Proveniente dalla Francia, prosegue con successo a Cortona “Etruschi maestri di scrittura. Società e cultura nell’Italia antica” una mostra imperdibile e di straordinaria valenza scientifica con la presenza di alcune testimonianze fra le più importanti dell’epigrafia, un grande evento archeologico del Museo dell’Accademia Etrusca. Organizzata dal Museo del Louvre, dal Sito Archeologico Lattara Museo Henri Prades Montpellier e dal MAEC in una dinamica di rapporti ben stabiliti tra l’eccellenza archeologica della Val di Chiana e le due istituzioni d’oltralpe.

Attualizzando gli studi dall’ultima mostra internazionale sul tema – 1985 – anche alla luce delle recenti scoperte di epigrafi vicino a Montpellier e al ritrovamento, a Cortona, della ‘Tabula cortonensis’, oggi il terzo più lungo testo esistente, il curatore Paolo Giulierini, sottolinea: “Possiamo affermare che la lingua etrusca aveva una sua grammatica, aveva alcuni casi come il latino, si sono fatti enormi progressi.”

La diffusione in Etruria della scrittura è un tema affascinante che focalizza non solo sulla lingua, ma anche su un popolo e la sua cultura, attraverso conquiste, contatti commerciali, scambi di idee, diretti o mediati, in tutto il bacino del Mediterraneo fra il VII sec. e il I sec. a.C. Un idioma, quello etrusco, oggetto di profondi studi, ma che resta ancora misterioso e irrisolti i significati specifici di molte parole. Benché si possa leggere con una certa facilità (utilizza un tipo di alfabeto greco), non è ancora ben compreso nei significati specifici delle parole che non presentano parentele comuni con lingue antiche più note (indoeuropee come il greco e il latino). La difficoltà di comprensione della scrittura dipende dalla perdita di tutta la letteratura etrusca, e dalla brevità e ripetitività dei testi in nostro possesso, spesso di natura funeraria, legale o commerciale.

“Etruschi maestri di scrittura” intende quindi dimostrare, con il nuovo catalogo, i progressi negli studi nella sintassi e nella grammatica, attraverso una rilettura e una nuova interpretazione di molti epigrafi e alcune novità assolute. Le iscrizioni (siano esse su oggetti di uso quotidiano, su oggetti di culto, su statue o su atti) sono classificati in mostra per settori di appartenenza: dalla sfera del rito a quella del sacro, dall’ambito funerario a quello giuridico.

Un altro aspetto importante riguarda i supporti e le tecniche scrittorie, le modalità di insegnamento e di trasmissione dell’alfabeto, le tipologie letterarie attestate, le vicende, talora avventurose, di alcuni testi. Jean-Luc Martinez, spiega: “Se l’impero romano ha contribuito in maniera decisiva all’unità culturale del Medi-terraneo antico, e in particolare del Mediterraneo occidentale, si dimentica troppo spesso il ruolo fondamentale rivestito diversi secoli prima dai Greci, i Fenici e gli Etru-schi nella storia delle relazioni tra le diverse regioni dell’Italia, del sud della Francia, della Spagna e dell’Africa settentrionale.

Questa mostra sulla scrittura etrusca ci ricorda che la presenza etrusca è stata una delle componenti essenziali dell’identità culturale del sud della Francia: la grande maggioranza delle iscrizioni etrusche sco-perte fuori dall’Italia proviene dalla Corsica, da Marsiglia e da diversi siti indigeni, da Lattes a Pech Maho, e a questo titolo anche gli Etruschi sono parte integrante del patrimonio archeologico francese. “

Con reperti provenienti da alcuni dei più importanti musei del mondo, dalla Mummia di Zagabria alle lamine di Pyrgi, dalla Tabula di Capua al cippo di Perugia, come mai prima d’ora, i visitatori possono constatare la diversità dei supporti e delle tecniche di scrittura e se la provenienza del Popolo è strettamente legata alla lingua incomprensibile anche dagli antichi, come spiega ancora Paolo Giulierini, “gli Etruschi fossero l’unione di un nucleo orientale poi unito a rilevanti realtà locali.”

Su la lingua, come per il popolo etrusco, è sempre stato alimentato un alone di mistero, anche per una distorsione eccessiva della loro immagine, derivata dagli scavi ottocenteschi che mirarono essenzialmente a indagare i sepolcri, con tutto quello che ne consegue rispetto al tema della ritualità, e dell’idea immanente di preparazione meticolosa al momento della morte. Esortandovi ad approfondire l’argomento, magari inziando dalla scoperta di tutti i dettagli della “Mummia di Zagabria” e di come il caso, a volte, sia tanto fantasioso.
Didascalie immagini
- Lampadario di bronzo Cortona, Museo dell’Accademia etrusca e della Città di Cortona
- Tabula Cortonensis Produzione: Cortona II secolo a.C. Bronzo Altezza 45,8 cm; larghezza 28,5 cm Provenienza: Cortona? Cortona, Museo dell’Accademia Etrusca e della città di Cortona (MAEC),
in deposito dalla Soprintendenza Archeologia della Toscana Inv. 234918 - Lamine di Pyrgi Produzione: Cerveteri (Pyrgi?) Copia moderna da un originale del VI secolo a.C. Oro Prima iscrizione in etrusco: altezza 19,2 cm; larghezza 9,5 cm Iscrizione in punico: altezza 18,5 cm, larghezza 8,1 cm
Seconda iscrizione in etrusco: altezza 19,3 cm; larghezza 9,2 cm Provenienza: Pyrgi, santuario monumentale Santa Marinella, loc. Castello di Santa Severa, Antiquarium di Pyrgi Inv. 2013.4.474; 2013.4.475; 2013.4.476 - Piombo di Magliano V secolo a.C. Piombo Diametro 8 cm Provenienza: Magliano Firenze, Museo Archeologico Nazionale Inv. 73669
- Oinochoe Produzione: Cerveteri? Prima metà del VII secolo a.C. Bucchero Altezza 22,8 cm; diametro 12 cm Provenienza: Cerveteri Parigi, Musée du Louvre, département des Antiquités grecques, étrusques et romaines D 71 (collezione Campana)
- Specchio – Fine IV, inizio II Secolo A.C. – Roma, Museo Archeologico Nazionale
- Liber linteus (mummia di Zagabria) Produzione: Etruria III secolo a.C. Lino Altezza 35 cm; Lunghezza 340 cm Zagabria, Arheološki Musej Inv. 665
In copertina:
Lampadario di bronzo Cortona, Museo dell’Accademia etrusca e della Città di Cortona
(particolare)
ORARI
fino al 31 luglio 2016
tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 19.00
CATALOGO Silvana Editoriale
(rappresenta un approfondimento fondamentale per una comprensione della lingua Etrusca)
COMITATO SCIENTIFICO
- Paolo Bruschetti, Vice Lucumone dell’Accademia Etrusca di Cortona e Presidente del MAEC
- Paolo Giulierini, Conservatore del MAEC
- Françoise Gaultier, Directrice du département des Antiquités grecques, étrusques et romaines du musée du Louvre
- Laurent Haumesser, Conservateur en charge des collections étrusques au département des Anti-quités grecques, étrusques et romaines du musée du Louvre
- Lionel Pernet, Directeur du musée cantonal d’Archéologie et d’Histoire Lausanne
Diane Dusseaux, Directrice,conservatrice du patrimoine
Dove e quando
- Fino al: – 31 July, 2016