Cari Amici.

Il violento terremoto di domenica 30 ottobre, alle ore 7.40, ha registrato una scossa di magnitudo 6.5 in provincia di Perugia, la più alta dopo la tragedia del 23 novembre 1980 che colpì la Campania centrale e la Basilicata centro-settentrionale causando la perdita di 2.914 perone, 8.848 feriti, 280.000 sfollati e danni difficilmente calcolabili. L’assenza di perdite umane, due giorni fa, è circostanza che consola anche se la terra continua a tremare.
Forse la “politica” aveva bisogno di una scossa così per destarsi e tentare di ritrovare la dignità da tempo smarrita. Sembra si siano accorti che è emergenza reale e che la priorità è il Paese e non la campagna elettorale.
Gli italiani non sono un popolo di ignoranti – nella accezione di ignorare – perché sono informati e sanno perfettamente dove apporre la crocetta al referendum del prossimo 4 dicembre e se in tanti, non andranno a votare, sarà perché non ne possono davvero più dei proclami, dei twitter, delle dissertazioni a mezzo blog di questa “politica” autoreferenziale che fa finta di non vedere i palesi problemi della stragrande maggioranza dei cittadini.

La Redazione

Firenze, 1° novembre 2016