Al nuovo Egizio è “dinamismo” la parola con cui preferiscono definire l’operato di un museo che, dal 1° Aprile 2015, ha intrapreso un cammino di ricerca, apertura al dialogo e collaborazione con le maggiori istituzioni culturali internazionali. Lo dimostra anche il successo di critica e pubblico per la mostra “Il Nilo a Pompei. Visioni d’Egitto nel mondo romano” già visitata da oltre 120.000 persone e quindi prorogata di un mese.

Si tratta della prima mostra organizzata dal rinnovato Museo Egizio ed è interamente dedicata all’incontro tra la cultura romana e quella dell’Antico Egitto. Realizzata in collaborazione con la Soprintendenza Pompei e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, riunisce reperti provenienti da musei italiani ed europei, raccontando il forte fascino che il mondo egizio, con la sua storia millenaria, ha esercitato per secoli sulle civiltà mediterranee.

Seguendo le tappe della diffusione di culti e elementi culturali dall’Egitto in Occidente, oltre trecento reperti, conducono il visitatore in viaggio alla scoperta di realtà non immaginabili. Infatti, dopo una sezione introduttiva sulla prima ricezione dell’Egitto in Grecia e in Italia, si evoca il ruolo centrale di Iside e Osiride nella religione egizia, per passare poi alla rilettura ellenistica di queste divinità all’epoca dei faraoni greco-macedoni e alla conseguente diffusione dei culti detti “isiaci” in Occidente, soffermandosi su tali importanti testimonianze nei siti campani di Pozzuoli, Cuma e Benevento.

Il nucleo centrale della mostra presenta reperti provenienti dalle città sepolte dall’eruzione del 79 d.C., Pompei e Ercolano; queste, oltre a ospitare santuari di Iside, ci hanno restituito una ricca documentazione della diffusione di un immaginario ispirato all’Egitto anche al di fuori di contesti strettamente religiosi. Il percorso si conclude con i bronzi riferibili al culto di Iside portati alla luce nel sito archeologico di Industria, nell’attuale provincia di Torino.

Se negli ultimi decenni il tema della ricezione della cultura egiziana nell’Italia romana è stato sviluppato in varie sedi museali italiane, la mostra affronta il tema da un’angolazione diversa in quanto sono le antichità pompeiane, di soggetto egizio, a divenire “esotiche”. I curatori, da egittologi, offrono le opere a una diversa osservazione e pongono altre domande per un approccio “contrastivo”.

Sensibilità che fa dialogare i reperti egizi di epoca faraonica del Museo di Torino con le riletture di soggetti egiziani di epoca ellenistica romana, a partire da Alessandria d’Egitto fino alle case e ai luoghi di culto pompeiani. Incontro fra culture che furono tanto radicalmente diverse quanto intimamente e storicamente legate.

Quello che affascina maggiormente è lo stimolo a una riflessione sulle problematiche di “ibridazione culturale”, misurando e visualizzando continuità e discontinuità, riduzioni e rielaborazioni.

Per il visitatore diventa facile seguire le tappe della trasformazione di Iside in divinità del pantheon romano e l’”invenzione” di Serapide a partire da Osiride-Api, le stele a orecchie con iscrizione latina a fianco con i loro antenati di un millennio e mezzo più antichi, sfingi greche accanto a sfingi egiziane.

E ancora, un bracciale d’oro serpentiforme – portato da una maschera di mummia egizioromana – ricomparire nella Casa del Fauno a Pompei e nel dipinto ottocentesco Morte di Cleopatra di Ghislenti a dimostrazione delle diverse declinazioni di uno stesso tema o soggetto a cui se ne contrappone uno “sintagmatico” focalizzante sul contesto del reperto (ricostruito, dove opportuno, tramite adeguati supporti grafici o video) e le sue associazioni archeologiche con altri reperti e, pertanto, la funzione d’origine.

Sono così ricostruiti i contesti urbani pompeiani della prima età imperiale che presentano una selezione con affreschi e arredi del tempio di Iside. Gli splendidi affreschi del triclinio estivo della Casa del Bracciale d’Oro, dell’ambiente con i suoi giochi d’acqua, e l’arredo scultoreo della Casa di Octavius Quartio, entrambe oggetto di una sofisticata ricostruzione video tridimensionale animata a cura dell’IBAM del CNR di Catania.
Didascalie immagini
- Uno scatto durante l’anteprima stampa della mostra ‘Il Nilo a Pompei’
- Uno scatto durante l’anteprima stampa della mostra ‘Il Nilo a Pompei’
- Uno scatto durante l’anteprima stampa della mostra ‘Il Nilo a Pompei’
- Uno scatto durante l’anteprima stampa della mostra ‘Il Nilo a Pompei’
- Uno scatto durante l’anteprima stampa della mostra ‘Il Nilo a Pompei’
- Uno scatto durante l’anteprima stampa della mostra ‘Il Nilo a Pompei’
- Uno scatto durante l’anteprima stampa della mostra ‘Il Nilo a Pompei’
- Uno scatto durante l’anteprima stampa della mostra ‘Il Nilo a Pompei’
- Uno scatto durante l’anteprima stampa della mostra ‘Il Nilo a Pompei’
In copertina:
Il nilo a pompei-copertina
Foto: © CInzia Colzi in esclusiva per Arte e Arti
Prorogata al 2 ottobre 2016
Enti Promotori
Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino
Soprintendenza Pompei
MANN, Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Comitato scientifico
Paolo Giulierini, Christian Greco, Massimo Osanna
Curatori della mostra
Alessia Fassone, Christian Greco, Federico Poole con la
collaborazione di Eva Mol
Enti prestatori
Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Soprintendenza Pompei
Museo Archeologico dei Campi Flegrei, Museo del Sannio –
Benevento
Museo di Santa Scolastica – Bari
Museo Archeologico di Sibaritide – Sibari
Museo di Capodimonte – Napoli
Museo Ostiense, Ostia Antica – Roma
Museo di Antichità – Torino
Museo Archeologico di Firenze
Monastero di Santa Giulia – Brescia
Kunsthistorisches Museum – Vienna
Badisches Landesmuseum – Karlsruhe
Staatliche Antikensammlungen und Glyptothek – Monaco
Museum Agyptischer Kunst – Monaco
Musei Vaticani – Città del Vaticano
Archivio di Stato di Torino
Dove e quando
- Fino al: – 02 October, 2016