– di Fabio Giuliani –

Nel Centenario della morte il Comune di Milano celebra un vero protagonista dell’arte del ‘900: Umberto Boccioni (1882-1916).
1 umberto boccioni elasticita 1912
Egli è conosciuto soprattutto come personaggio-chiave del Futurismo, ma a me qui piace mettere in risalto la sua grandezza di artista, e, a garanzia, per farlo, scelgo le parole che gli dedicò Roberto Longhi, comprendendone il genio quando apparve: “La sua dote essenziale, genuinamente artistica, è quella di saper portare sopra un piano lirico, colla forza della sua calorosissima pittura, quello che resta per molt’altri mero enunciato. Così la compenetrazione dei piani che nel cubismo, non è spesso che un arbitrario prolungamento lineare, in lui è vera è propria compenetrazione materiale di piani colorati, vibranti, pulviscolari, atomici…si è che egli possiede un senso enormemente dinamico della materia, e ora ogni spediente fantastico per imprimerle moto. Questo è già manifesto nelle prime opere che pretendono a stati d’animo e fanno parte per sé. (…) E’ a traverso queste ricerche delle direzioni essenziali della materia che si giunge a quella ‘Elasticità’ (cavallo, cavaliere e paesaggio) ch’è, sia detto a gran voce, un capolavoro, e dove si afferma quello ch’era inevitabile: il predominio delle curve vive. (…) Il mezzo sintetico per esprimere le varie pose del moto è qui, dunque, essenzialmente lineare così la massa corposa non è affatto artificiosamente accresciuta, ma resa per accenni di curve sferranti che agiscono totalmente con intensità perfetta, anche perché da ognuna di esse occhieggia il colore che si sfrangia e si stria – nella velocità. Qui è veramente creata una nuova notomia lirica del movimento.”
2 umberto boccioni autoritratto 1909
Sempre Longhi fu il primo ad esaltare Boccioni come disegnatore, definendo i suoi ‘Dinamismi’ “uno dei suoi commenti più energetici che la fisicità corporea abbia ottenuto”, di valore equivalente a quella dei disegni antichi. Ora, con queste indicazioni, guardiamo la mostra.
3 umberto boccioni cavallo cavaliere case 1914
Duecentoottanta opere provenienti da Istituzioni museali e collezioni private da tutto il mondo, fra tele, disegni, sculture compreso il ricco Fondo conservato al Castello Sforzesco presente integralmente con 60 schizzi, bozzetti e gouaches, filoconduttore perché Boccioni aveva compreso come il disegno avesse un ruolo fondamentale per entrare nella mente dell’artista al momento della creazione dell’opera, contando inoltre sull’utilizzazione commerciale. Particolarmente importanti anche i tre “Diari giovanili”, concessi per l’occasione dal Getty Research Library di Los Angeles, che vengono qui accostati ad opere pittoriche e plastiche dell’artista citate tra le pagine.
4 umberto boccioni da atlante delle immagini 1895-1909
Insieme a questo eccezionale corpus, l’esposizione, sviluppata in ordine cronologico e per nuclei tematici, si fonda anche su scritti e documenti identificati e catalogati di recente alla Biblioteca Civica di Verona, fra cui appunti, fotografie ed una raccolta di ritagli di riproduzioni artistiche: un ‘atlante’ di modelli elaborato da Boccioni nella sua fase pre-futurista, utilizzato per studiare forme artistiche del passato e della modernità, che spazia dal XV secolo ai suoi contemporanei (da Durer allo svedese Anders Zorn). Ora questo “Atlas” esce pubblicato da Scalpendi Editore, a cura di Francesca Rossi e Agostino Contò, gli stessi della mostra. Sono ben 216 immagini che compongono questa gigantesca riunione di capolavori ritagliati da giornali e rotocalchi, una storia dell’arte personale incollata su grandi pagine, dai mosaici paleocristiani agli espressionisti nordici, da meditare.
5 umberto boccioni il sogno paolo e francesca 1908-1909
Così come è da meditare il catalogo dell’attuale evento espositivo edito da Electa, ricco di interventi, indispensabile per la prosecuzione degli studi su questo fondamentale artista colto del Novecento che qui voglio infine citare come teorico onde facilitare la lettura delle opere esposte: “Voglio dare la fusione di una testa col suo ambiente”, “Voglio dare il prolungamento degli oggetti nello spazio”,  “Un cavallo in movimento non è un cavallo fermo che si muove ma un cavallo in movimento, cioè un’altra cosa.” “Voglio sintetizzare le forme uniche della continuità nello spazio”.
6 umberto boccioni forme uniche della continuita nello spazio 1913
Da qui il titolo della sua scultura universalmente nota che possiamo vedere temporaneamente nella mostra a Palazzo Reale, ma in permanenza all’attiguo Museo del Novecento che custodisce il nucleo 7 locandina logo mostra umberto boccionipittorico e scultoreo di Boccioni più consistente al mondo. Istituzione che si associa alle celebrazioni presentando nelle sue sale un percorso temporaneo dedicato alla sua stagione pre-futurista dove il legame con la tradizione e lo slancio verso la modernità sono particolarmente evidenti con opere di Balla, Carrà, Russolo, poi firmatari del “Manifesto della pittura futurista”. Il progetto si avvale inoltre della collaborazione scientifica dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.
L’attuale esposizione, basata su nuove documentazioni emerse, concepita come stimolo per ulteriori e più approfonditi studi, dopo Milano farà tappa al Mart (4 Novembre 2016-17 Febbraio 2017), considerato che – come afferma il suo Direttore, Gianfranco Maraniello – “tale esposizione conferma anche la vocazione del museo roveretano, che pone nuovamente al centro dei suoi primari obbiettivi culturali le ricerche sull’invenzione della modernità con particolare attenzione, nella città di Fortunato Depero, alle ricognizioni critiche sul Futurismo.
Proprio dai fondi documentari del Mart emergono alcuni elementi che integrano lo straordinario percorso di questa mostra.”

Didascalie immagini

  1. Umberto Boccioni, “Elasticità”, 1912, Milano, Museo del ‘900, Collezione Jucker
  2. Umberto Boccioni: “Autoritratto”, 1909, Milano, Civico Gabinetto Disegni Castello Sforzesco
  3. Umberto Boccioni: “Cavallo + cavaliere + case”, 1914, Milano, Civico Gabinetto Disegni Castello Sforzesco
  4. Umberto Boccioni: da “Atlante delle immagini”, 1895-1909, 22 tavole con ritagli di riproduzioni artistiche e altri materiali a stampa su carta color paglierino, 59×39 cm ciascuna, Verona, Biblioteca Civica, Fondo Callegari-Boccioni
  5. Umberto Boccioni: “il sogno – Paolo e Francesca, 1908-1909”, collezione privata
  6. Umberto Boccioni: “Forme uniche della continuità nello spazio”, 1913 (1931), bronzo, Milano, Museo del ‘900
  7. Umberto Boccioni, Locandina e “logo” mostra

In copertina:
Umberto Boccioni, “Elasticità”, 1912, Milano, Museo del ‘900, Collezione Jucker
[particolare]

Orari:
lunedì 14.30-19.30
maratedì, nercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30
giovedì e sabato 9.30-22.30
(la biglietteria chiude un’ora prima)

Dove e quando

  • Fino al: – 10 July, 2016