Prosegue fino a domenica 18 settembre, alla Fondazione Mast di Bologna, la mostra “Ceramica, latte, macchine e logistica – Fotografie dell’Emilia-Romagna al lavoro” curata da Urs Stahel in collaborazione con Linea di Confine, associazione con sede a Rubiera che coordina da venticinque anni indagini fotografiche e dibattiti sullo sviluppo dell’Emilia-Romagna e riprendendo il tema “La Via Emilia. Strade, viaggi, confini” che ha caratterizzato l’undicesima edizione di Fotografia Europea conclusa lo scorso 10 luglio.
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La mostra propone una riflessione sullo sviluppo economico e paesaggistico che ha interessato l’Emilia-Romagna negli ultimi decenni con Immagini che documentano nuovi impianti e sistemi produttivi ad altissimo contenuto tecnologico al posto delle “storiche” industrie e come, al paesaggio tradizionale, avanzino ke aree del terziario avanzato. Realtà non solo dell’industria meccanica e della ceramica, ma anche in quelli della produzione alimentare e, sempre più, della piccola impresa.
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Oltre alle opere dei fotografi come Lewis Baltz (Newport Beach, California,1945 – Parigi, 2014), Gabriele Basilico (Milano,1944 – 2013), Olivo Barbieri (nato nel 1954, vive e lavora a Carpi), Tim Davis (nato nel 1969, vive e lavora a New York), Paola De Pietri (nata nel 1960, vive e lavora a Reggio Emilia), Simone Donati (nato 1977, vive e lavora a Firenze), John Gossage (nato nel 1946, vive e lavora a Washington, D.C.), William Guerrieri (nato nel 1952, vive e lavora a Modena), Guido Guidi (nato nel 1941, vive e lavora a Cesena), Walter Niedermayr (nato nel 1952, vive e lavora a Bolzano), Enrico Pasquali (Bologna,1923–2004), Bas Princen (nato nel 1975, vive e lavora a Zurigo), Franco Vaccari (nato nel 1936, vive e lavora a Modena), Carlo Valsecchi (nato nel 1965, vive e lavora a Milano), Marco Zanta (nato nel 1962, vive e lavora a Treviso), concorrono a creare un racconto che rappresenta fedelmente l’evoluzione economica dell’Emilia- Romagna e la trasformazione in atto nel sistema produttivo anche alcune immagini di scena tratte dal film “Il Deserto rosso” (1964) di Michelangelo Antonioni attribuite ai fotografi di scena Sergio Strizzi ed Enrico Appetito.
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Scelta perfetta in quanto il film, ambientato tra altiforni, silos, capannoni industriali e strutture portuali, rispecchia l’alienazione dopo la seconda guerra mondiale, la lacerazione tra gli stili di vita tradizionali e l’ambiente industrializzato, anticipando, con i suoi colori e le particolari prospettive, la fotografia internazionale degli anni Settanta.
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Il Curatore sottolinea come la mostra segni proprio una tappa intermedia e “in attesa del nuovo, stila un inventario dello sviluppo economico e paesaggistico che ha interessato l’Emilia-Romagna sin dal volgere del millennio. È quasi un’istantanea della quiete prima di una probabile tempesta, anche se già oggi il perenne, quasi “implacabile” torrente di merci, in viaggio attraverso il mondo a ogni ora del giorno e della notte per nave, in aereo, su rotaia o su gomma, invade e soffoca l’autostrada che collega Milano a Bologna, poi a Roma e alle regioni meridionali.”
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Quale side event in proiezione continua, il documentario “Le radici dei sogni – L’Emilia-Romagna tra cinema e paesaggio” girato nel 2015 da Francesca Zerbetto e Dario Zanasi. Il lavoro, (73 minuti) prodotto dalla Cineteca di Bologna e MaxMan Coop, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, racconta un viaggio nei paesaggi della Regione che ha nutrito le fantasie di alcuni tra i più importanti registi del cinema italiano e internazionale.
Inoltre una esposizione di 35 volumi su Ambienti, Contesti, Realtà, dell’Emilia-Romagna, messi a disposizione da Linea di Confine, completeranno il percorso espositivo.

Didascalie immagini

  1. Guido Guidi, La fabbrica, dalla serie Gardenia Reggio Emilia 1996, Collezione Linea di Confine Rubiera (© Guido Guidi)
  2. John Gossage, Senza titolo, dalla serie “Tredici modi per perdere un treno”, 2003
  3. Una scena di ‘Deserto rosso’, 1964, di Michelangelo Antonioni
  4. Bas Princen, Senza titolo, dalla serie “Galleria Naturale”, 2007
  5. Franco Vaccari, La via Emilia è un aeroporto, 2000 (still da video)

In copertina:
Particolare di una scena di ‘Deserto rosso’, 1964, di Michelangelo Antonioni

Dove e quando

  • Fino al: – 18 September, 2016