Cari Amici.

Sconcertano silenzio e indifferenza politica internazionale, all’appello Unicef del rischio epidemico per oltre centomila bambini di Aleppo che, da giorni, bevono acqua infetta. Sconcerta perchè non è una notizia mediatica, come il ritrovamento del piccolo Alayn, a dimostrazione che una tragedia diviene tale esclusivamente in presenza di una immagine simbolo da rilanciare sui social media.
In Italia, poi, conta solo l’esito referendario ed è tutto finalizzato alla disperata ricerca di consensi per il prossimo 4 dicembre. Va tutto bene, anche ritirare fuori la novella della costruzione del ponte sullo stretto seppur, già nel 2009, per l’Enea “la costa siciliana si allontana da quella calabrese di un centimetro all’anno“. A pensarci bene, però, i lavori potrebbero anche partire visto che è stato abbandonato il progetto delle Olimpiadi e va subito rimpiazzato lo spreco di denaro pubblico in appalti truccati e tangenti mascherate da consulenze e incarichi professionali.
Ci consola la consapevolezza di poter credere, ancora, almeno in una parte delle istituzioni, come nel caso dell’operazione della Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia. In casa di un narcotrafficante – durante un sequestro patrimoniale di milioni di euro – fra la refurtiva sono apparsi i due quadri di Vincent: Vista del mare a Scheveningen e Una congregazione lascia la chiesa riformata a Nuenen rubati il 7 dicembre 2002 al Van Gogh Museuum di Amsterdam.
Vincent van Gogh, Una congregazione lascia la chiesa riformata di Nuenen (Nuenen, prima del febbraio 1884), olio su tela
Le tele erano tra le opere d’arte più ricercate del pianeta e inserite dall’Fbi tra le «Top ten art crimes». Quella della chiesa di Nuenen, come  ha spiegato in conferenza stampa, a Napoli, Axel Ruger direttore del museo Van Gogh, è unica nel suo genere e ha un particolare valore simbolico e affettivo. Il pastore di quella chiesa era il padre, Theodorus van Gogh (1822-1885), e realizzata quando il pittore raggiunse la famiglia nel dicembre del 1883 e vi rimase fino al maggio 1885.
Vincent van Gogh, Vista del mar a Scheveningen (Scheveningen: 21 o 22 agosto 1882) olio su tela
L’arenile di Scheveningen è stato dipinto da Vincent quando viveva a L’Ajia, e andava regolarmente alla vicina spiaggia per le sperimentazioni ‘en plein air‘, divenendo il soggetto anche di un altro dipinto, la brillante Spiaggia di Scheveningen In Tempo Calmo (agosto 1882) del Museo di Arte Marina del Minnesota. 

La Redazione

Firenze, 1° ottobre 2016

Didascalie immagini

  1. Vincent van Gogh, Una congregazione lascia la chiesa riformata di Nuenen (Nuenen, prima del febbraio 1884), olio su tela
  2. Vincent van Gogh, Vista del mar a Scheveningen (Scheveningen: 21 o 22 agosto 1882) olio su tela

In copertina:
Vincent van Gogh, Vista del mar a Scheveningen (Scheveningen: 21 o 22 agosto 1882) olio su tela