Tredici anni dopo il successo di Alla ricerca di Nemo tornano sugli schermi i pesci animati Marlin, Dory e Nemo in una nuova avventura che negli Stati Uniti sta già polverizzando ogni record d’incasso riportando al successo il regista Andrew Stanton, due Oscar per Alla ricerca di Nemo e Wall-E, dopo lo sfortunato esordio nel cinema dal vero di John Carter, fantasy tratto da Edgar Rice Burroughs che non è riuscito a coprire i suoi costi miliardari.
Già al lavoro sul personaggio di Dory – la pesciolina blu affetta da frequenti amnesie – prima del fallimentare risultato del kolossal, il cineasta ha creato una storia tutta nuova in cui l’improvviso ricordo dei genitori Jenny e Charlie spinge la protagonista a intraprendere un viaggio alla scoperta delle sue origini.
Già dal titolo in Alla ricerca di Dory i punti di contatto con la struttura narrativa dell’originale sono evidenti: di nuovo dalla barriera corallina in cui vivono i pesciolini devono attraversare gli oceani per ritrovare gli affetti perduti, con le coste della California al posto della baia di Sidney, ma la frizzante abbondanza di trovate stravaganti – come il polipo alla guida di un furgone sulla freeway – assicura una tale originalità al nuovo capitolo da superare in divertimento anche la prima avventura.

Portando in primo piano le difficoltà di Dory con la sua memoria il film ne svela la fragilità dietro la sua maschera buffa di perenne allegria, aggiungendo una sfumatura di nostalgia – per un passato inafferrabile anche alla dolcezza consolatoria del ricordo – che rende il ritratto più profondo.
Ad un certo punto Alla ricerca di Dory rischia di rimettere in scena anche gli stessi eccessi drammatici già visti in un altro recente prodotto Disney – inqualificabile da proporre all’infanzia – come Il viaggio di Arlo, ma si riprende prontamente ritrovando leggerezza e ironia, anche grazie a tutta una nuova galleria di comprimari.

Oltre a Marlin e Nemo che in questo secondo viaggio hanno un ruolo nettamente minore, Dory sul suo cammino incontrerà tra gli altri la balena amica d’infanzia Destiny e Bailey, un beluga in convalescenza con scarsa fiducia in se stesso; ma sarà l’incontro con il polpo Hank, campione di mimetismo in cerca di sicurezze, a dare vita a una formidabile coppia d’azione in grado di far fronte a ogni ostacolo.
L’invito a credere nelle proprie capacità, affrontando ogni difficoltà senza porre limiti alla fantasia con cui ricercare la soluzione o dare spazio alla paura di non essere all’altezza è uno dei messaggi, utile e pedagogico, che Alla ricerca di Dory lancia dallo schermo al pubblico di tutte le età.

Ambientando la storia nel centro oceanografico di Morro Bay – no Monterey, come qualcuno erroneamente ha scritto – luogo scientifico dove gli esemplari di ogni specie marina vengono catturati per essere curati e rimessi in libertà, il film si fa portavoce di istanze ambientaliste sostenendo la necessità di lasciare gli animali a vivere in libertà, lontano dagli inconsapevoli maltrattamenti dei bambini.
Concetti già presenti nel primo film, con la prigione/aquario nello studio dentistico e la crudeltà infantile della terribile Darla, che qui vengono amplificati dal sottinteso che tutti i personaggi in cattività presentano qualche evidente squilibrio, oltre l’incapacità a procurarsi il cibo da soli.

Valorizzato da momenti ascrivibili nella più classica tradizione disneyana – la migrazione delle razze al suono di una canzone sembra evocare altre suggestive parate lontane, dai cervi di Bambi agli elefanti de Il libro della giungla – che si integrano con l’ironia tipica delle produzioni Pixar, Alla ricerca di Dory ha nei dialoghi tra la sperduta protagonista e Sigourney Weaver, voce guida del parco acquatico, una delle trovate più fulminanti. Nell’edizione italiana minata da scelte di doppiaggio quanto mai stravaganti – come ritenere la medaglia d’oro di nuoto Massimiliano Rosolino idoneo a doppiare un pesce – speriamo che l’aver sostituito la diva di Alien con la voce di Licia Colò non neutralizzi l’effetto comico.

Come di consueto per tutte le creazioni dei Pixar Animation Studios anche questa volta un cortometraggio animato è abbinato al film e ne precede la visione, è Piper di Alan Barillaro con un piccolo piovanello impegnato ad affrontare le onde del mare per procurarsi qualcosa da mangiare.
Infine ricordate di non abbandonare la sala fino al termine dei titoli di coda di Alla ricerca di Dory che riservano, come ormai spesso accade, divertenti sorprese.
Didascalie immagini
- Locandina italiana
- Uno dei primi poster originali pubblicati per creare attesa intorno al film
- L’evoluzione di Dory: la migrazione delle razze le riporta il ricordo dei genitori, affronta pericoli e osa l’impossibile per ritrovarli
- Dory & il polpo Hank: una squadra imbattibile
- Le foche e l’anatra Becky aiutano Marlin e Nemo / Il centro oceanografico / La balena Destiny e il Beluga Bailey
- Due immagini del cortometraggio Piper diretto da Alan Barillaro
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(© 2016 Disney / Pixar Animation Studios)
In copertina:
Dory tra gli anemoni di mare della barriera corallina
[particolare di uno dei primi poster originali]
(© 2016 Disney / Pixar Animation Studios)
SCHEDA FILM
- Titolo originale: Finding Dory
- Regia: Andrew Stanton e Angus Mac Lane
- Con le voci originali di: Ellen De Generes, Albert Brooks, Hayden Rolence, Ed O’Neill, Kaitlin Olson, Ty Burrell, Diane Keaton, Eugene Levy, Sloane Murray, Idris Elba, Dominic West, Bob Peterson, Kate Mc Kinnon, Bill Hader, Sigourney Weaver, Andrew Stanton, Bennett Dammann, Jordan Ranft, John Ratzenberg, Alexander Gould, Katherine Ringgold, Willem Dafoe, Brad Garrett, Allison Jenny, Austin Pendleton, Stephen Root, Vicky Lewis, Jerome Ranft
- Con le voci italiane di: Carla Signoris, Luca Zingaretti, Giulio Bartolomei, Paolo Buglioni, Francesca Manicone, Massimo Lopez, Melina Martello, Stefano Masciarelli, Renato Cecchetto, Charlotte Infussi D’Amico, Gabriele Meoni, Carlo Valli, Ambrogio Colombo, Leonardo Della Bianca, Franco Zucca, Chiara Fabiano, Daniele Giuliano, Marco Mete, Alex Polidori, Licia Colò, Massimiliano Rosolino
- Soggetto: Andrew Stanton
- Sceneggiatura: Andrew Stanton, Victoria Strouse
- Fotografia: Jeremy Lasky
- Musica: Thomas Newton
- Montaggio: Axel Geddes
- Scenografia: Steve Pilcher
- Produzione: Lindsey Collins in associazione con Bob Roath per Pixar Animation Studios
- Genere: Animazione
- Origine: USA, 2016
- Durata: 97’ minuti