Ho pensato a lungo al libro che potesse accompagnarvi per tutto il mese di agosto…sarebbe stato meglio suggerirvi un best seller o uno dei titoli premiati quest’anno? Riscoprire un classico (quanti ce ne sarebbero da suggerirvi, ma in questo vi lascio scegliere da soli, di innamorarvi perdutamente di un libro e di un autore per conto vostro) o parlarvi di un outsider? E ancora, qualcosa di leggero, da portarsi in spiaggia e leggere senza nemmeno troppa concentrazione, tra un bagno e una granita, o un mattone storico-cultural-filosofico? Niente di tutto questo, ho deciso alla fine: l’estate è la stagione dei viaggi, e allora viaggiamo anche con i libri.
Ad accompagnarci in questo viaggio è Cesare de Seta, professore emerito di storia dell’architettura a Napoli, che nel suo libro L’arte del viaggio. Città, paesaggi e divagazioni tra passato e futuro (Rizzoli) parte da una considerazione che tutti, visitando magari una capitale europea, hanno fatto almeno una volta: “Sto a Parigi mi dico, non a Londra: o viceversa. Tuttavia le migliaia di dettagli, le centinaia di elementi che fanno diversa una città dall’altra si stanno paurosamente assottigliando: negli ultimi decenni in ogni città, soprattutto in quelle medio-grandi per non dire delle metropoli e delle megalopoli, la trasformazione ha raggiunto una tale intensità e un ritmo mai conosciuti in una storia di millenni. Un forsennato rinnovo urbano tende ad appiattire le singole identità, sicché passando per la periferia di Madrid può capitare di pensare alle borgate che assediano Roma, o attraversando talune aree di Londra si fatica a distinguerle da quelle di Francoforte o Singapore”. Il viaggio che l’autore ci propone è quindi volto a capire quale sia il futuro che attende le nostre città, partendo però dal suo passato: ecco quindi che de Seta ci conduce nella Milano medievale, “tutta in mattoni, di legno e di pietra” arrivando al nuovo campus della Bocconi, oppure – passando per Venezia e Bologna – in quella Roma in cui “negli ultimi anni ha dominato una paralizzante inettitudine”, e poi ancora da Vienna al Belgio, da New York fino a Brasilia, da Parigi a Barcellona. Un viaggio dotto, interessante, divertente, disincantato, che ci porta a scoprire le radici delle città in cui viviamo, scevro da sentimentalismi o previsioni catastrofiche, ed un compagno di viaggio ideale, che ci racconta anche di noi stessi, perché, come dice lo stesso autore, “guardando una città si finisce per guardare in se stessi”. Fateci caso, qualunque sia la città meta delle vostre vacanze: anche se siete lì per la prima volta, quella città vi parlerà di voi.
Didascalie immagini
- Cesare de Seta
L’arte del viaggio. Città, paesaggi e divagazioni tra passato e futuro (copertina del volume)
In copertina:
Cesare de Seta
L’arte del viaggio. Città, paesaggi e divagazioni tra passato e futuro (particolare copertina del volume)
Cesare de Seta
L’arte del viaggio. Città, paesaggi e divagazioni tra passato e futuro
pp. 544