Un prestigioso progetto scientifico alla base di una grande mostra cinese curata da una fiorentina, Giuseppina Carlotta Cianferoni, sta per essere inaugurata all’Emperor Qinshihuang’s Mausoleum Site Museum di XI’An ( 秦始皇帝陵博物院 西安 ) per poi proseguire ​nei Musei di Shenyang, Shijiazhuang, Wuhan, Jinan e Zhengzhou​.
Anfora
Realizzata con una corale concertazione delle sinergie archeologiche italiane (negli extra ​il colophon completo) e per il fondamentale contributo di Adriano Màdaro, giornalista e scrittore, unico membro non cinese del Consiglio direttivo permanente dell’Accademia Cinese di Cultura Internazionale di Pechino, Madàro è fra i maggiori esperti della Cina dove, dal 1976 a oggi, ha compiuto quasi duecento viaggi con lunghi soggiorni e percorrendo anche le regioni più remote.
Armband
L’Oro del Mediterraneo. Ricchezza e potere dagli Eroi del Mito agli Imperatori di Bisanzio”​ ( 千年奢华——从腓尼基到拜占庭·地中海的黄金时代 ) – titolo ​che declina, nello spazio circoscritto di un percorso espositivo, un comprensorio al tempo stesso reale e simbolico, quale quello del mare Mediterraneo, eletto a simbolo dell’origine della cultura occidentale​ – è stata ideata appositamente per i Musei cinesi e realizzata grazie alla disponibilità di alcuni fra i più importanti Musei Archeologici italiani, dalla Toscana alla Sardegna, dalla Basilicata alla Campania, che hanno messo a disposizione documenti importantissimi, per numero, varietà e qualità.
Busto
Ho incontrato la dott.ssa Cianferoni alla vigilia della partenza per XI’An ​che ha gentilmente acconsentito di anticipare, ai lettori di Arte e Arti, alcuni aspetti fondamentali della mostra.
Come nasce l’idea di una esposizione dedicata alle grandi civiltà del Mediterraneo?
Dalla convinzione che in un’età come la nostra, in cui le immagini hanno immediate capacità di comunicazione, assai più delle parole scritte, i messaggi visivi affidati alle mostre costituiscano lo strumento più efficace per informare e documentare, massimamente nel campo della rievocazione delle civiltà del passato.​ Di questo principio si è tenuto conto nell’elaborare il progetto della Mostra “L’Oro del Mediterraneo”, certi che un’esposizione, per avere valore, debba fornire un messaggio chiaro ed immediato, lasciando parlare il più possibile gli oggetti  in mostra. In questo caso, il tema affrontato è al tempo stesso affascinante e complesso: “raccontare” le grandi civiltà che si sono sviluppate nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo e fornirne un quadro d’insieme.
Figurine-of-horseman
Ponte tra territori, la regione del Mediterraneo è considerata culla di alcune tra le più antiche civiltà del Pianeta…
… teatro principale della storia e della cultura della civiltà occidentale. Da ciò deriva l’indirizzo dato al percorso stesso della Mostra, volto a narrare l’evoluzione della vicenda storica degli uomini attraverso le principali culture fiorite intorno al Mediterraneo, dai Regni micenei ai Fenici, dallo splendore della Magna Grecia e dell’Etruria a quello dell’Impero di Bisanzio, erede della cultura romana.
Gioielli
Il termine Mediterraneo deriva dalla parola latina Mediterraneus che significa in mezzo alle terre.
I popoli che abitavano quelle terre  erano e sono partecipi della cosiddetta “civiltà mediterranea”  termine che vuole indicare l’unità culturale e storica tra i diversi popoli che nei secoli si sono affacciati su questo Mare.  E infatti, approfondendo la conoscenza delle Culture distribuite lungo le coste del Mediterraneo,  si percepisce chiaramente che le attività e gli usi che le accomunano sono molti di più di quelli che le separano, e che il substrato culturale, dall’Arte all’Architettura, dalla Religione alla  Musica, può aver assunto espressioni diversificate, ma sempre simili, e spesso strutturalmente identiche.
Heba stele
In questo tipo di visione, basata sull’appartenenza comune dei popoli alle radici dell’identità Mediterranea, come si collocata l’Italia?
Per posizione geografica e per tradizione storica, viene ad assumere un ruolo centrale. Ad autentici capolavori dell’arte, espressione delle culture Egizia, Fenicio-Punica, Minoico-Micenea, Greca delle isole e del continente, Magno-Greca, Etrusca e Italica, Romana e Tardo-antica è affidato il compito di tessere l’ordito della narrazione, svelando ciascuna una parte di quella Storia che, unita, è la storia di quello che i Romani chiamavano “Mare nostrun”​.
Kylix
Cosa accadde a seguito della crisi dell’Impero Romano?
L’efficace sistema di commercio marittimo si sgretolò e si parcellizzò in vari sistemi non sempre integrati tra loro. Il ruolo della marineria bizantina contribuirà a tenere in vita molta della tradizione mercantile e marinara dell’epoca romana, ma nuovi soggetti autonomi iniziarono a reclamare un ruolo nella scacchiera mediterranea, decretando non solo la crisi della marineria romana, ma anche la fine di un’epoca. Tra questi, ebbero un ruolo fondamentale i Vandali e gli Arabi.​
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Una mostra di così grandi dimensioni,  una  delle più importanti e complete che fino a oggi sia mai stata realizzata fuori dall’Italia.
Logico coronamento delle intense relazioni culturali che ormai da anni coinvolgono la Cina e l’Italia​, l’Archeologia dell’Italia antica ha suscitato già in passato l’interesse degli studiosi e del pubblico cinese, come ha dimostrato in più occasioni il successo di Mostre, quali , in particolare, quelle sugli Etruschi e sui Romani che si sono succedute negli ultimi anni.
Testa-di-oracolo
Il mio ringraziamento va a tutti i colleghi italiani che hanno generosamente dato il loro contributo per la buona riuscita di questo evento,  ad Adriano Madaro che mi ha fatto “vedere” la Cina attraverso i suoi occhi e ai Musei che ospiteranno questa Mostra e ai Direttori di questi Musei devo un ringraziamento particolare per la considerazione e la fiducia che hanno accordato a tutti noi
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Didascalie immagini

  1. Amphora National Museum of Archaeology Florence inv. 76360 attican ceramic with black figures h33 cm The front shows a warrior setting off for the battlefield on a chariot. 530-520 B.C.
  2. Armband from Volterra National Archaeological Museum Florence inv. 15741 gold diam. 5.8 cm. An armband with an overlaid structure, with protome of sea monsters at the ends. Earlier examples of this type of armband are seen in the Orientalising
    Period, but protome of sea monsters, the original significance of which might be that of protection against evil, analogous with the serpentine heads on other bracelets, appear to be similar to iconographic models of the 5th century B.C.
  3. Bust of Alexander the Great National Archaeological Museum Florence inv. 1703 bronze max. h with base 15 cm. The young face is framed in a great mass of flowing hair; the typical anastole (the lock over the forehead) can just be seen.
    The bust is naked and the gilded bronze drape is a Renaissance restoration. The work is Roman and follows a Hellenistic prototype.
  4. Figurine of horseman from Cyprus National Archaeological Museum Florence inv. 70689 terracotta h 20 cm, max. w. 12.8 cm
    Probably a warrior, judging from the stylised cone shape of the head representing a pointed helmet. Archaic Cypriot Period I (c. 750 – 600 B.C.)
  5. In alto: Necklace beads Provenance and acquisition: Wilson-Barker bequest 1948 Egyptian Museum of Florence inv.10362 gold length of beads 0.8 cm The beads (with a modern threading) have a double conic shape Date unknown
    In basso: Gold ring with scarab Provenance and acquisition: Grand-ducal Collection Egyptian Museum of Florence inv. 2791 gold and white stone diam. 2.4 cm, l. setting 1.5 cm The ring has relief decoration in gold thread around the setting.
  6. Heba Stele Provenance and acquisition: Nizzoli Collection 1824 Egyptian Museum of Florence inv. 2523 painted limestone h 53 cm, w. 31 cm. The stele has the shape of a false door, surmounted by an Egyptian cyma molding. In the central part the decease
    Heba is represented twice, accompanied by two women in front of a table of offerings. The inscription above the figures is the classic “offering formula”, while the names of the relatives of the deceased are inscribed below.
  7. Kylix on raised foot from Rhodes National Archaeological Museum Florence inv. 82595 Mycenaean ceramic painted decoration with zoomorphic motifs h 19.7 cm, diam. of lip 15.4 cm, max. diam. 21.1 1330 – 1200 B.C.
  8. Priestess of Isis National Archaeological Museum Florence inv. 13834 marble h 130 cm The statue represents a priestess of Isis, the Egyptian goddess of maternity, fertility and magic, who became one of the most famous deities of the whole of the
    Mediterranean basin. As often happened in the Roman world, Isis is associated with the goddess Fortuna, and here the priestess holds a cornucopia in her left arm. The pagan cult of Isis linked the goddess with the afterlife. Trajan period: 98–117 A.D
  9. Head of Heracles from Cyprus National Archaeological Museum Florence inv. 70764 limestone h 13.4 cm
    Heracles is shown with the leontè on his head and thick curled locks encircling his forehead. Archaic Cypriot Period II (c. 600 – 500 B.C.)

In copertina:
Series of four canopic jars Provenance and acquisition: Nizzoli Collection 1824 Egyptian Museum of Florence invv. 2211, 2212, 2213 and 2214 limestone h 29.5 cm, 28.5 cm, 30 cm, 28.2 cm
The four canopic jars are complete with their lids in the shape of the four sons of Horus, who protected the viscera of the deceased. During mummification the lungs, liver, stomach and intestines were removed and preserved in the four vases.

© foto – Museo Archeologico Nazionale Firenze
 

L’ORO del Mediterraneo
Ricchezza e potere dagli Eroi del Mito agli Imperatori di Bisanzio 

千年奢华——从腓尼基到拜占庭·地中海的黄金时代

Curatore della mostra
Giuseppina Carlotta Cianferoni

Progetto scientifico e Cura del Catalogo
Giuseppina Carlotta Cianferoni, Simona Rafanelli

Comitato Scientifico
Marta Aragozzino, Adele Campanelli, Stefano Casciu, Giuseppina Carlotta Cianferoni, Teresa Elena Cinquantaquattro, Eva Degl’Innocenti, Paolo Giulierini, Maria Cristina Guidotti, Mario Iozzo, Luigi La Rocca, Marco Edoardo Minoja, Andrea Pessina, Simona Rafanelli, Maria Utili, Gabriel Zuchtriegel.

Organizzazione

  • Direttore: Adriano Màdaro
  • Ufficio: Arianna Màdaro, Francesca Màdaro e Lu Xin
  • Direttore del Polo Museale Regionale della Toscana Stefano Casciu
  • Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Firenze Mario Iozzo
  • Soprintendente Archeologia della Toscana Andrea Pessina
  • Direttore Polo Museale Regionale della Campania Maria Utili
  • Museo Archeologico di Teanum Sidicinum Teano Antonio Salerno
  • Museo Archeologico dell’Antica Capua Santa Maria di Capua Vetere Ida Gennarelli
  • Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano Luigina Tomai
  • Museo Archeologico Nazionale della Valle del Sarno Emilia Alfinito
  • Museo Archeologico Nazionale di Eboli Giovanna Scarano
  • Museo Archeologico “Georges Vallet” della Penisola Sorrentina Tommasina Budetta
  • Soprintendente Archeologia della Campania Adele Campanelli (Raffaella Bonaudo)
  • Museo Archeologico di Pithecusae Lacco Ameno – Ischia Costanza Gialanella
  • Direttore Museo Archeologico Nazionale di Napoli Paolo Giulierini
  • Direttore Museo Archeologico Nazionale di Paestum Gabriel Zuchtriegel
  • Coordinatore del Sistema Museale della Provincia di Salerno Silvia Pacifico
  • Museo Archeologico Provinciale di Salerno
  • Museo Archeologico Provinciale di Padula
  • Direttore Polo Museale Regionale della Basilicata Marta Aragozzino
  • Soprintendente Archeologia Basilicata Teresa Elena Cinquantaquattro
  • Direttore Polo Museale Sardegna Giovanna Damiani
  • Soprintendente Archeologia della Sardegna (Province Cagliari e Oristano) Marco Edoardo Minoja
  • Direttore Museo Archeologico Nazionale di Cagliari Donatella Mureddu

 

SEZIONI DELLA MOSTRA
courtesy:

  • Giuseppina Carlotta Cianferoni
    Museo Archeologico Nazionale di Firenze
  • Simona Rafanelli
    Museo “Isidoro Falchi” di Vetulonia

SEZIONE 1 – Il Mediterraneo tra Storia e Mito
In una ricostruzione scenografica dell’ambiente del Mare Mediterraneo vengono a collocarsi alcuni reperti-simbolo della storia dei viaggi per mare, quali il celeberrimo Cratere da Ischia con la più antica rappresentazione di una scena di naufragio, o le riproduzioni di navicelle in bronzo e in ceramica, che introducono, grazie al grande valore simbolico di cui sono rivestite, l’intero svolgimento della narrazione.  Supportano il racconto quelli che sono a ragione considerati i primi veri veicoli della cultura da Oriente a Occidente: vasi, rilievi, statue, con immagini del pantheon divino, raffigurazioni che hanno per protagonisti gli eroi della Guerra di Troia e di altri miti legati al mare.

SEZIONE 2 – Gli Egizi: lo splendore dei Faraoni
La sezione relativa all’Egitto apre il percorso dedicato alla presentazione delle diverse Civiltà che si affacciavano sul Mediterraneo nell’ampio arco cronologico compreso fra la tarda età del Bronzo e l’età Tardo-antica.

SEZIONE 3 – Lungo le rotte del Mediterraneo: Micenei, Ciprioti, Fenici
Nella III sezione sono raccolti i popoli che, sviluppatisi nel bacino orientale del Mediterraneo, sono stati i protagonisti dei primi viaggi in Occidente: Micenei, Ciprioti, ed infine Fenici.

SEZIONE 4 – I Greci
La Grecia è considerata la culla della cultura Occidentale, e in questa sezione si intende illustrare sinteticamente il ruolo che questa civiltà ha ricoperto sino da un’età molto antica, quello di aver creato i principali strumenti della comunicazione, affidando il racconto e i suoi contenuti alla cultura figurativa, ed in particolare alle eccellenze della ceramica attica. I Greci sono infatti i primi  a coniugare varietà delle forme e contenuti iconografici, e far diventare i prodotti artigianali da semplici oggetti di traffico a veicoli di scambio artistico e culturale.

SEZIONE 5 – Genti della Magna Grecia
Il racconto delle principali culture sviluppatesi nelle regioni meridionali della Penisola Italiana e in Sicilia passa attraverso due tematiche principali che assurgono a testimoni privilegiati di quelle culture ed a protagonisti del racconto incentrato sui temi del lusso, dello splendore, della ricchezza, vero ORO del Mediterraneo. Le tematiche sono quelle della figura femminile, testimone privilegiato di tanta ricchezza mediante i sontuosi corredi funebri, spesso reali abiti nuziali, deposti nelle sepolture, insieme a quella del rituale funerario, capace, superando i limiti del tempo e dello spazio, di creare un dialogo fra popoli e culture differenti, in nome di quello stesso comune sentire di pathos e di pietas nei confronti dei defunti.

SEZIONE 6 – Gli Etruschi
Nella sezione dedicata al popolo etrusco, Sovrani e Principesse raccontano la grandezza e lo splendore della principale cultura della Penisola Italiana, prima dell’espansione di Roma.
L’ampia selezione di gioielli femminili e maschili in oro, argento, elettro, realizzati nelle tecniche orientali della granulazione, dello sbalzo e della filigrana, destinati ad arricchire le vesti aristocratiche e ad ornare i corpi con straordinarie corone, collane, orecchini, armille (bracciali), anelli, diviene la prima testimone della ricchezza e del lusso raggiunti dalle classi aristocratiche etrusche, che devono ai Maestri d’Oriente l’avvio della loro produzione orafa.
L’esposizione dei gioielli è accompagnata da quella degli status symbol dei Principi-guerrieri e delle loro Spose. Le immagini maschili e femminili dell’aristocrazia etrusca scorrono dai canopi in terracotta, cinerari dall’aspetto antropomorfo con i defunti assisi su un trono, alle statuette in bronzo dei grandi depositi votivi, come quello di Brolio, associati alle immagini dei devoti colti nell’atto di versare l’offerta al dio.

SEZIONE 7 – I Romani
Introdotto con grande effetto da una serie di statue di marmo, il racconto della civiltà romana, necessariamente sintetico, viene affidato sostanzialmente all’illustrazione di tre aspetti fondamentali della cultura romana di età imperiale.
Alla sfera della Bellezza e della Vanità, presieduta da Venere in persona, sotto forma di una marmorea statua dell’Afrodite Cnidia, e corredata da una selezione di gioielli e da un balneum in bronzo a grandezza naturale, si affiancano i Luoghi dell’Otium, ove trovano spazio l’arte, la cultura, la filosofia, il teatro, ambientati scenograficamente all’interno di un monumentale Ninfeo. Infine, la sfera della Religione, con particolare riguardo ai  culti domestici e a quelli di origine orientale accolti nella Roma Imperiale.

SEZIONE 8 – Re barbari e Imperatori Bizantini
Una scelta di gioielli in materiale prezioso e una serie di monete in oro, conclude il percorso della Mostra nella sezione dedicata al periodo Tardo-Antico, periodo in cui le terre che si affacciano sul Mediterraneo sono sconvolte dai contrasti tra i nascenti regni barbarici e gli Imperatori di Bisanzio.

Dove e quando