo diventò lo stile della nuova borghesia in ascesa e Milano già allora era una città impegnata sino in fondo nel migliorare facendo crescere socialmente le persone che si impegnano. Come sempre quando si passeggia occorre mettere la testa dentro i cortili per poter scoprire bellezze inaspettate perché celate da muri di confine.
Buona passeggiata a chi la farà!
Didascalie immagini
- Valerio Adami, I pantaloni da cavallo, 1969, acrilico su tela, 198 x 147 cm, collezione privata (Courtesy Fondazione Marconi)
- Valerio Adami, Rituale, 1972, acrilico su tela, 243 x 180 cm, collezione privata (Courtesy Fondazione Marconi)
- Valerio Adami, L’ora del ballo, 1991, acrilico su tela, 198 x 147 cm , collezione privata (Courtesy Fondazione Marconi)
- Valerio Adami, Tre piccoli quadri (Luoghi e tempi diversi), 1995, acrilico su tela, 198 x 147 cm, collezione privata (Courtesy Fondazione Marconi)
- Palazzo liberty in via Malpighi a Milano (fonte)
In copertina:
Valerio Adami, Tre piccoli quadri (Luoghi e tempi diversi), 1995, acrilico su tela, 198 x 147 cm, collezione privata
[particolare]
(Courtesy Fondazione Marconi)
Dove e quando
- Fino al: – 11 November, 2016