Il lavoro artistico… tutto qui, desidero realizzare dei capolavori, nient’altro.
                                                                                                                 (Henri Fantin-Latour, 1864)

La Réunion des Musées Nationaux – Grand Palais e il Musée de Grenoble, in collaborazione con il Musée d’Orsay organizzano, dal 14 settembre 2016 al 12 febbraio 2017 presso il Musée du Luxembourg di Parigi, 1 locandina esposizione fantin-latour a fleur de peau parigila prima retrospettiva sull’opera di Henri Fantin-Latour (1836-1904) dopo l’esposizione di riferimento consacrata al pittore all’interno delle gallerie nazionali del Grand Palais nel 1982. La mostra, Fantin-Latour. À fleur de peau, ha l’obiettivo di mettere in luce le opere più emblematiche di un artista conosciuto soprattutto per le nature morte e i ritratti di gruppo, e di rivelare al tempo stesso l’importante posizione rivestita dai dipinti detti “d’immaginazione” in quella che è la totalità della sua produzione.
Già piuttosto attaccato, fin dalla giovinezza, alla riproduzione fedele della realtà, Fantin-Latour esplora con diletto una vena piuttosto poetica che lo avvicina ai pittori simbolisti. L’esposizione esplora tutti i momenti e le sfaccettature della sua carriera e propone ai visitatori un denso percorso che raccoglie, per l’occasione, oltre 120 opere, tra le quali quadri, litografie, disegni e vari studi preparatori. Anche la scenografia realizzata per l’occasione contribuisce a creare l’atmosfera drammaturgica di un itinerario in cui sia l’artista che la sua opera svelano loro stessi fin nel profondo: essa è costruita su misura, così da qualificare in maniera significativa il dialogo tra le opere dipinte e gli studi preparatori, nonché quello tra l’artista e la contemporaneità. Seguendo un andamento cronologico, la mostra apre le porte sulle opere della giovinezza e in particolare sugli “inquietanti” autoritratti che Fantin-Latour realizza tra il 1850 e il 1860. Confinato nel suo atelier, egli trae ispirazione direttamente dal cuore della sua anima: modelle disponibili e silenziose, le sue sorelle vengono messe in scena durante la lettura o il ricamo; mentre le nature morte, sapientemente realizzate a cavallo del 1860, ne rivelano già l’eccezionale qualità d’osservazione. È in questa prima fase ch’egli soggiorna in Inghilterra presso il pittore James McNeill Whistler, il contatto col quale è determinante per ampliare il suo orizzonte sociale e artistico: sono, infatti, proprio le conoscenze inglesi che lo incoraggiano a realizzare esempi di nature morte, destinate a diventare presto l’esercizio di osservazione preferito, nonché la maggior fonte di guadagno.
2 henri fantin-latour autoritratto con la testa leggermente abbassata 1861
I capolavori del decennio 1864-1872, periodo cruciale per il lavoro di Fantin-Latour, sono messi in luce nella seconda parte dell’esposizione. Mosso da grandi ambizioni, l’artista lavora intensamente in questo periodo, portando una ventata di straordinaria novità: duro e ostile verso i princìpi dell’impressionismo nascente, egli volta le spalle al en plein air e ambisce, piuttosto, a rivoluzionare l’arte del dipinto imboccando la via originale dei ritratti di gruppo. Sono proprio questi i suoi quadri più noti, che gli permettono di farsi conoscere come un vero e proprio testimone privilegiato del suo tempo, ovvero come un pittore perfettamente inscritto nella modernità e per questo ferocemente indipendente. Con Omaggio a Delacroix (esposto al Salon nel 1864), la prima delle sue grandi raffigurazioni collettive, iscrive il proprio nome nella storia moderna proprio accanto a quello di Delacroix stesso e di Monet. Coin de table (1872), invece, è l’ultimo dei grandi ritratti del periodo, reso celebre grazie alla presenza sulla tela di Verlaine e Rimbaud e ad esso spetta il merito di aver permesso all’artista di terminare la forgiatura della sua reputazione di ritrattista brillante e poco convenzionale.
3 henri fantin-latour coin de table 1872 musee d orsay
La terza parte della mostra presenta la serie delle nature morte e dei ritratti che Fantin-Latour realizza tra il 1873 e il 1890: a eccezione dei ritratti commissionati, che si rarefanno poco a poco all’interno della sua produzione, è lui stesso a definire la maggior parte di queste tele come études d’après nature. Le sontuose rappresentazioni di fiori che l’artista riproduce sono per molti la testimonianza di un raro talento nella composizione artistica dei bouquet, nonché di un’eccellente virtuosità nella resa dei soggetti. Anche questi ritratti, che siano posati o maggiormente intimistici illustrano altrettanto bene un certo acume nella tecnica d’osservazione. Si tratta di un periodo ricco di cambiamenti per l’artista, un periodo in cui il suo equilibrio personale è sconvolto a causa della partenza delle sorelle e della morte dei genitori. Profondamente segnato da questi eventi e ormai indipendente, Fantin-Latour sposa, nel 1876, Victoria Dubourg, anch’essa pittrice di nature morte. Se arriva ben presto a disprezzare i ritratti su commissione che ostacolano la sua libertà artistica, il pittore non rinuncia affatto alla realizzazione del ritratto in posa, destinato a mecenati, amici e membri della sua famiglia. Condotto da un’osservazione attenta della realtà, l’artista offre un’immagine un po’ austera dei suoi modelli, lontani dalle seduzioni pittoriche di alcuni suoi contemporanei. Nel 1877, Fantin-Latour espone per la terza volta al Salon una grande composizione raffigurante due personaggi femminili: La lettura è considerato, infatti, come uno dei suoi capolavori da ritrattista, soprattutto per la giustezza con cui riesce a dipingere l’intimismo dell’individuo. La vera natura della relazione tra le due figure resta oscura, facendo apparire il quadro come la giustapposizione di due solitudini. La paletta severa e delicata, utilizzata dal pittore, contribuisce a conferire alla scena uno charme particolare, una sensazione di poesia intima e penetrante; l’attenzione per i dettagli, così come la manipolazione della luce conferiscono a quest’opera una solidità plastica che ne fa una delle realizzazioni più profonde e dominanti della tecnica di Fantin-Latour.
4 henri fantin-latour la lettura 1877
Pian piano, però, l’artista si stanca dei ritratti e delle nature morte, come viene mostrato nella quarta parte dell’esposizione, dedicata ai dipinti d’immaginazione che occupano un posto sempre più di rilievo nella sua carriera nel corso degli anni. Nutriti dalla passione che Fantin-Latour ha per la musica, ispirati da vari soggetti mitologici o inni alla bellezza del corpo femminile sotto l’aspetto di caste allegorie, le opere di questa sezione sono rivelatrici di un volto meno noto dell’artista. In questo senso il pittore è affascinato dalle composizioni di Wagner, Shumann e Berlioz, le quali nutrono profondamente la sua anima di poeta. A partire dal 1980, espone al Salon solamente dipinti d’immaginazione, per i quali trova sempre nuovi acquirenti, e nonostante dipinga ancora nature morte, la musica e il fantastico prendono il sopravvento sulla rappresentazione del reale: inoltre, grazie agli anni dedicati all’osservazione intensa della realtà, l’artista ha ormai acquisito una maturità e una sicurezza tali da sentirsi autorizzato a prendersi ampie libertà in termini di composizione e applicazione dei colori.
5 henri fantin-latour fiori estivi e frutti 1866
Tra l’austerità dei ritratti familiari, la ricchezza delle nature morte e l’atmosfera fantasiosa dei quadri d’immaginazione, prende forma un personaggio ricco di sfumature, la cui complessa personalità si trova illuminata grazie all’abbondante corrispondenza intrattenuta con tutta una serie di amici e artisti dell’epoca. Tra le innovazioni della mostra anche una sala interamente dedicata al processo creativo di Fantin-Latour che, centrato su L’anniversario (dipinto nel 1876 e intitolato anche Omaggio a Berlioz), presenta in parallelo dipinti, disegni e litografie rilavorati e modificati a più riprese. Si tratta, infatti, di un’opera che occupa una posizione singolare all’interno della produzione dell’artista, vero e proprio dipinto cardine tra i grandi omaggi degli anni 1860-1870 e i soggetti fantastici d’ispirazione musicale. Qui, Fantin-Latour cerca di conciliare due aspetti apparentemente antitetici della pittura, il realismo e l’immaginazione, seguendo un processo di creazione piuttosto originale. Il pittore assegna alla litografia un ruolo inedito, ossia quello di supporto alla preparazione del quadro. Presentato al Salon del 1876, quest’opera monumentale non ottiene, però, il successo sperato, ma consente tuttavia a Fantin-Latour di aprire un nuovo capitolo nella sua vita da artista.
La retrospettiva costituisce anche una speciale occasione per svelare al pubblico un corpus di fotografie inedite, variegato repertorio di forme per l’artista. Il fondo fotografico di Fantin-Latour, conservato al Musée de Grenoble – che tra l’altro ospiterà la stessa mostra nel 2017 – rivela una dimensione inattesa del lavoro del pittore il quale sembra aver acquisito quasi in maniera compulsiva queste immagini, oggetto di studio e di svago.
6 henri fantin-latour la notte 1897
Al di là della messa in evidenza del genere tradizionalmente minore della natura morte, eretto dal pittore a vero e proprio ritratto floreale, l’esposizione desidera offrire al visitatore un’immagine contestualizzata dell’artista alle prese coi dibattiti del suo tempo, diviso tra la passione per il reale e il bisogno di evadere; un artista che ha saputo imporsi, nonostante la sua riservatezza, come una delle figure più rappresentative del suo secolo.

Didascalie immagini

  1. Locandina esposizione Fantin-Latour. À fleur de peau, Parigi, Musée du Luxembourg, 14 settembre 2016 – 12 febbraio 2017
  2. Henri Fantin-Latour (1836-1904), Autoritratto con la testa leggermente abbassata, 1861, olio su tela, 25,1 x 21,4 cm, Washington, National Gallery of Art, Courtesy Nation Gallery of Art, Washington.
  3. Henri Fantin-Latour (1836-1904), Coin de table (da sinistra a destra: Paul Verlaine, Arthur Rimbaud, Elzéar Bonnier, Léon Valade, Emile Blémont, Jean Aicart, Ernest d’Hervilly, Camille Pelletan) 1872, olio su tela, 161 x 223 cm, Parigi, Musée d’Orsay (© Rmn-Grand Palais (Musée d’Orsay) / Foto Hervé Lewandowski)
  4. Henri Fantin-Latour (1836-1904), La lettura, 1877, olio su tela, 97,2 x 130,3 cm, Lione, Musée des Beaux-Arts (© Musée des Beaux-Arts di Lione / Foto Alain Basset)
  5. Henri Fantin-Latour (1836-1904), Fiori estivi e frutti, 1866, olio su tela, 73 x 59,7 cm, USA, The Toledo Museum of Art (© The Toledo Museum of Art)
  6. Henri Fantin-Latour (1836-1904), La notte, 1897, olio su tela, 61 x 75 cm, Parigi, Musée d’Orsay (© Rmn-Grand Palais (Musée d’Orsay) / Foto Hervé Lewandowski)

In copertina:
Henri Fantin-Latour (1836-1904), Coin de table (da sinistra a destra: Paul Verlaine, Arthur Rimbaud, Elzéar Bonnier, Léon Valade, Emile Blémont, Jean Aicart, Ernest d’Hervilly, Camille Pelletan) 1872, olio su tela, 161 x 223 cm, Parigi, Musée d’Orsay
[particolare]
(© Rmn-Grand Palais (Musée d’Orsay) / Foto Hervé Lewandowski)

Dove e quando

Evento: Fantin-Latour. À fleur de peau
  • Fino al: – 12 February, 2017
  • Sito web