Friends of Florence, la nota Fondazione non profit statunitense, continua a farsi carico delle spese di manutenzione del David, delle altre sculture di Michelangelo (Prigioni, San Matteo e Pietà da Palestrina) e del modello del Ratto delle Sabine di Giambologna custoditi alla Galleria dell’Accademia di Firenze.
L’atto prevede lo stanziamento di ventimila euro lordi ed è stato siglato dalla Direttrice della Galleria, Cecilie Hollberg, e la Presidente della Fondazione Simonetta Brandolini d’Adda. Come accade ormai ininterrottamente dal 2005, l’accordo mantiene la filosofia condivisa da entrambi i contraenti, ribadendo che è meglio investire per una manutenzione costante e frequente piuttosto che per un intervento di restauro a lunga scadenza. “Mi fa molto piacere poter prorogare questa convenzione divenuta ormai un appuntamento consueto – ha detto Cecilie Hollberg – soprattutto perché dimostra quanto interesse abbiano i Friends of Florence per la nostra Galleria. Per me è importantissimo non solo il fermo appoggio da parte dei nostri sostenitori, ma anche far sapere ciò che accade nel museo quando è chiuso al pubblico. Occorre far conoscere le necessità quotidiane della conservazione per ottenere sostegno. Chi l’avrebbe mai pensato che anche una statua come il David deve essere spolverata come una qualsiasi altra cosa?
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Il rapporto tra i Friends of Florence e le sculture michelangiolesche della Galleria dell’Accademia origina nel 2003, in occasione delle operazioni di restauro e della campagna di indagini sul capolavoro previste per il 500° anniversario della sua realizzazione. La Fondazione allora finanziò l’approfondita serie di studi diagnostici e alla creazione di sito web educativo e di un dvd dedicato al restauro. Da allora la Fondazione ha contribuito, oltre alla manutenzione del David e dei Prigioni, anche al restauro della Pietà da Palestrina, dei ventidue nella Tribuna e del modello in terra cruda del Ratto delle Sabine di Giambologna.
Simonetta Brandolini d’Adda, spiega: “Sono ormai tredici anni che il programma di intervento alle opere di Michelangelo fa parte della nostra attività: per noi è un progetto fondamentale perché crediamo che la conservazione del nostro patrimonio, e in particolare di opere così importanti, debba passare inesorabilmente dalla prevenzione e dalla cura costante e continua. In tutti questi anni per la cura dei capolavori michelangioleschi sono stati donati quasi cinquecentomila euro. La firma della nuova convenzione è per noi un momento significativo perché oltre a confermare nuovamente la collaborazione al mantenimento del David e dei Prigioni, inaugura la sinergia con la nuova Direzione della Galleria con la quale ci auguriamo possano svilupparsi progetti e iniziative altrettanto importanti”.
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Dal 2015 è Paola Rosa che si occupa degli interventi di manutenzione delle opere michelangiolesche della Galleria dell’Accademia; in passato la restauratrice fiorentina è stata protagonista di interventi su tre sculture del Buonarroti al Museo Nazionale del Bargello: Bruto, David Apollo e Tondo Pitti. Al momento della firma, il David era di nuovo al centro di un intervento di manutenzione (accade mediamente ogni due mesi, ma nei periodi di maggiore affluenza di visitatori nel museo, la frequenza degli interventi scende a quattro/cinque settimane). L’obiettivo è quello di rimuovere i depositi incoerenti di polvere e di particellato per evitare si accumulino e si compattino. E’ stato quindi possibile a giornalisti e fotografi intervenuti alla firma, di salire uno per volta – rispettando le rigide regole di sicurezza – per un incontro “occhi negli occhi” con il capolavoro per un’emozione che rilascia dosi non quantificabili di adrenalina!
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L’operazione vedeva impegnata la restauratrice coadiuvata da Emanuela Peiretti, impegnate nell’utilizzo di un aspiratore e di pennelli a setola molto morbida. Da quella condizione privilegiata, Paola Rosa ha spiegato come tutto il lavoro si svolga normalmente nella giornata di lunedì, quando il museo è chiuso per turno e venga effettuato, con l’ausilio di un moderno ponteggio mobile che garantisce elevati standard di sicurezza e di manovrabilità. Inoltre, l’elevata frequenza degli interventi sul David le permette di effettuare anche un monitoraggio ravvicinato continuo della scultura, ed eventualmente di segnalare anomalie sulla superficie.
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Gli interventi sui Prigioni, al San Matteo e alla Pietà da Palestrina si svolgono invece con una frequenza minore (circa ogni quattro mesi), ma seguono la metodica adottata per il David.

Didascalie immagini

  1. La restauratrice Paola Rosa e la sua collaboratrice Emanuela Peiretti sul ponteggio che permette la manutenzione ordinaria del David di Michelangelo alla Gallaeria dell’Accademia di Firenze (© 2016 Cinzia Colzi)
  2. Una normale veduta da terra del David di Michelangelo alla Gallaeria dell’Accademia di Firenze (© 2016 Cinzia Colzi)
  3. Veduta dal ponteggio ponteggio che permette la manutenzione ordinaria del David di Michelangelo alla Gallaeria dell’Accademia di Firenze (© 2016 Cinzia Colzi)
  4. Occhi negli occhi con il David dal ponteggio (© 2016 Cinzia Colzi)

In copertina:
Occhi negli occhi con il David dal ponteggio (© 2016 Cinzia Colzi)