Da quando, lontano da occhi indiscreti, sbirciavo quello delle mie amichette, ho sempre pensato che leggere un diario fosse allo stesso tempo una totale violazione dell’intimità dell’autore ed il modo migliore per conoscerlo al meglio. Dove, se non in un diario che si suppone segreto, ci si racconta senza Arnold schonberg leggere il cielo 2016filtri, senza remore, senza timori di venir giudicati? Ecco che da allora sono stata sempre affascinata dalle pubblicazioni dei diari di personaggi noti e meno noti; non poteva quindi lasciarmi indifferente la decisione de Il Saggiatore di ripubblicare i diari che Arnold Schönberg scrisse a partire dal 1912 in un libro, Leggere il cielo, accompagnato da una nuova veste critica, che ci aggiorna sugli ultimi sviluppi degli studi dedicati al compositore austriaco, padre delle musica dodecafonica e patrigno della pittura astratta, visto che si dilettava di pittura, era amico e sodale di Kandinskij ed espose anche assieme agli artisti del Cavaliere Azzurro. Diari preziosissimi, nei quali Schönberg – sottolinea Anna Maria Morazzoni, che ha curato la pubblicazione – scrive “di getto, senza schermi protettivi, neppure quelli del linguaggio, dell’elaborazione formale e stilistica”. Come detto, il compositore inizia a tenere un diario nel gennaio del 1912 (“Finalmente incominciato. Da tanto tempo l’avevo in mente. Ma non riuscivo a liberarmi dell’idea che prima avrei dovuto annotare qualcosa della mia vita passata, ciò che ricordo. Perciò ho perso dieci anni o più. Adesso però dovrebbe funzionare. Infatti, mi sono ripromesso di ingannarmi dandomi a intendere che scriverò soltanto annotazioni brevissime, per le quali si trova il tempo tutti i giorni”); attraversa così, con le sue annotazioni, un periodo cruciale della sua vita, privata o professionale (solo l’anno prima Schönberg aveva pubblicato quel Trattato di Armonia che apre la strada verso la dodecafonia) e della storia d’Europa, visto che nel 1914 il diario diventa un vero e proprio giornale di guerra, anzi un meteo di guerra, visto che le nuvole, la pioggia, il sole, le stelle diventano un pretesto per indovinare quello che da lì a poco sarebbe potuto accadere – “Atmosfera fredda glaciale, come al circo prima di un’acrobazia molto rischiosa: silenzio, tensione, niente vento; l’impressione del cielo fa è dapprima prevalentemente chiara, limpida; soltanto in seguito osservo anche una striscia di nuvole che si espande lentamente. Impressione complessiva: un’impresa ardita, iniziata in circostanze favorevoli”. Un diario, intimo, collettivo, profetico, delicato, musicale. Da leggere per parlare a quattr’occhi con i protagonisti della storia della musica contemporanea.

Didascalie immagini

  1. Arnold Schönberg, Leggere il cielo
    copertina del volume

In copertina:
Arnold Schönberg, Leggere il cielo
[particolare di copertina]

Arnold Schönberg
Leggere il cielo
pp. 166
Il Saggiatore

Dove e quando