Dopo 3 anni di intensi lavori, il Museo degli Innocenti ha riaperto le porte alla città. Ed ha scelto di farlo in un giorno speciale, il 24 giugno, dedicato a San Giovanni, patrono di Firenze, omaggiando i suoi visitatori con un ingresso gratuito.
Attraverso 4.900 mq di percorso espositivo, il Museo racconta la storia dell’Istituto dal momento della sua nascita, nel Quattrocento, fino ad oggi, con un approccio multidisciplinare che vuole coniugare passato, presente e futuro.

Nel 2008 è stato indetto un concorso internazionale di progettazione al quale hanno partecipato 43 studi, fra cui sono stati selezionati 10 soggetti che hanno poi prodotto altrettanti progetti.Obiettivo fondamentale consisteva nel presentare le opere nel loro contesto originario, restituendo l’antico splendore all’edificio e al tempo stesso sviluppando un ambiente educativo ed accogliente, attento alle esigenze dei bambini e delle loro famiglie, con soluzioni innovative volte a superare le barriere architettoniche, ma che non snaturassero l’architettura quattrocentesca. Un mix di tradizione e innovazione, dunque, che si è concretizzato, con il sostegno di istituzioni sia pubbliche che private, con il progetto vincitore, messo a punto da un gruppo di architetti guidati da Ipostudio (Milano), incaricato della effettiva realizzazione.

Nonostante il trascorrere del tempo e le sue modifiche strutturali, la missione degli Innocenti è rimasta inalterata nei secoli, così come invariati sono rimasti i suoi obiettivi: la protezione, la tutela e la promozione della cultura dei diritti dell’infanzia, in un contesto in cui i bambini potessero crescere ed essere educati al meglio.
Come sostiene Alessandra Maggi, Presidente dell’Istituto degli Innocenti, fin dalla sua origine, accoglienza e bellezza sono sempre stati e ancora oggi a seguito della riapertura costituiscono i punti cardini dell’ente.
Il risultato è una fusione di passato e presente che trasporta il visitatore indietro nel tempo ma in modo aggiornato, raccontando molti contenuti in maniera multimediale, attraverso filmati e immagini, voci e suoni.
Da Piazza Santissima Annunziata, si arriva fino al cuore dell’Istituto, dove gli spazi architettonici presentano memoria documentaria e opere d’arte immerse nel loro contesto storico e urbano.
Il visitatore può costruire un percorso personalizzato in base ai suoi interessi. Esistono infatti tre itinerari tematici distinti: storia, architettura, arte, che danno vita ad un racconto unitario della storia dell’Istituto dalla sua nascita fino ai nostri giorni.

La visita al Museo inizia con il Percorso Storia, che racconta la storia dell’istituzione, legata alle vicende generali degli enti assistenziali in Italia, e la vita quotidiana all’interno dell’Istituto dal 1419 al 1900. Quello degli Innocenti è un luogo eccezionale, il primo dedicato unicamente all’assistenza dei bambini abbandonati. Attraverso un contenuto multimediale, viene raccontata anche l’evoluzione del complesso monumentale, che permette di scoprire tutte le modifiche strutturali che l’architettura ha subito.Un racconto per immagini, soprattutto opere d’arte, spiega la storia dell’Istituzione durante tutta la sua vita di accoglienza, dal 1445, anno in cui lo ‘Spedale’ inizia ufficialmente ad essere operativo, fino al 1875, quando cessa l’abbandono anonimo dei bambini.Il percorso narra poi la vita quotidiana che si svolgeva in questi ambienti, dei bambini come di nocentine e nocentini, che si occupavano di loro. Vengono delineate le forme di assistenza comuni a tutti i bambini – il momento dell’abbandono, l’allattamento di “pronto soccorso” delle balie di casa, l’affidamento a balie esterne fino ad arrivare allo svezzamento; e ancora i percorsi di vita di 60 bambini accolti dall’ente, che è stato possibile ricostruire grazie al prezioso archivio documentario qui custodito. 4 schermi touch restituiscono le biografie di questi trovatelli, da Agata Smeralda, la prima bambina arrivata agli Innocenti il 5 febbraio 1445, fino ad Ultimo Lasciati, ultimo, per l’appunto, accolto prima della chiusura della finestra ferrata la notte del 29 giugno 1875.

In un’atmosfera intima e raccolta, un’apposita sala raccoglie 140 piccole teche che sarà il visitatore stesso ad aprire, se vorrà. All’esterno recano nome e data di abbandono dei neonati e all’interno custodiscono commoventi testimonianze di vita, che il nuovo allestimento ha saputo valorizzare con rispetto e delicatezza. Si tratta di oggetti di per sé poveri, ma ricchi di significato, come piccole medaglie spezzate a metà che le madri lasciavano tra le fasce dei bambini che avrebbero abbandonato, per permettere, chissà, un eventuale riconoscimento in futuro.
Il percorso storico si conclude con l’ultimo quarto dell’Ottocento (1875-1900. Da Ospedale a brefotrofio), che racconta la modernizzazione dell’Istituto dopo la chiusura della finestra ferrata, documentate dalla campagna fotografica realizzata nel 1900 per presentare l’istituzione all’Esposizione Universale di Parigi del 1900. Riemergono dal passato volti e spazi degli Innocenti attraverso due installazioni e album digitali.Nell’autunno di quest’anno la sezione sarà completata con la storia più recente dell’istituzione, che racconta come il brefotrofio di inizio Novecento è diventato l’attuale Istituto degli Innocenti.

La seconda proposta di visita riguarda il complesso strutturale. Il Percorso Architettura racconta l’evoluzione del complesso monumentale da Brunelleschi fino al 1900 e comprende i luoghi principali dell’Istituto, dove si svolgeva la vita quotidiana di nocentini, nocentine e dei moltissimi bambini che affollavano questi spazi, a partire dal loggiato e il cortile di ingresso detto ‘degli uomini’.
Era il 1419, infatti, quando Filippo Brunelleschi iniziava la costruzione del loggiato di facciata, dei due ambienti simmetrici della chiesa e dell’abituro dei fanciulli che aveva progettato (ne seguì direttamente i lavori fino al 1427). Si trattava del primo edificio dedicato unicamente all’assistenza di bambini abbandonati, e Brunelleschi adottò un nuovo linguaggio architettonico, semplice e austero, che avrebbe dettato legge nell’architettura rinascimentale. Il loggiato si compone di colonne e arcate a tutto sesto, ispirate all’architettura classica, che ripetono lo stesso modulo e sono collegate tra loro da formule matematiche, conferendo un effetto di grande sobrietà ma anche equilibrio ed eleganza. Esso costituisce un elemento di mediazione tra l’interno dell’Istituto e Piazza della Santissima Annunziata. Una novità di impatto così dirompente che, progettata per estendersi lungo la sola facciata dell’edificio, fu in seguito adottata anche su altri due lati della piazza, dove ancora oggi sono visibili il Loggiato dei Serviti, speculare agli Innocenti, costruito nel Cinquecento, e quello che dà accesso alla Chiesa della Santissima Annunziata, completato all’inizio del Seicento. Nell’attuale accesso a via della Colonna nel Cinquecento fu aperta una grande volta per dare armonia alla piazza, e a metà Ottocento, a destra del portico fu costruita un’arcata simile a quella del voltone e una nuova campata simmetrica rispetto al lato opposto.Nel 1487 negli oculi sopra le colonne dell’istituto furono aggiunte 10 terracotte invetriate di Andrea della Robbia che rappresentano i Putti in fasce, tutti diversi tra loro, recentemente staccati dalla facciata, che fino a novembre è possibile ammirare da vicino dopo il restauro, durato un anno, operato dall’Opificio delle Pietre Dure.

Al ‘cortile degli uomini’, di ingresso, si aggiunse poco dopo quello “‘delle donne’, completato nel 1439 Francesco del Lama al fine di creare spazi distinti per maschi e femmine. Qui vivevano le donne che lavoravano per lo ‘Spedale’, i neonati appena arrivati e le ‘balie di casa’ che li accudivano in attesa che fossero mandati in campagna dalla balia cui erano stati assegnati.
Per dotare l’Istituto di uno stenditoio in cui asciugare i panni e le fasce dei neonati, nel 1493 fu realizzato il Verone, una terrazza coperta, usato con questo scopo fino al 1895, quando fu costruito un nuovo stenditoio e la terrazza divenne un luogo di svago per le balie e i bambini. Negli anni ’60 del Novecento i lavori di ristrutturazione portarono alla demolizione dello scalone di accesso alla terrazza, rendendola non più accessibile. I lavori di restauro di questi ultimi anni hanno permesso la riapertura del Verone, divenuto oggi caffetteria, a cui è possibile accedere anche in modo indipendente rispetto alla visita al museo, dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 19.

Gli ambienti al terzo livello dell’edificio, in passato destinati ad accogliere i bambini e le balie, ospitano oggi le opere più importanti del patrimonio dell’Istituto. E’ qui, nella Galleria, che si snoda il Percorso Arte.
Seguendo l’ordine cronologico, questa sezione espone opere pervenute tramite committente diretta, altre di provenienza ignota, insieme a donazioni ed eredità pervenute da altre istituzioni assistenziali (come l’Ospizio di Orbatello, in via della Pergola, da cui arrivano il trittico di Giovanni del Biondo, quello di Giovanni Francesco Toscani e la pala di David Ghirlandaio).
Splendida, tra le altre, la Madonna col Bambino e un angelo di Sandro Botticelli, ispirato al celebre dipinto con uguale soggetto di Filippo Lippi (oggi agli Uffizi) ed entrata nel patrimonio dell’Istituto nell’Ottocento.
Fulcro della sezione sono le tre pale da altare, che occupano un’intera sala e sono riproposte secondo l’originale posizionamento sugli altari quattrocenteschi. Sulla sinistra, la Madonna col Bambino in trono e Santi di Piero di Cosimo, al centro l’Adorazione dei Magi di Domenico Ghirlandaio, con la predella dipinta da Bartolomeo di Giovanni, e sulla destra L’Incoronazione di Neri di Bicci.
Oltre questa sala imponente e scenografica si trova il ‘Coretto delle balie’, uno spazio dedicato alla religiosità e ai luoghi di culto all’interno degli Innocenti, dove si conservano i manufatti realizzati dalle balie per motivi devozionali. Spicca la statua settecentesca di San Nicola – protettore delle fanciulle da marito, di coloro che si trovano in difficoltà e soprattutto dei bambini – donata alle giovani donne che vivevano qui.

Nel percorso museale, molta attenzione è stata dedicata al mondo dell’infanzia, sia per l’originaria funzione dell’ente, sia dal punto di vista della fruizione odierna. Se l’Istituto degli Innocenti nacque nel Quattrocento per accogliere i neonati, anche il Museo degli Innocenti di oggi è stato ideato e concepito a misura di bambino. Ad esempio, la visita propone didascalie e percorsi audioguidati, in italiano e in inglese, pensati appositamente per i più piccoli, con testi di Sara Marconi e Beniamino Sidoti, autori di libri per ragazzi. Durante il percorso, inoltre, si incontrano stimoli ed installazioni che hanno scopo ludico e al tempo stesso educativo, come “In fasce”, “La storia nella matita” o ancora “Parole e voci”. Una visita che riserva numerose sorprese e che offre un percorso tutto da scoprire.
Didascalie immagini
- Jacopino del Conte (Firenze 1510/1513 – Roma 1598) Madonna degli Innocenti, 1530-1535 circa,
tempera su tela,, cm 140×90 - Uno dei Putti in fasce (1487) di Andrea della Robbia (Firenze 1453-1525), dopo il restauro,
terracotta invetriata, diametro cm 100 circa
(Foto: Sara Bello) - Piero di Cosimo, Madonna col Bambino e i Santi Pietro, Giovanni Evangelista, Elisabetta d’Ungheria (?), Caterina d’Alessandria e angeli, 1493
tempera su tavola, cm 203×198 - Cassettine estraibili (Foto: Sara Bello)
- Il verone all’ultimo piano con la vista sulla Sinagoga di Firenze (Foto: Sara Bello)
- Sandro Botticelli (Firenze 1445-1510), Madonna col Bambino e un angelo, 1465 circa,
tempera su tavola, cm 69×64 - Una veduta della Galleria (©Museo degli Innocenti)
- Domenico Ghirlandaio (Domenico Bagordi; Firenze 1449-1494), David Ghirlandaio (David Bisordi, Firenze 1451-1523), Bartolomeo di Giovanni (documentato a Firenze dal 1488 – Firenze 1501), Adorazione dei Magi, 1488-1489
tempera e olio su tavola, cm 285×240
In copertina:
Jacopino del Conte (Firenze 1510/1513 – Roma 1598) Madonna degli Innocenti (particolare), 1530-1535 circa,
tempera su tela,, cm 140×90
Dove e quando
- Indirizzo: Istituto degli Innocenti: Piazza della Santissima Annunziata, 12 – 50122 Firenze
- Sito web