Un libro, recentemente pubblicato dalla Casa Editrice Leo S. Olschki, permette di approfondire il rococò come principio e matrice strutturale, uno stile che nacque in Francia all’inizio del Settecento e successivamente si diffuse in Europa associato principalmente alle arti decorative.
Se il titolo sembrerebbe circoscrivere l’ambito pittorico e decorativo, il volume tratta invece gli edifici come gli spartiti musicali e i romanzi come d’oggetti di arredo. Infatti, in “Il convitato di pietra. Apoteosi e tramonto della linea curva nel Settecento“, l’autore Giorgio Villani studia un motivo ornamentale, la linea serpentinata, e un’epoca, il Settecento, che più di altri la predilesse.
Tale costante figurativa è in realtà qualcosa di ben più profondo: una sorgente primaria capace di determinare l’organizzazione degli elementi formali e quindi la potente unità di un gusto in opere tanto diverse.
Villani sviluppa la trattazione in sette capitoli centrali, dedicati ciascuno a un carattere dell’arte, uno introduttivo sulla sua emancipazione dal barocco e uno conclusivo dove se ne evoca il tramonto che conseguì al rinvigorirsi in Europa delle tendenze neoclassiche con il risultato di appassionnnare anche i non addetti ai lavori.
Didascalie immagini
In copertina:
Il convitato di pietra. Apoteosi e tramonto della linea curva nel Settecento (copertina del libro di Giorgio Villani)
Giorgio Villani
Il convitato di pietra.
Apoteosi e tramonto della linea curva nel Settecento
Pagine 120
Casa Editrice Leo S. Olschki
ISBN: 9788822264367