Appena chiusi i battenti sulla 73ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si evidenzia un comune denominatore nel verdetto delle varie giurie – quella presieduta da Sam Mendes per il concorso principale, quella della sezione Orizzonti guidata da Kim Rossi Stuart e quella di Venezia Classici che ha visto al timone Roberto Andò – l’emergere prevalente di opere che raccontano forti contrasti sociali, portatrici perciò di un messaggio estremamente politico.
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Il Leone d’Oro 2016 è stato assegnato al fluviale Ang Babaeng Humayo del filippino Lav Diaz, ispirato nell’incipit da un racconto di Lev Tolstoj il film racconta la storia di Hortencia, una donna rilasciata dal carcere dopo aver scontato trent’anni per un omicidio mai commesso.
Riconquistata la libertà la donna troverà il suo mondo cancellato, il marito defunto e la figlia scomparsa chissà dove, ma ciò che impera immutabile a ogni passare del tempo è l’ineguaglianza sociale della popolazione, divisa tra la ricchezza di un’esigua minoranza e lo stato di estrema povertà in cui annaspa la maggioranza.
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Ancora più forte l’appello politico del portoghese Nuno Lopes miglior interprete maschile nella sezione Orizzonti per São Jorge di Marco Martins, storia di un pugile a Lisbona nel 2011 assunto da un’agenzia di recupero crediti, costretto ad azioni lecite sul piano legale ma riprovevoli su quello morale; ambientato nel momento più duro della crisi economica in Portogallo, il film è una metafora molto critica verso l’austerità imposta dalla Comunità Europea.
Come già Ken Loach trionfando a Cannes aveva gridato dal podio che un’altra Europa è possibile, anche Nuno Lopes ha invocato un’idea forse utopica d’uguaglianza concludendo il suo ringraziamento con le parole: “Sono un attore e i sogni sono il mio mestiere”.
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Ex equo il Leone d’Argento alla miglior regia del concorso principale assegnato a Amat Escalante per il suo La región salvaje, che attraverso un pericoloso triangolo amoroso mostra la violenta crudeltà della società messicana, e al russo Andrei Konchalovsky che ha ringraziato in perfetto italiano; il suo raffinato Paradise, rende omaggio a tutte le donne dell’Unione Sovietica che durante il secondo conflitto mondiale hanno messo a repentaglio la propria vita per dare riparo e salvezza a ebrei braccati dai nazisti del Terzo Reich.
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Al centro di un ritorno alle proprie origini anche il personaggio interpretato da Oscar Martínez in El ciudadano ilustre di Mariano Cohn & Gastón Duprat, Coppa Volpi alla miglior interpretazione maschile; un premio Nobel torna in Argentina dopo molti anni, per constatare come i motivi che l’hanno fatto partire siano ancora tutti lì dove li aveva lasciati.
Le migliori interpretazioni femminili: nel concorso principale Emma Stone per il film d’apertura della Mostra La La Land di Damien Chazelle, nella sezione Orizzonti – che ha assegnato due premi agli attori anziché uno soltanto come nelle passate edizioni – la spagnola Ruth Diaz per il drammatico Tarde para la ira di Raúl Arèvalo.
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Il Gran Premio della Giuria è stato assegnato a Tom Ford – che ha ringraziato anche lui in italiano – per il suo Nocturnal animals, opera seconda dello stilista americano dopo lo straordinario esordio cinematografico sette anni fa con il sublime A single man.
Il cinema italiano si è portato a casa il premio Orizzonti al miglior film assegnato al documentario Liberami dell’antropologa Federica Di Giacomo, un’indagine che segue gli esorcisti in attività nella diocesi di Palermo. Un fenomeno quello delle possessioni in crescita in tutta Italia, a Milano si sono visti costretti a raddoppiare i sacerdoti attivi sul campo e ad aprire un call center, per cui gli stessi prelati s’interrogano sul labile confine tra possessione e disagio psichico.
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Italiano anche il film premiato per il Miglior restauro nella sezione Venezia Classici, Break up – l’uomo dei cinque palloni (1965) di Marco Ferreri, un film invisibile in Italia interpretato da Marcello Mastroianni, Catherine Spaak e Ugo Tognazzi che speriamo torni presto disponibile anche grazie a questa vittoria.
Ma oltre a bellissimi film messi in luce dai premi assegnati, come il turco Koca Dünya di Reha Erdem premio speciale della Giuria Orizzonti o quello del concorso principale all’apocalittico The bad batch di Ana Lily Amirpour, molte le opere interessanti che dalla rassegna veneziana iniziano il loro viaggio nel mondo e che ci auguriamo possano avere presto diffusione nelle sale italiane.
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Voyage of time di Terrence Malick, una sinfonia visiva sulla storia millenaria del pianeta Terra nello stile filosofico e mistico dell’autore di The tree of life.
Arrival del canadese Denis Villeneuve, un film che adotta i canoni della fantascienza per interrogarsi su questioni esoteriche, con una studiosa di lingue arcaiche interpretata da Amy Adams chiamata a decifrare un linguaggio alieno.
Hacksaw Ridge, ritorno alla regia di Mel Gibson presentato fuori concorso, storia vera di un obiettore di coscienza che durante la seconda guerra mondiale riuscì a salvare settantacinque uomini senza sparare mai un colpo.
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Degni di nota anche diversi titoli del genere documentario che spesso hanno maggiori difficoltà a raggiungere gli schermi: Austerlitz di Sergei Loznitsa che s’interroga sul perché milioni di persone vadano in visita sui luoghi dell’Olocausto, Dawson City – frozen time di Bill Morrison che mostra con immagini dell’epoca la corsa all’oro nel Klondike alla fine del XIX secolo, Ku qian di Wang Bing che segue dei migranti cinesi trasferiti in una città ad alta espansione con le loro speranze infrante contro la dura realtà.
A seguire come di consueto l’elenco completo dei vincitori.
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I premi della 73ª Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia 2016

  • Leone d’Oro: Ang babaeng humayo (Filippine) di Lav Diaz
  • Leone d’Argento Gran Premio della Giuria: Nocturnal animals (USA) di Tom Ford
  • Leone d’Argento alla miglior regia: Amat Escalante per La región salvaje (Messico/Danimarca/Francia/Germania/Norvegia)
  • Leone d’Argento alla miglior regia: Andrei Konchalovsky per Paradise (Russia/Germania)
  • Premio Speciale della Giuria: The bad batch (USA) di Ana Lily Amirpour
  • Coppa Volpi alla miglior interpretazione femminile: Emma Stone per La La Land (USA) di Damien Chazelle
  • Coppa Volpi alla miglior interpretazione maschile: Oscar Martínez per El ciudadano ilustre (Argentina/Spagna) di Mariano Cohn & Gastón Duprat

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  • Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore/attrice emergente: Paula Beer per Frantz (Francia/Germania) di Francois Ozon
  • Premio alla miglior sceneggiatura: Noah Oppenhaim per  Jackie (USA/Cile) di Pablo Larrain
  • Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima (Luigi De Laurentis): Akher Wahed Fina – The last of us (Tunisia/Qatar/UAE/Libano) di Ala Eddine Slim
  • Premio Orizzonti al miglior film: Liberami (Italia) di Federica Di Giacomo
  • Premio Orizzonti alla miglior regia: Fien Troch per Home (Belgio)
  • Premio Orizzonti alla miglior sceneggiatura: Ku Qian (Hong Kong/Francia) di Wang Bing
  • Premio Speciale della Giuria Orizzonti: Koca Dünya (Turchia) di Reha Erdem

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  • Premio Speciale Orizzonti per la miglior interpretazione maschile: Nuno Lopes per São Jorge (Portogallo/Francia) di Marco Martins
  • Premio Speciale Orizzonti per la miglior interpretazione femminile: Ruth Diaz per Tarde para la ira (Spagna) di Raúl Arèvalo
  • Premio Orizzonti al miglior cortometraggio: La voz perdida (Paraguay/Venezuela/Cuba) di Marcelo Martinessi
  • Premio Venezia Classici al miglior documentario sul cinema: Le concours (Francia) di Claire Simon
  • Premio Venezia Classici al miglior classico restaurato: Break up – l’uomo dei cinque palloni (Italia/Francia, 1965) di Marco Ferreri
  • Leone d’Oro alla carriera: Jean-Paul Belmondo
  • Leone d’Oro alla carriera:  Jerzy Skolimowski

Didascalie immagini

  1. La La Land (USA) di Damien Chazelle / White sun (Nepal/USA/Qatar/Olanda) di Deepak Rauniyar / The light between oceans (USA/Australia/Nuova Zelanda) di Derek Cianfrance / Malaria (Iran) di Parviz Shahbaz
  2. Lav Diaz con il Leone d’Oro per il suo Ang Babaeng Humayo (Filippine)
  3. Nuno Lopes miglior attore sezione Orizzonti per São Jorge (Portogallo/Francia) di Marco Martins
  4. Ex equo per la miglior regia: Paradise (Russia/Germania) di Andrei Konchalovsky e Amat Escalante per La región salvaje (Messico/Danimarca/Francia/Germania/Norvegia)
  5. Coppa Volpi alla migliore interpretazione maschile per Oscar Martínez in El ciudadano ilustre (Argentina/Spagna) di Mariano Cohn & Gastón Duprat / Miglior attrice sezione Orizzonti a Ruth Diaz in Tarde para la ira (Spagna) di Raúl Arèvalo
  6. Tom Ford con il Gran Premio della Giuria per il suo Nocturnal animals (USA) / Miglior film sezione Orizzonti il documentario di Federica Di Giacomo Liberami
  7. Premio Speciale della Giuria Orizzonti a Koca Dünya (Turchia) di Reha Erdem / Un’immagine di The bad batch di Ana Lily Amirpour, Premio Speciale della Giuria
  8. Voyage of time (USA/Germania) di Terrence Malick / Hacksaw Ridge (USA/Australia) di Mel Gibson / Arrival (USA) di Denis Villeneuve
  9. Dawson city – frozen time (USA) di Bill Morrison / Spira Mirabilis (Italia/Svizzera) di Massimo D’Anolfi & Martina Parenti
  10. Natalie Portman in Jackie (USA/Cile) di Pablo Larrain / Réparer les vivants (Francia/Belgio) di Katell Quillévéré / Boys in the trees (Australia) di Nicholas Verso / Gantz O (Giappone) di Yasushi Kawamura
  11. On the milky road (Serbia/Gran Bretagna/USA) di Emir Kusturica / La La Land (USA) di Damien Chazelle / Une vie (Francia/Belgio) di Stéphane Brizé

In copertina:
Il cineasta filippino Lav Diaz con il Leone d’Oro della 73ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2016 (fonte)