Sciacca è una delle cittadine della costa meridionale della Sicilia che si trova lungo la strada archeologica tra Selinunte e Agrigento. E’ una piacevole cittadina, che oltre alla pittoresca posizione e alle bellezze naturali, vanta un importante patrimonio storico-artistico e monumentale. Insieme ad altre cittadine siciliane palesa il contrasto tra lo splendore del territorio e del patrimonio artistico e architettonico con il degrado legato alla speculazione edilizia.
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La città, fu fondata nel VII sec. a.C. dai Selinuntini, che ne fecero la loro stazione termale, ha subito l’influsso di diversi popoli (Greci, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni, Spagnoli) che hanno lasciato significative tracce del loro passaggio nelle strutture architettoniche che disseminano la città.

Sembra che il primo nucleo di popolazione in età protostorica abbia avuto sede nel luogo compreso tra la attuale via Figuli e la contrada Muciare, presso la foce del torrente Bagni, dove ai giorni nostri sorge il Borgo dei Figuli, sia per la presenza delle vaste cave di ottima argilla che ancora oggi danno vita a una delle più importanti industrie della città, sia per la presenza delle sorgenti termali dalle quali deriva l’antico nome della città, Therma, datole dai greci, e forse, anche il moderno, Sciacca, sia che questo derivi dal latino ex aqua, come ritiene qualcuno, sia che derivi dall’arabo syac (bagno), come ha cercato di spiegare qualche altro.

Gli studiosi che si sono occupati della etimologia del toponimo SCIACCA, anche se con diverse motivazioni, in genere concordano nel ritenere che esso sia di origine araba. E’ invece, ancora controverso il significato etimologico.
A parte il vero significato etimologico del toponimo Sciacca, è importante notare che esso riprende quello di una località situata sulla costa del libano (antica Fenicia), chiamata Shakka, in ricordo di quella località dalla quale forse provenivano.
Il toponimo SHAQQA si trova anche in Siria. In Egitto, quasi ai confine con la Marmarica, c’è una località che si chiama BIR ESHSHAQQA.
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Distrutta Selinunte, nel 409 a.C. da parte dei cartaginesi, i superstiti cercano rifugio ad Agrigento e a Sciacca. Dopo la prima guerra punica (264-241 a.C.) la Sicilia passò sotto il dominio di Roma, in quel periodo a Sciacca si formò la più importante stazione postale dell’isola e dal porto partivano continuamente navi cariche di grano per rifornire tutto l’impero. Sciacca subì dei tentativi di invasioni barbariche, respinti dai generali sotto Giustiniano, la Sicilia, ormai libera, passò sotto l’impero Bizantino. Dopo tre secoli di dominio bizantino la Sicilia passa, dopo una lunga guerra tra musulmani e bizantini, sotto il dominio arabo e seguì quello normanno. In questi due periodi Sciacca vede crescere un grande livello commerciale e la costruzione di palazzi, monumenti, piazze, chiese e le prime mura che racchiudevano tutta la città contro gli attacchi esterni. Seguì un periodo Svevo; poi scoppiata la guerra del Vespro seguì un periodo Angioino, un periodo Aragonese e poi la dominazione Spagnola. In questo periodo avvenne il “caso di Sciacca”. Si trattò di una secolare disputa (tra il 1400 e il 1529) che vedeva in contrasto la famiglia dei Luna (Catalana) e quella dei Perollo (Normanna) in conflitto per un amore segreto di Giovanni Perollo per Margherita sposata con Don Artale Luna ma, ovviamente anche per interessi politici ed economici. Un violento attacco da parte di Sigismondo Luna che uccise Giacomo Perollo e gran parte dei suoi fedeli vide la risoluzione del “caso di Sciacca”. Dopo la dominazione spagnola vi fu la volta del regno dei borboni. Il 13 maggio del 1860 a Sciacca arrivò la notizia dello sbarco dei Mille da parte di Garibaldi a Marsala, vi fu una grande manifestazione in tutta la città e molti giovani saccensi partivano in aiuto a Garibaldi, cadeva così il regno dei borboni e si ebbe la proclamazione del Regno D’Italia. Nel 1875 grazie alla scoperta di banchi di corallo Sciacca vedeva potenziare la sua economia. Si risentirono molto le guerre mondiali come d’altronde tutte le città italiane, poi migliorò di passo fino ad oggi, mettendosi sempre in avanguardia in campo socio-economico-culturale.
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Le tracce del passaggio di tante culture e popoli rimangono ancora indelebili nel tessuto urbano della città e nell’architettura dei sui palazzi. L’iniziativa del comune di chiudere al traffico il centro storico della cittadina dopo le 19.00 è un primo segnale e tentativo di tutela del centro storico. Opere di manutenzione hanno interessato alcune strade del centro storico, permettendo di conservare la loro integrità, poche chiese e palazzi sono stati interessati da interventi di manutenzione e restauro (oltre il Duomo forse nessun latra in modo significativo).

La cultura e l’attaccamento alle tradizioni popolari sono una delle maggiori risorse di queste cittadine siciliane, come pure Sciacca, dalle quali potrebbero trovare le motivazioni per recuperare il territorio. la Tra le tradizioni locali il culto locale della Madonna del Soccorso è il più significativo e il più sentito. Culto antichissimo iniziato nel secolo XV, la festa della Madonna del Soccorso ancora oggi richiama ogni anno molti pellegrini. La Madonna del Soccorso, la cui statua è oggi conservata nel Duomo di Sciacca, è la patrona della cittadina e viene celebrata tutti gli anni ben due volte all’anno: il 2 febbraio e il 15 agosto. I cenni storici riportano che la statua della Madonna fu ritrovata al largo il 1 febbraio 1626 ed il giorno seguente fu portata dai marinai in processione per le strade della città, da qui il privilegio di cui ancora gode la categoria di portare il simulacro in processione.
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Nel 1625 la popolazione saccense fu duramente colpita da una pestilenza. La leggenda narra che si decise allora di invocare la Vergine del soccorso e che l’intera popolazione iniziò un pellegrinaggio alla Chiesa Madre. Fu poi la volta dei marinai che, a piedi scalzi, portarono in processione la statua della Madonna ritrovata in mare. Durante la processione avvenne un fatto straordinario: quando i marinai giunsero nell’area della piccola Maestranza cadde improvviso un fulmine e dalla statua della Madonna si levò una nuvola di fumo che debellò la pestilenza dalla città e guarì la popolazione saccense dalla peste.
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Da allora, in ricordo del miracolo, la statua – ornata di gioielli in oro, argento e corallo – viene portata in processione a spalla e a piedi scalzi dai marinai saccensi e la cosiddetta “Fumata” – una nube di incenso – rievoca il miracolo della liberazione ad opera della Santa Patrona.

Didascalie immagini

  1. (sopra)Vista della cittadina di Sciacca dal versante est. Le mura normanne e il Castello Vecchio con alle pendici della collina le edificazioni recenti. (sotto) Vista dal porto (© foto Cristiano Riminesi)
  2. Scorci del centro storico di Sciacca. (sx alto) Palazzo Steripinto, esempio di arte plateresca in Sicilia del tardo Gotico Rinascimentale; (sx basso) Palazzo Tagliavia di San Giacomo; (dx) Chiesa del Collegio (© foto Cristiano Riminesi)
  3. Scorci del centro storico di Sciacca. (sopra) Palazzo arone tagliavia; (sotto: sx alto) Palazzo storico; (sotto: sx basso) Chiesa del Carmine; (sottto a destra) Porta S. Salvatore (© foto Cristiano Riminesi)
  4. Duomo di Maria S.S. del Soccorso (fonte)
  5. Rievocazione del miracolo della liberazione dalla peste della popolazione di Sciacca (1625) (fonte)

In copertina:
Rievocazione del miracolo della liberazione dalla peste della popolazione di Sciacca (1625), particolare (fonte)

Riferimenti
Cantone, Salvatore. 1982. Sciacca terme : guida turistica della città e dei suoi dintorni.
Edizioni Kronion, Sciacca.