La fanciulla dai capelli d’oro cavalca le onde avvinghiata al collo del drago. I pesci continuano a guizzare sul fondo della coppa dal 580 avanti Cristo, Achille sul carro trascina il corpo di Ettore per l’eternità e l’atleta riposa accanto ai suoi trofei olimpici.  A Taranto si illuminano di mille storie sorprendenti le sale e i nuovi allestimenti del MarTA , il Museo Archeologico con le nuove sale del secondo piano fresche della inaugurazione avvenuta alla presenza del presidente Renzi e del ministro della Cultura Franceschini .
Museo archeologico nazionale taranto
Come nel film “Una notte al museo”, gli antichi reperti sembrano pronti a guizzare fuori dalle teche – dopo aver trovato nuovi spazi espositivi e essersi scrollati di dosso la polvere dei secoli- e a far rivivere davanti agli occhi del grande pubblico, le emozioni e i sapori di storie che ancora riescono a catturare e sorprendere. Nuovi allestimenti, luoghi didattici, open day e aperture by night, spettacoli teatrali, musica e molte altre proposte per rendere sempre più forte quel filo diretto fra rigore tecnico e conservativo, da una parte, piacere e suggestione del dialogo con il passato dall’altra, e soprattutto attirare sempre nuovi visitatori. Una sfida a livello nazionale quella intrapresa in questi anni, che anche qui a Taranto ha visto arrivare  Eva Degl’Innocenti, uno dei venti nuovi direttori selezionati attraverso un bando internazionale, insieme all’autonomia finanziaria, e al riordino delle sedi della Soprintendenza Archeologica spostata da Taranto a Lecce.
Veduta museo marta taranto1
Una sfida importante in una Italia, enorme scrigno di tesori spesso celati nelle pieghe più nascoste o nei luoghi più impensati. E Taranto di tesori ne raccoglie parecchi, un immenso patrimonio archeologico che con fatica fra mille storie, vendite, sottrazioni e ritrovamenti è riuscito ad arrivare fino ai giorni nostri per raccontare la trama archeologica di questa parte di Puglia, che qualcuno forse conosce solo per le moderne vicende del polo siderurgico, ma che vanta dalla prime tracce da 6.500 anni fa. Come ogni storia che si rispetti quella di MarTa inizia alla fine nell’ Ottocento con la creazione di un deposito di antichità da parte dello Stato fin dalle origini nell’ex Convento dei Frati Alcantarini tanto da rendere il Museo Archeologico Nazionale di Taranto fra i più importanti d’Italia.
Veduta museo marta taranto2
Partendo dalla prime testimonianze e dai primi contatti avuti ai locali con il mondo egeo, passando dalle fasi della colonizzazione spartana alla città prima greca poi romana a partire dal III secolo a.c. fino all’impero e al tardo medioevo. Perché nelle terre affacciate sul Mediterraneo i contatti e gli scambi erano intensi e forse non è noto a tutti che a Taranto è stata anche colonia di Sparta. Tappa importante per capire la Magna Grecia, come testimonia l’atleta dalla suo sarcofago del V secolo a.c. anni fa. L’orgoglio delle sue vittorie lo ha accompagnato nelle tomba. Ha voluto essere sepolto con le anfore vinte ai giochi olimpici, anfore che erano una sorta di medaglie del tempo e per questo la copia di questo sepolcro è stata esposta anche alle Olimpiadi di Pechino. L’allestimento attuale nel museo mostra con un gioco di specchi l’interno del sarcofago e le parti dipinte.
Museo marta tomba atleta
Al secondo piano ad accogliere i visitatori la riproduzione, fatta con tecniche moderne, della Persefone detta anche “Dea in trono” ritrovata a Taranto nei primi del Novecento durante i lavori di scavo dell’Arsenale, ma finita a Berlino per un asta pubblica vinta dal Kaiser Guglielmo II alla vigilia della prima guerra mondiale. Mentre il bronzetto del VI secolo lo “Zeus di Ugento”, dal luogo del ritrovamento avvenuto nel 1961 in Salento, racconta la storia di un vero capolavoro di 74 cm realizzato con la tecnica della fusione a cera persa. Nelle vetrine risaltano le bellissime oreficerie. I famosi “Ori di Taranto” rivenuti nei corredi funerari, rappresentano alcune delle creazioni più originali della tradizione orafa tarantina. Ritenuti fra le più importanti produzioni del tempo erano destinati a una facoltosa clientela della zona e testimoniano quanto l’arte di lavorazione dei metalli preziosi fosse una delle attività più sviluppate. Tra il IV e il II secolo a.c. a Taranto tante sono infatti le botteghe orafe attive che spesso reinterpretano motivi già in uso, arrivando a un tale livello di bellezza e perfezione, di gusto così ricco e suntuoso, che nessuno dei committenti ha potuto fare a meno di portarli con se nell’ultimo viaggio.
Museo marta orecchini a vavicella
Fra cesellature, filigrane e granulazione i numerosi pezzi sono noti in tutto il mondo per le varie tournée all’estero, esposti in mostra nelle più importanti città di tutto il mondo. Lamine d’oro ritagliate come foglie, monili e orecchini di vari forma e foggia- indimenticabili quelli a navicella con pendenti mobili – paste di vetro e pietre preziose. Un sigillo in cristallo di rocca inciso con l’elegante immagine di un cane che assalta un cervo, talmente prezioso e raffinato che una fanciulla dell’antica Egnazia l’ha voluto per sempre accanto.
Museo marta statuetta afrodite
E ancora terrecotte policrome di tradizione greca, ossi, avori, vasi con raffinate decorazioni. La sezione dedicata alla città dal tardo-antico all’età bizantina accanto a una vasta raccolta di pavimenti a mosaico, riserva una delle tante storie del MarTa. Delle epigrafi funerarie di Ebrei, Cristiani e Musulmani, ci parlano di una Taranto di tanti secoli fa, dove genti di cultura e religione diverse  convivevano pacificamente sulle coste del Mediterraneo. Sorprendente MarTa!

Didascalie immagini

  1. Veduta esterna del museo MArTa di Taranto
  2. Una veduta interna del museo MArTa a Taranto
  3. Una veduta interna del museo MArTa a Taranto
  4. ‘Tomba dell’atleta’ al na veduta interna del museo MArTa a Taranto
  5. Orecchino ‘a navicella’ e pendenti mobili in filigrana e a granulazione
  6. Statuetta di Afrodite con eros sulle spalle

In copertina:
Una veduta interna del museo MArTa a Taranto

courtesy MArTa Museo Archeologico Taranto

 

 

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