Situata a quindici miglia a nord del Venezuela, nelle acque calde dei Caraibi meridionali, Aruba è nota per le spiagge bianchissime in particolare Eagle Beach, considerata fra le prime dieci al mondo per la lunga distesa di sabbia anche ben attrezzata, per abbandonarsi al dolce far niente ammirando la variazione dei colori del cielo e dell’acqua o fotografando i diversi Fofoti, o Divi Divi che, con la loro silhouette piegata dai costanti alisei, sono diventati il simbolo dell’isola.

Quasi venti miglia di lunghezza per sei di larghezza, si trova appena sotto la cintura degli uragani e, a differenza di molte aree caraibiche, il clima è piacevolmente secco e raramente piove. Un’isola dove le sinergie del settore pubblico, privato e di numerosi volontari, sono unite per garantire uno sviluppo sostenibile. Progetti e iniziative partono dall’educazione e formazione sulle buone pratiche ambientali, proseguono con le riqualificazioni urbane e la protezione dell’ecosistema fino all’utilizzo di energia verde.

La collaborazione tra Aruba e la Carbon War Room ha l’obiettivo di rendere l’isola la prima economia basata al 100% su energia sostenibile riducendo la dipendenza da combustibili petroliferi e le emissioni di CO2. Già dal 1994, l’Aruba Reef Care Project, sensibilizza abitanti, viaggiatori e turisti alla rimozione di rifiuti dalle scogliere, dalle spiagge pubbliche e dalle acque meno profonde. Con il Water and Electricity Bureau, un moderno impianto di desalinizzazione, rende utilizzabile quella di mare trasformandola in buonissima acqua potabile che, ben dodici anni fa, vinse il Monde SelectionGrand Gold Quality Award in Brussels proprio per la sua struttura all’avanguardia e alla costante attenzione nell’impiego di nuove tecnologie.

Ad Aruba crece la pianta di Aloe e la potenza del sole ne esalta le qualità curative naturali. Coltivata localmente su centocinquanta ettari, appena colta viene lavora a Oranjestad (la coloratissima capitale con meno di quarantamila abitanti) in una fabbrica – fondata nel 1890 e cresciuta fino a diventare una compagnia globale – visitabile insieme al piccolo museo.

Il Parco Arikok è un’area protetta che copre quasi un quinto dell’intera superfice e ospita tutte le specie di flora e la fauna locale, accessibile ai visitatori, ma salvaguardata costantemente per non danneggiare l’ambiente, all’interno vi si trovano anche siti storici degli indigeni, formazioni geologiche uniche (laviche, calcareee e di quarzo), paesaggi e panorami mozzafiato.

Le civette delle tane (Shoco), le lucertole arubane, e il parrocchetto arubano sono facilmente fotografabili girando per il parco, in macchina, a piedi, meglio ancora a cavallo e non vi sentirete mai soli perché nel vostro vagare lungo i sentieri incontrerete greggi di capre e asini, conigli, uccelli e rettili.

Nelle grotte è possibile osservare incisioni rupestri lasciare dagli Indiani Arawak. A quelle di Guardarikiri, Fontein e Huliba, non vi preoccupate dei pipistrelli al loro interno perché sono totalmente innocui (onestamente belli non sono e, piccinini, se non ci fossero ammireremmo le grotte con minor fretta).
Il parco, affacciato sulla costa est dell’isola, vi sorprenderà con le spiagge di Diamari, Dos Playa e Boca Prins, ma se non siete nuotatori medagliati olimpici, è sconsigliato fare il bagno per le pericolose correnti.

Peò, in un tratto di costa deserta, ogni volta che la marea cambia, spettacolari spruzzi di onde si infrangono sulle rocce vulceniche e formano una piccola conca creando una “piscina” dove fare un tuffo indimenticabile.

Conosciuta come “Conchi” o “Cura di Tortuga”, ma chiamata da i visitatori di tutto il mondo Natural Pool, per arrivarci non è semplicissimo a causa del terreno impervio e il sito non è accessibile senza un’auto 4×4, fra l’altro, trovare lì mare calmo è… una bella fortuna, ma, nonostante le difficoltà, resta una meta irrinunciabile.

Aruba, chiamata, non a caso l’Isola felice, non è una destinazione di fuga solo per naturalisti perché offre davvero ogni tipo di divertimento e la possibilità di praticare surf, kitesurf o windusrf, snorkeling, parasaling, immersioni, pesca d’altura così, anche i turisti più esigenti, avranno solo l’imbarazzo della scelta (imperdibile una
corsa in spiaggia su piccoli trattori).
A Oranjestad, Fort Zoutman, è il più antico edificio risalente al 1798 e fu edificato per proteggere la città dai pirati mentre la Torre Willem III fu costruita nel 1868. Il Museo Storico, posizionato tra i due edifici, ospita una mostra permanente che illustra i principali eventi della storia dell’isola e mostre temporanee a tema, mentre il modernissimo Museo Archeologico ha sede nel complesso Ecury.
Gli edifici storici sono restaurati in colori pastello, come a esempio il verde “stadhuis” che ospita il Municipio oltre che sede per i matrimoni civili; tutti si trovano sulla via principale.

Un discorso a parte per il periodo del Carnevale che evidenzia il radicamento di influenze latine, europee e amerinde in un variopinto caleidoscopio culturale dove, una popolazione gentile e accogliente, diventa affascinante. Durante i festeggiamenti i ballerini indossano autentici gioielli di sartoria, i copricapo hanno forme sfarzose e le sfilate sorprendono per i gruppi carnevaleschi mascherati a tema con carri e band musicali.

Non mancano casinò e negozi delle magiiori griffe, ma sono pronta a scommettere che chiunque, appena l’aereo si stacca dall’asfalto del Queen Beatrix, non inizi già a rimpiangere le nuotate in quelle acque cristalline e i pisolini sull’amaca a riva o i fenicotteri rosa (che scelgono per la riproduzione Renaissance Island, una lunga e

strettissima lingua di terra a pochi minuti di barca da Aruba) molto incuriositi dalle ciabatte sulla battigia.
Didascalie immagini
- Un ‘fofoti’, albero piegato dal vento, divenuto simbolo di Aruba (© 2016 Cinzia Colzi)
- Una spiaggia non attrezzata e deserta di sabbia bianchissima (© 2016 Cinzia Colzi)
- Parco Arikok, mappa (fonte)
- Aruba coltivazione aloe (© 2016 Cinzia Colzi)
- Scatto all’interno del Arikok National Park (© 2016 Cinzia Colzi)
- La civetta delle tane (Shoco)
courtesy Arikok National Park
(fonte) - Uno scatto bagnato dalle onde della ‘piscina’ del Parco Arikok (© 2016 Cinzia Colzi)
- Una suggestiva immagine della piscina’ del Parco Arikok… quando il mare è calmo!
courtesy Aruba Tourism Authority
(© 2016 Aruba Tourism Authority) - Corse su piccoli trattori in una delle tante spiagge di Aruba (© 2016 Cinzia Colzi)
- Fort Zoutman, il più antico edificio (© 2016 Cinzia Colz)
- Oranjestad, uno scatto senza turisti (© 2016 Cinzia Colzi)
- Il casinò di Oranjestad (© 2016 Cinzia Colzi)
- Fenicotteri a riva nell’isolotto di Renaissance a pochi minuti di barca da Aruba (© 2016 Cinzia Colzi)
In copertina:
Un panorama all’interno del Parco Arikok (© 2016 Cinzia Colzi)