Esistono due modi per non apprezzare l’arte.
Il primo consiste nel non apprezzarla. Il secondo nell’apprezzarla con razionalità
(Oscar Wilde)
Passeggiando fra le strade di Valencia, nei pressi della Città delle Arti e delle Scienze non si potrà fare a meno di notare, almeno fino al prossimo 6 novembre, la presenza di una singolare istallazione composta da una serie di parallelepipedi dorati che si innalzano dall’acqua e che costituiscono un’opera dell’artista tedesco Heinz Mack, intitolata The Sky over Nine Columns. È Kosme de Baraňano il curatore del progetto: nove colonne simmetriche, alte più di 7 metri e ricoperte da circa 850 mila tessere di mosaico dalle dimensioni di 2 x 2 cm, rivestite di oro 24 carati che riflettono la luce e conferiscono alla struttura un aspetto luminescente. Il viaggio attorno al mondo di questa eccezionale scultura, di dimensioni colossali, è un progetto artistico a lungo termine, pianificato e realizzato dalla fondazione tedesca Ralph Dommermuth Stiftung Kunst und Kultur, in collaborazione con la galleria d’arte Beck & Eggeling International Fine Art di Düsseldorf.

«Per me», dice l’artista «lo spazio è importante quanto la scultura […]. Non posso immaginare l’uno senza l’altro». Con queste parole Heinz Mack illustra l’importanza della scelta della location per la collocazione delle sue creazioni artistiche, ragion per cui il primo scenario selezionato per The Sky over Nine Columns è stata l’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, nel corso della Biennale 2014, mentre l’anno successivo è stata la volta del giardino delle sculture di Sakip Sabanci a Istanbul. L’ambientazione scelta quest’anno, il lago meridionale dell’Hemisfèric nella Città delle Arti e delle Scienze, in perfetta armonia col complesso architettonico di Santiago Calatrava, rappresenta un altro luogo ideale dove poter ammirare liberamente queste sculture di luce. La colonna costituisce il più antico elemento nella storia dell’architettura, capace di creare un legame diretto tra il cielo e la terra. Corrispondenza diretta tra terra e cielo, la colonna è l’elemento più antico e fondamentale nella storia dell’architettura. Fin dai primi tempi, in cui singole pietre o alberi venivano piantati su una particolare collina in un paesaggio aperto, questi hanno sempre segnato un punto di ritrovo. Questi punti di riferimento così posizionati servivano a rappresentare tutta l’area circostante, concentrata in questo modo in un punto. Non è dunque un caso che Mack abbia deciso di collocare la sua opera all’interno di un complesso architettonico dove predominano le linee ondulate e dove la luce dorata della colonne si riflette sul bianco degli edifici e sul blu dell’acqua, creando una straordinaria e unica performance luminosa. Per Heinz Mack, «l’oro è la possibilità più astratta del sublime. Le mie sculture sono oggetti della luce nello spazio – prosegue l’artista – Se lo spazio ideale e la luce ideale incontrano lo spettatore interessato, può avvenire una simbiosi affascinante».

Heinz Mack rivela grande attenzione e interesse nell’esplorare gli effetti della luce in aree caratterizzate da una natura incontaminata. Nel 1959, l’artista delinea il cosiddetto Sahara Project il quale prende forma proprio nell’omonimo deserto africano tra il 1962 e il 1963. In questa occasione Mack installa nel deserto una sorta di “giardino artificiale”, composto da specchi, cubi e monumentali sentieri luminosi. Nel 1968 tali pratiche sperimentali sulla potenza della luce in relazione a oggetti differenti vengono documentate nel film Tele-Mack. Il risultato delle sue indagini è confluito poi in un progetto che ha portato alla luce l’istallazione oggi esposta a Valencia. Un ruolo fondamentale è giocato nell’opera dalla connessione interculturale tra Oriente e Occidente, visibile non solo per il richiamo de The Sky over Nine Columns agli antichi templi dell’Anatolia, dell’Egitto e dello Yemen, ma anche per i materiali utilizzati per i mosaici che ricoprono le colonne.

Fin dai primi anni ’50 sviluppa un linguaggio artistico genuino, basato su luce e colore e destinato a fare di lui uno dei massimi esponenti dell’arte cinetica. Durante gli anni ’60, Heinz Mack lavora come pittore e scultore: nel 1958 fonda, in collaborazione con Otto Piene e Günther Ueker, lo ZERO Group, il quale ha poi condotto al movimento internazionale cui appartengono Yves Klein, Lucio Fontana e Piero Manzoni. Insieme ad altri artisti tedeschi, Mack è uno dei rappresentanti dell’arte della Germania alla 35esima Biennale di Venezia, tenutasi nel 1970. Nel 2014 il Guggenheim Museum di New York ha dedicato un’importante esposizione a questo gruppo tedesco del dopoguerra, seguendo le orme di altrettante importanti mostre ospitate ad Amsterdam, Berlino e Istanbul.
Didascalie immagini
- Heinz Mack, The Sky over Nine Columns, installation in The City of Arts and Sciences of Valencia
- Heinz Mack, The Sky over Nine Columns, installation in The City of Arts and Sciences of Valencia
- Heinz Mack, The Sky over Nine Columns, installation in The City of Arts and Sciences of Valencia
In copertina:
Heinz Mack, The Sky over Nine Columns, installation in The City of Arts and Sciences of Valencia
Photo: courtesy Publips Serviceplan Madrid
Dove e quando
Evento: The Sky over Nine Columns
- Fino al: – 06 November, 2016
- Sito web