Due anni fa Shila ci accompagnò alla scoperta del Parco Costiero di Rimigliano e, nei giorni scorsi, si è ripetuta portandomi nel centro storico di Piombino, al Museo archeologico del territorio di Populonia, dove i nostri amici a quattro zampe sono i benvenuti.
Dedicato alla memoria di Antonio Minto (Valdagno, Vicenza, 1880 – Firenze 1954) che, con la sua decennale attività di archeologo, contribuì in maniera determinante alla scoperta della Populonia etrusca, il museo vanta una in posizione mozzafiato davanti al mare e al suo interno illustra – con oltre duemila reperti – le trasformazioni, del paesaggio del promontorio di Populonia, dalla preistoria all’età moderna nel perfetto spirito che accompagna il 2016 dei Parchi e Musei della Val di Cornia: “Capire il passato per costruire il futuro”.
5 museo archeologico piombino foto stefano regio
Situato all’interno del Palazzo Nuovo – costruito nell’area dell’antica Cittadella di Piombino nel 1814 per ospitare la corte dei Principi di Piombino, Felice ed Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone Bonaparte, e appositamente restaurato come sede espositiva nel 2001 – il percorso si articola su tre piani: il primo è dedicato alla storia moderna della città e del suo territorio; il secondo alla preistoria e alle fasi più antiche della società etrusca di Populonia; il terzo allo sviluppo della città dall’età classica alla romanizzazione, fino agli esiti dell’età tardoantica e medievale.
1 museo archeologico piombino foto stefano regio
La sequenza delle sale presenta una serie di sette vedute a volo d’uccello in cui si ricostruisce il paesaggio urbano e rurale di Populonia dalla preistoria fino all’epoca del recupero delle scorie etrusche a fini industriali degli inizi del 1900, mentre l’allestimento ne racconta la storia non solo attraverso l’esposizione dei materiali archeologici, rinvenuti in decenni di ricerca, ma anche mediante ausili didattici per guidare l’orientamento del visitatore meno esperto alle tematiche.
3 museo archeologico piombino foto stefano regio
Un viaggio nel tempo segnato in modo indelebile dalle attività umane sottolineando come il tema della siderurgia attraversi il territorio populoniese in modo diacronico, con un percorso ideale che dal mare, con le eccezionali testimonianze delle attività produttive di età etrusca, giunge alle imponenti strutture della Piombino industriale. Una scelta che, oltre a costituire un impegno culturale nei confronti del maggiore centro della Val di Cornia, è stata dettata dalla convinzione che l’eredità della antica città siderurgica di Populonia sia oggi la simbiodi tra passato e presente.
4 museo archeologico piombino foto stefano regio
Inoltre, con “Il Museo in Tutti i Sensi”, attraverso tre postazioni con la riproduzione in scala dei reperti, la sensorizzazione con output sonoro e i video offrono la possibilità – anche ai portatori di disabilità e ai bambini che possono salire, nella massima sicureza, su cubi colorati – di comprendere e godere appieno di tre simboli della storia antica di Populonia: la tomba dei Carri (il monumento funerario meglio conservato nel Parco archeologico di Baratti e Populonia), il suggestivo mosaico romano “dei Pesci” (proveniente dall’edificio romano delle Logge, sull’Acropoli di Populonia) e l’Anfora argentea rinvenuta da un pescatore nelle acque del golfo di Baratti.
Un bimbo alla postazione didattica del 'Mosaico dei Pesci' all'interno del museo
Anche da mamma di una bimba piccola, non posso evitare di segnalare come il Museo, con la collaborazione del Comune di Piombino, sia stato selezionato da Unicef per la realizzazione di un Baby Pit Stop dove, chi allatta, ha a disposizione un angolo dedicato e arredato con poltrona e fasciatoio perché non è mai troppo presto per iniziare a frequentare i musei. Inoltre, pensando ai non più giovanissimi, tante comode sedute – che nei musei scarseggiano – e la climatizzazione perfetta quando fuori il caldo è asfissiante.
2 museo archeologico piombino foto stefano regio
Un ricco patrimonio archeologico valorizzato dal progetto scientifico di allestimento curato dal Dipartimento di Archeologia dell’Università di Siena e in particolare dal professor Daniele Manacorda coadiuvato da un’ampia equipe di specialisti e di archeologi, coordinati da Giandomenico De Tommaso, che, in costante sinergia con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana e con la Parchi Val di Cornia Spa, ha selezionato i materiali per documentare la lunga storia che si è susseguita sul promontorio di Populonia e nel suo entroterra.

Didascalie immagini

  1. A Piombino, Shila ci accompagna alla scoperta del Museo archeologico del territorio di Populonia (Foto © 2016 Stefano Regio)
  2. Purtroppo è solo una copia dell’Apollo di Piombino (recuperato nel 1832 nel mare di Baratti a Punta delle Tonnarelle) capolavoro della bronzistica greca fra i pochi arrivati fino a noi. Dove potrebbe essere l’originale? ovviamente al Louvre.
    E’ opinione maggioritaria che sia una rielaborazione della statua di culto Apollo Philesios creata dalla scultore Kanachos di Sicione a Mileto intorno al 490 a C. e descritta da Plinio il Vecchio (andata perduta)
    (Foto © 2016 Stefano Regio)
  3. Lo straordinario mosaico romano dei ‘Pesci’ rinvenuto nel 1842 durante la lavorazione di un vigneto nel terreno dell’allora Conte Desideri in località Poggio al Mulino.
    La data di origine viene attestata fra il secondo e il primo secolo a. C.
    (Foto © 2016 Stefano Regio)
  4. L’Anfora di Baratti in argento quasi puro (94/96%) capolavoro di arte tardoantica orientale, pare provenire da Antiochia. Databile IV secolo, h 61 cm, larghezza massima 35 cm, pesa 7,6 kg.
    Andata persa in antichità nel corso di un naufragio al largo del golfo di Baratti, fu rinvenuta in mare tra le reti di un peschereccio nel 1968.
    (Foto © 2016 Stefano Regio)
  5. Un bimbo alla postazione didattica del mosaico romano ‘dei Pesci’ all’interno del museo (courtesy Parchi Val di Cornia SpA)
  6. Anche Shila si riposa mentre Daniela approfitta di una delle tante sedute all’interno del museo (Foto © 2016 Stefano Regio)

In copertina:
Ancora una volta è Shila a farci scoprire i capolavori della Val di Cornia, qui è al Museo archeologico del territorio di Populonia a Piombino. (Foto © 2016 Stefano Regio)

Dove e quando