Il Museo di Santa Caterina a Treviso dedica un’esposizione a celebri artisti del secondo Novecento e ‘Da Guttuso a Vedova a Schifano‘ è uno dei quattro appuntamenti trevigiani dell’autunno del 2016 che ci introduce in quell’universo della pittura in Italia.
1 emilio vedova ciclo-61-62 1962
Il filo della pittura italiana di quegli anni individuato in 55 importanti artisti, che si collocano tra la fine del primo decennio del ‘900 e la fine degli anni ‘30 in una esposizione che obbedisce al rigoroso andamento storico e racconta con chiarezza e semplicità come un attento libro di storia dell’arte. Ogni artista è rappresentato infatti da un’opera emblematica della propria produzione per ogni anno compreso tra il 1946 e il 2000.
2 afro cow boy 1952
Il curatore Marco Goldin, sottolinea: «Per ognuno di questi anni – ecco dunque perché nel sottotitolo della mostra ho evocato il filo della pittura che si dipana – sceglierò un artista che con una sua opera importante rappresenterà quella data precisa. Alla fine a uscirne sarà, fino in fondo, un racconto che illustrerà il mezzo secolo considerato». Si tratta dunque di un percorso che si disporrà come una sorta di tavola sinottica volta ad approfondire e divulgare le principali tendenze di un periodo storico, rilevando implicitamente similarità e divergenze tra le poetiche e tra la contemporaneità e la pittura antica.
3 alberto burri nero 1956
Troviamo nomi importanti, come Guttuso, Vedova, Guccione, Schifano, Sarnari, Burri.
In Cow Boy di Afro Libio Basaldella, uno degli esponenti dell’Informale in Italia, il visibile è ridotto a segni e forme astratte, primordiali e bambinesche, dall’evocazione nettamente cubista, sebbene qui non si manifesti affatto la necessità di rappresentare un oggetto da tutti i punti di vista possibili: le figure sono smaterializzate e altro da sé, in una composizione insolubile e fatta di soli leggiadri colori fra tracce blande e residue di figuratività.
4 piero guccione dopo il tramonto 2000
Aria cubista si respira anche nell’informale Folgore sulla collina di Renato Birolli, in cui i segni si fanno più corposi, espressionisti, urtanti, ma anche misteriosi, ermetici. Materico, organico e tangibile, invece, l’informale di Alberto Burri, eppure essenziale e metalinguistico, come possiamo notare nell’assemblaggio di materiali e colori in Nero. Spirituale e contemplativo il dipinto
5 titina maselli distributore 1953
Dopo il tramonto di Piero Guccione, che ballonzola tra un’astrazione meditabonda e una figuratività riposante. Metafisici figura e atmosfera in Distributore di Titina Maselli, ove il confine tra visibile e astrazione è labile come quello tra le due immagini nell’ambigua “figura di Rubin”. Cenni di figuratività, scaturita da mere campiture di colore, anche nella pastosa Spiaggia d’estate di Carlo Mattioli. Più geometrica e definita l’astrazione del Cantiere di Armando Pizzinato, che compone con linee nette e forme acuminate.
6 carlo mattioli spiaggia destate 1972
Forse più tradizionale nel soggetto il dipinto dei Cavallini che passano di Antonio Zoran Mušič, legato ai paesaggi dalmati della giovinezza ma anche a quelli italiani. Ironico e astruso l’informale de La luna e i suoi imitatori di Gastone Novelli. Ed è insieme gestuale (in prevalenza), segnico e materico l’informale del Ciclo 61/62 di Emilio Vedova.

Didascalie immagini

  1. Emilio Vedova, Ciclo 61/62, 1962, olio su tela, cm 145,5 x 186, collezione privata
  2. Afro, Cow Boy, 1952, tecnica mista su tela, cm 109 x 109, collezione privata
  3. Alberto Burri, Nero, 1956, acrilico, collage e mista, cm 88 x 100, collezione privata
  4. Piero Guccione, Dopo il tramonto, 2000, olio su tela, cm 76 x 70, collezione privata
  5. Titina Maselli, Distributore, 1953, olio su tavola, cm 100 x 71, collezione privata
  6. Carlo Mattioli, Spiaggia d’estate, 1972, olio su tela, cm 116 x 83, collezione privata

In copertina:
Un particolare di: Emilio Vedova, Ciclo 61/62, 1962, olio su tela, cm 145,5 x 186, collezione privata

Dove e quando

Evento: Da Guttuso a Vedova a Schifano. Il filo della pittura in Italia nel secondo Novecento
  • Date : 29 October, 201617 April, 2017