Morire sul palco come Moliere era il sogno di Turi Ferro, noto attore catanese, e così fu. Credo che lo stesso desiderio si possa estendere a tutti gli artisti, specie a quelli dal temperamento passionale e sanguigno come Charles Mingus. Egli stesso scrisse nelle note di copertina di “Mingus at Monterey” «una strana cosa successe mentre eseguivo “A Train”. Mi attraversò la paura di morire. E la superai. Stavo guardando il cielo, e mi dissi: “Bene, eccomi qui, tesoro. Signore, credo che sia giunto il momento”. Suonerò ancora meglio perché voglio essere perfetto quando morirò». Purtroppo Mingus non ebbe questa “fortuna” e fu costretto persino a smettere di suonare dalla SLA.
Con il suo “The Mingus Suite” – pubblicato da Dodicilune – il compositore e arrangiatore Adriano Clemente offre virtualmente questo privilegio al collega americano, immaginando in musica la sua dipartita alla testa della propria band, qui rappresentata dall’Akashmani Ensemble.
Adriano clemente the mingus suite-particolare di copertina
Filo rosso dell’intero album è il blues, elemento che – sebbene caratterizzi solo una parte della produzione mingusiana – identifica musicalmente la forza e il desiderio di riscatto di Mingus uomo e artista. Così Inner Fires tratteggia la figura del grande compositore, uno e tripartito (se non trino) nella descrizione che lui stesso dà di sé all’inizio della propria romanzata autobiografia. Il tempo cambia di continuo – come tipico della coppia Mingus-Richmond – passando repentinamente dalla marcia funebre, allo swing frenetico, alla ballad malinconica; nelle note dei musicisti frattanto si materializzano gli echi della musica di Mingus e, se l’assolo introduttivo del contrabbassista Dario Rosciglione ricorda quello di Haitian Fight Song, quello di Daniele Tittarelli al sassofono contralto riporta alle orecchie il Charlie Mariano di Celia. Il blues scomposto, fatto di sovrapposizioni piramidali, nello stile di E’s Flat Ah’s Flat Too è alla base di Urban Jungle I e II; quello più di impatto alla Boogie Stop Shuffle è il modello di Adriano clementeBlues in Rags. Riecheggia lo stile di Kansas City – quella Kansas City che aveva dato i natali a Charlie Parker, grande amico e riferimento di Mingus – il “ferroviario” Night City Blues. Non manca, ovviamente, l’appiglio più diretto al repertorio del compositore afroamericano con la parafrasi di Goodbye Porkpie Hat in Last Blues.
Accanto al blues, l’altra imprescindibile colonna sulla quale si fonda l’estetica mingusiana è la musica di Duke Ellington. Le note e le sonorità del Duca si manifestano in Memories of Duke e in While You Are Asleep; la prima è una marcia vellutata corredata da una bellissima coda improvvisata al pianoforte da Riccardo Fassi, la seconda una ballad intimista che, pur possedendo una forte identità ellingtoniana, ricorda più la I Remember Clifford dei Jazz Messengers.
L’album si conclude con due brani esterni alla suite: Brown Bear’s Love Waltz, un valzer dal sapore bluesy, e For My Father, nel quale il compositore – finalmente al pianoforte – insieme a Roberto Ottaviano al sax soprano elevano il proprio animo in un brano insieme africano e coltraniano.
The Mingus Suite” è un disco scritto molto bene, ben tornito, perfettamente eseguito. A mancare è forse la fisicità di Mingus, con la quale il compositore spingeva i propri ensemble con un’energia che, ahinoi, è irriproducibile. Resta il fatto che Clemente è riuscito a ricordarlo con grande professionalità.

Didascalie immagini

  1. Adriano Clemente, The Mingus Suite
    copertina del disco
  2. Adriano Clemente

In copertina:
Adriano Clemente, The Mingus Suite
[particolare di copertina]

Track List

1st mov.      1) Inner Fires
2nd mov.     2) Memories Of Duke
interlude    3) Urban Jungle I
3rd mov.     4) Circus
4th mov.     5) Blues In Rags
interlude   6) Night City Blues
5th mov.    7) While You Are Asleep
interlude   8) Urban Jungle II
6th mov.    9) Last Blues
7th mov.  10) Requiem / Inner Fires Reprise
11) Brown Bear’s Love Waltz
12) For my Father

Personnel

• Akashmani Ensemble (1 – 11)
Francesco Lento, trumpet
Mario Corvini, trombone
Daniele Tittarelli, alto sax
Marco Guidolotti, baritone sax, clarinet, bass clarinet
Riccardo Fassi, piano
Dario Rosciglione, double bass (except 4)
Raffaele Toninelli, bowed double bass (1, 4)
Andrea Nunzi, drums

Roberto Ottaviano, soprano sax (12)
Adriano Clemente, piano (12)