Una breve sillaba di due lettere ˈLOˈ la prima parola trasmessa per via telematica a centinaia di chilometri di distanza dai laboratori UCLA di Los Angeles alla Stanford University il 29 ottobre 1969, prima che i computer s’inceppassero interrompendo il contatto; a tutti gli effetti il primo storico vagito di Internet.
Parte da qui Lo and behold – Internet: il futuro è oggi di Werner Herzog per indagare, con ironica sobrietà e senza demonizzazioni, una realtà pervasiva delle nostre vite che avvolge e connette come mai prima d’ora l’intero pianeta e gran parte della sua popolazione.
Analfabeta informatico per sua stessa ammissione – non possiede cellulare e la sua attività in rete si riduce all’utilizzo delle email – il regista tedesco esplora il mondo connesso con la stessa innocenza con cui ci ha portato nella grotta di Chauvet per Cave of forgotten dreams o nei deserti australiani con Dove sognano le formiche verdi, mettendo sempre al centro di ogni questione l’uomo.
Incontrando scienziati, ma anche persone comuni in rapporti problematici con la rete, il film pone domande sulle mutazioni che l’accelerato sviluppo tecnologico ha prodotto nei rapporti sociali, induce a interrogarsi su rischi e vantaggi dell’interconnessione e tenta di tracciare alcune ipotesi plausibili su sviluppi futuri ormai alle porte.

Da sempre curioso indagatore della natura umana Herzog racconta utilizzi del web piuttosto imprevedibili, che nel bene e nel male hanno, a seconda dei casi, dato nuova propulsione allo sviluppo del sapere umano o provocato morte e assuefazione.
Incontra Adrien Treuille a capo di una squadra che con il progetto EterNA ha creato e messo in rete un videogioco il cui scopo è lavorare su una biomolecola virtuale; applicando poi in laboratorio le innumerevoli combinazioni create da centinaia d’ignari giocatori di ogni età e nazione, si è giunti a nuove soluzioni per lo sviluppo dei farmaci per curare l’Aids. Un risultato impossibile da raggiungere senza la connettività globale.

Come contraltare a tali conquiste scientifiche però il film mostra il lato oscuro della rete intervistando Tom e Chloe, adolescenti iscritti al progetto reStart per guarire la dipendenza da realtà virtuale, racconta di persone morte davanti allo schermo perché incapaci di staccarsene anche per assecondare esigenze primarie e dell’abitudine crescente tra gli adolescenti, in Cina e Corea del sud soprattutto, d’indossare pannolini per non interrompere il gioco e perdere punti essenziali per la vittoria; senza contare l’esperienza della famiglia Catsouras a cui sono state recapitate via mail le immagini del corpo mutilato della figlia Nikki morta in un incidente stradale, che in assenza di leggi specifiche continuano a circolare in rete senza possibilità di definitiva rimozione.

Oggi sempre di più la nostra vita è vincolata a una buona connessione, ma cosa succederebbe se all’improvviso Internet dovesse sparire? Anteprima dell’apocalisse, un ciclone a New York ha mostrato la fragilità del mondo ‘evoluto’ con telefoni, distributori di benzina, carte di credito e molti altri strumenti quotidiani messi fuori uso. Una possibilità concreta, tutt’altro che remota.
L’astronoma Lucianne Walkowicz parte dall’Evento di Carrington del 1859 per ipotizzare scenari in cui un brillamento solare di entità maggiore del solito danneggiando i satelliti spengerebbe Internet, con effetti collaterali inimmaginabili che potrebbero ridurre drasticamente la popolazione del pianeta.

Spinto anche da una tale eventualità c’è chi come l’imprenditore Elon Musk, uno dei fondatori di Pay Pal, lavora concretamente al progetto di una colonia umana su Marte – “adesso che ancora abbiamo la tecnologia per farlo” – con la sua SpaceX; un’idea forse realizzabile oggi anche se, come ammette realisticamente, non c’è ancora nessuno che voglia partire!
…a parte Werner Herzog che da dietro la macchina da presa si offre prontamente volontario.
Da sempre esploratore di territori estremi l’autore di Fitzcarraldo filma conversazioni più che strutturare interviste, restituendo sullo schermo il piacere dell’incontro umano e la naturale immediatezza dei suoi interlocutori.

Toccante l’appello di individui così sensibili da riportare danni fisici letali dall’esposizione a onde elettromagnetiche, vera e propria malattia che costringe a vivere reclusi in area protetta lontano da casa. In un mondo iperconnesso, tra cellulari e apparecchiature tecnologiche in costante aumento, viviamo immersi in flussi invisibili wi-fi e solo nei boschi intorno al Green Bank privi di ogni apparato elettronico nel raggio di quindici chilometri, dove il telescopio del professor Jay Lockman registra segnali – anziché immagini – provenienti dallo spazio profondo, si sono rifugiate queste persone impossibilitate a vivere altrove.

Sommersi da un inarrestabile sviluppo tecnologico, costretti a mantenere l’anonimato delle comunicazioni telematiche per non assecondare repressioni totalitarie, viviamo assediati dalle insidie della pirateria informatica in questo Medioevo Tecnologico; Lo and behold – Internet: il futuro è oggi vuole essere monito a diventare guardiani di noi stessi, invito a un utilizzo consapevole del web che è certo protezione più forte ed efficace per le nostre vite, reali e telematiche.
Didascalie immagini
- Locandina italiana
- Werner Herzog
[foto Jeff Vespa / Contour – Getty Image]
(fonte) - Leonard Kleinrock e l’algoritmo originale di Internet / Il gioco EterNA e uno dei suoi artefici Adrien Trouille
- Tom e Chloe, esponenti di un’adolescenza smarrita in labirinti virtuali
- Sintesi visiva della contemporaneità, tra tecnologia e spiritualità
- Elon Musk con la sua Space X progetta la creazione di una colonia umana su Marte / La famiglia Catsouras
- Il telescopio di Green Bank e uno dei componenti della comunità rurale che vive sotto la sua protezione
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(© 2016 Saville Productions)
In copertina:
Immagine simbolo del film con la spiritualità assediata dalla tecnologia (© 2016 Saville Productions)
SCHEDA FILM
- Titolo originale: Lo and behold, Reveries of the connected world
- Regia: Werner Herzog
- Con: Dr Joydeep Biswas, Shawn Carpenter, Dr Hilarie Cash, Christina Catsouras, Christos Catsouras, Danielle Catsouras, Kira Catsouras, leslie Catsouras, Chloe, Sam Cully, Danny Hillis, Dr Marcel Just, Dr Robert Kahn, Dr Leonard Kleinrock, Lawrence M. Krauss, Felix Jay Lockman, Dr Tom Mitchell, Kevin Mitnick, Elon Musk, Theodor Holm Nelson, Dr Raj Rajkumar, Diane Schou, Sebastian Thrun, Tom, Dr Adrien Trouille, J. Michael Vandeweghe, Dr Lucianne Walkowicz, Jennifer Wood, Prof Jonathan I. Zittrain
- Sceneggiatura: Werner Herzog
- Fotografia: Peter Zeitlinger
- Musica: Mark degli Antoni, Sebastian Steinberg
- Montaggio: Marco Capalbo
- Produzione: Rupert Maconick e Werner Herzog per Saville Productions in collaborazione con Netscout, con Pereira & O’Dell Entertainment e Skellig Rock
- Genere: Documentario
- Origine: USA, 2016
- Durata: 98’ minuti