Chi avrà avuto la bontà e la pazienza di leggere qualcuno degli articoli che in questi anni ho scritto per questa rubrìca si sarà forse accorto che quasi sempre ho parlato di “arte” per parlare di altro. Questo altro sono le parole del diritto. Parole che sono più “pese” di altre, proprio perchè spesso contenute in leggi e altri provvedimenti che hanno in qualche modo la capacità di costringerci a fare o non fare qualcosa. La finalità non troppo nascosta di questi miei interventi è stata anche quella di fare riflettere sulle parole del diritto del “passato” per cercare anche di leggere i tempi presenti. Così come non sarà sfuggito ai più che anche i “pretesti” artistici che di volta in volta vi ho proposto per finire poi a parlare di diritto, non prevedevano commenti a mostre, eventi, pubblicazioni di grande richiamo ma hanno sempre cercato di focalizzare eventi forse meno noti ma non meno, per me, importanti.
È senza dubbio il caso della mostra che vi propongo per questo mese di luglio.

Si tratta di La Fisica ad Arcetri. Dalla nascita della Regia Università alle Leggi Razziali che rimarrà visitabile presso l’Archivio Storico del Comune di Firenze a Palazzo Bastogi fino al 30 settembre prossimo, ingresso libero ma mostra chiusa ad agosto.
La mostra vuole ripercorrere quel periodo storico dal 1916 al 1938 in cui Firenze fu davvero un importante centro mondiale per lo studio della fisica. Oltre allo spostamento della sede dell’istituto di fisica da Via Gino Capponi alla famosa sede di Arcetri, dobbiamo a quel periodo la formazione di una rinomata
squadra di studiosi. Antonio Garbasso, direttore dell’istituto, oltre a volere fortemente la nuova sede fu anche quello che dette impulso al reclutamento di fisici come Racah, Occhialini, Fermi, Rasetti (per citarne solo alcuni). Nelle tre sale della mostra, oltre a quella in cui viene proiettato un documentario tematico, sono esposti foto e vari documenti di quel periodo che ben ne illustrano il fervore scientifico-culturale.
Alcuni strumenti d’epoca servono invece a fare capire al visitatore quali fossero i ferri del mestiere di quegli studiosi. Ecco allora il micro elettroscopio di Wilson del 1920 o il milliamperometro a bobina mobile usato per misurare le correnti di alimentazione dei tubi a raggi x (1920 circa) e ancora l’elettrometro di Compton per la misura del campo elettrico (1930 circa) e anche il milliamperometro trasportabile per la misura di correnti elettriche (Weston, USA inizi 900).
Ma molto interessanti e significativi sono alcuni dati che la mostra espone chiaramente sugli effetti che le leggi razziali ebbero sia in Germania che in Italia sullo sviluppo scientifico di questi Paesi. Da queste cifre, che potrete leggere direttamente alla mostra, si capisce chiaramente come quelle disposizioni impoverirono i paesi che le emanarono (si pensi solo che la Germania tra il 1901 e il 1932 su 100 premi Nobel scientifici assegnati, ne aveva vinti ben 33 – 8 grazie a scienziati ebrei – mentre dal 1933 al 1960 su 100 premi Nobel scientifici assegnati, la Germania ne vinse solo 8). In Italia le conseguenze furono non meno gravi. Non starò questa volta a commentare l’articolo 13 del R.D.L. 17 novembre 1938, n. 1728 – Provvedimenti per la difesa della razza italiana che fu lo strumento normativo che impedì a molte persone di lavorare per le amministrazioni dello Stato, ma vi propongo un estratto da un testo della dottrina giuridica di quegli anni.

L’autore – Mario Toscano – sta cercando di dare una definizione del concetto di “minoranze” nel diritto internazionale e a proposito della “razza” dice (citando nel suo testo Jean Lucien Brun): “Fondata sulla somiglianza dei caratteri fisiologici, indice di un’affinità naturale, essa può, a questo titolo, avere un’influenza nella formazione dei raggruppamenti politici. Essa è questo, ma: «essa non è nulla di più, ed anche ricondotta a questo concetto in apparenza preciso, costituisce un criterio così vago, così fluttuante che ogni studioso la respinge.» …”
M. Toscano, Le minoranze di razza, di lingua, di religione nel diritto internazionale, Torino, fratelli Bocca, (Novara, tip. E. Cattaneo), 1931, prima edizione, p. 62.
Ogni studioso non poteva che respingerla ma la storia di quegli anni seguì altri tragici percorsi.
Didascalie immagini
- La fisica ad Arcetri – dalla nascita della Regia Università alle Leggi razziali
locandina della mostra - I ragazzi di via Panisperna, da sinistra: Oscar D’Agostino, Emilio Segrè, Edoardo Amaldi, Franco Rasetti ed Enrico Fermi. (Foto di Bruno Pontecorvo. [Archivio Amaldi])
- Pranzo ad Arcetri, da sinistra, Emo Capodilista, Beatrice Crinò, Gilberto Bernardini, Attilio Colacevich e Daria Bocciarelli
In copertina:
La fisica ad Arcetri – dalla nascita della Regia Università alle Leggi razziali
[particolare della locandina]
Dove e quando
Evento: La fisica ad Arcetri – dalla nascita della Regia Università alle Leggi razziali
- Fino al: – 30 September, 2016
- Sito web