La scultura è il commento migliore che un pittore può fare sulla pittura.
                                                                                                                 (Pablo Picasso)

In seguito a una riapertura trionfante che ha riunito oltre un milione di visitatori, il Musée national Picasso-Paris presenta fino al 28 agosto 2016 la sua prima esposizione internazionale, dedicata all’arte scultoria e in particolare a quella di uno degli artisti più noti di tutti i tempi, Pablo Picasso. A continuazione della retrospettiva Picasso Sculpture presso il Museum of Modern Art (MoMA) di New York, realizzata in stretta 1 locandina esposizione picasso sculpturescollaborazione con l’Istituto parigino, l’obiettivo della mostra Picasso. Sculputres è quello di prendere in considerazione la scultura dell’artista da una prospettiva nuova e diversa: la sua multipla dimensione, attraverso la questione delle serie e delle variazioni, fonti, tirature e ingrandimenti, realizzati a partire dagli originali scolpiti. Con più di 240 esemplari riuniti (tra cui oltre 70 prestiti internazionali), siamo di fronte a una delle più importanti raccolte scultoree mai viste, organizzata secondo un percorso cronologico e tematico, arricchito anche dalla presenza di alcuni dipinti di Picasso e orgogliosa di presentare alcuni complessi eccezionali come la serie dei sei Bicchieri d’assenzio (1914), visibile integralmente per la prima volta in Europa. Quindici sezioni sviluppate su due piani che vanno dai primi modelli d’inizio Novecento fino agli ingrandimenti in lamiera degli anni Sessanta del secolo scorso.
La prima sala offre al visitatore un’introduzione generale alla mostra, mettendo in evidenza come l’opera scolpita di Picasso rappresenti il dominio creativo che illustra al meglio quel “movimento del pensiero” che l’artista afferma di preferire al “pensiero medesimo”. Troviamo in questa prima sezione l’opera Donna incinta, realizzata presso l’atelier du Fournas a Vallauris per quanto riguarda l’assemblaggio di tre diverse ceramiche destinate a formare il ventre e il petto della figura. Mentre rilavora ad alcuni dettagli, tra cui il disegno dei piedi, Picasso crea una seconda versione di questa scultura tra il 1950 e il 1959, della quale la fonderia Claude Valsuani esegue poi due fusioni in bronzo.
La seconda sala, intitolata Premières sculptures, riporta indietro al 1902, quando l’artista modella la sua prima opera scolpita, Donna seduta, un piccolo soggetto al quale seguono numerose altre creazioni come Testa di donna (Fernanda) del 1906: i tratti delicatamente incisi e le fattezze classiche del volto di Fernanda Olivier, compagna dell’artista, contrastano con la voluta incompiutezza della capigliatura che si fonde in un collo massiccio che richiama il “non finito” di Auguste Rodin. La Testa di donna (Fernanda) del 1909 segna, invece, un’evoluzione sensibile della scultura di Picasso e un distacco sempre maggiore dal modello di Rodin, consecutivo agli sviluppi del cubismo analitico. Nel 1910 il mercante d’arte Ambroise Vollard acquista gli originali di cinque sculture dell’artista per farne dei bronzi, tra i quali Il giullare (1905) ed entrambe le Teste di donna (Fernanda). In accordo con l’artista queste ultime sono riproposte nel 1960 dal mercante Heinz Berggruen e fuse a cera persa dalla fonderia Claude Valsuani. La circolazione dei primi bronzi di Picasso negli ambienti dell’arte svolge un ruolo cardinale nella ricezione della sua opera scolpita sia in Francia che all’estero.
2 pablo picasso donna incinta parigi musee picasso
La terza sezione, Primitivisme et bois sculptés, prende il via dalla primavera del 1906, quando l’artista soggiorna a Gósol, villaggio di montagna sui Pirenei orientali, in compagnia della stessa Fernanda. L’influenza della cultura catalana è percettibile nei dipinti dell’artista così come nei primi legni che egli intaglia con l’ausilio di utensili rudimentali: esempio illustre è Busto di donna (Fernanda), il cui corpo sviluppato in altezza è ricoperto da schizzi di pittura rossa e nera che ricordano la Vergine policroma di Gósol (1150-1199). Torniamo poi a Parigi dove, durante l’estate del 1907, Picasso scolpisce nuove figure nel legno che poi ricopre parzialmente di pittura, come Testa e Figura. L’estate seguente intaglia nel legno di quercia la sua Figura più importante: il motivo della cariatide fa riferimento all’arte greco-romana, mentre l’aspetto totemico e le forme grezze e spigolose rimandano al carattere sciamanico delle sculture africane. Nell’agosto 1906, Picasso modella in terra cruda anche Donna che si pettina, cotta in un secondo momento nel forno della cucina-atelier dello scultore e ceramista basco Paco Durrio a Montmartre. Si tratta della prima ceramica attestata dell’artista. Numerose prove in bronzo sono prodotte dal mercante Ambroise Vollard, tra il 1910 e il 1939, prima che la scultura sia definitivamente fusa a cera persa, nel 1968, dalla fonderia Claude Valsuani.
3 pablo picasso bicchiere d assenzio parigi primavera 1914 the museum of modern art new york
Segue la quarta sala, monografica, dedicata interamente alla serie dei Verres d’absinthe: per le sua opacità e trasparenza, il carattere vuoto o pieno, il bicchiere costituisce un motivo privilegiato del cubismo, così come è testimoniato dai dipinti, i collage e le costruzioni realizzate da Picasso tra il 1912 e il 1914. E il bicchiere che l’artista modella in cera nella primavera del 1914 completa questo discorso: sei prove del Bicchiere d’assenzio, alle quali sono fissati dei veri e propri cucchiai di metallo, sono fuse in bronzo e poi dipinte, ognuna differentemente, dallo stesso Picasso che talvolta mescola alla pittura anche la sabbia. Uno degli esemplari resta nella mani del suo creatore mentre gli altri cinque vengono acquisiti dal mercante Daniel-Henry Kahnweiler, il quale li fa fotografare da Émile Delétang in modo da assicurarne una certa diffusione nel panorama artistico dell’epoca.
Nel 1921 Picasso riceve l’ordine di realizzare un monumento in memoria di Guillaume Apollinaire, morto nel novembre 1918: è questo il tema della quinta sezione della mostra, dedicata a questo progetto, Le Monument à Apollinaire. L’artista presenta numerose proposte, seguite da un insieme di sculture biomorfiche intitolate Metamorfosi, fino ad arrivare a una serie di statue in ferro saldato. In collaborazione con Julio González, nell’autunno 1928, crea almeno quattro modelli intitolati Figura, di cui tre sopravvivono.
4 pablo picasso figura parigi musee picasso
La sesta sala, così come il giardino accolgono due ingrandimenti, realizzati postumi nel 1985, di uno dei modelli in ferro saldato presentati nella sala precedente. Queste sculture nascono da una serie di studi grafici composti da una costellazione di punti collegati tra loro. Qui, la figura dialoga con l’ambiente in cui è inserita e incarna l’idea di un disegno nello spazio.
Salendo al primo piano, incontriamo nel mezzanino una Testa di donna che, insieme ad altre quattro sculture, fu presentata quando Picasso dipinse Guernica, probabilmente la sua opera più conosciuta. Questa statua, completata a Boisgeloup nel 1932 e realizzata in cemento nel 1937, lascia per la prima volta la sua collocazione originaria per essere offerta in maniera inedita all’ammirazione dei visitatori, ai quali sembra indicare il percorso in direzione della sala successiva.
È grazie al supporto tecnico dello scultore catalano Julio González che Picasso si dedica alla realizzazione, nel 1929, de La donna in giardino, una scultura in ferro saldato di grandi dimensioni che rappresenta l’ultimo e il più ambizioso progetto del monumento a Apollinaire. La settima sala è interamente dedicata a quest’opera che Picasso dipinge di bianco nella prima versione, per poi chiedere a González una copia in bronzo. Le due versioni sono riunite nella prima retrospettiva dell’opera di Picasso presentata presso George Petit nel 1932. Il bronzo raggiunge poi il parco di Boisgeloup, dove il suo posizionamento all’aria aperta suggerisce la possibilità che la scultura possa raffigurare il mito di Dafne, trasformata in alloro per sfuggire al desiderio del dio Apollo.
5 picasso davanti alla la donna in giardino 1932 galleria georges petit parigi
La sala seguente vede al centro Testa d’uomo, una scultura in ferro saldato e ottone creata nel 1929 e installata nel parco di Boisgeloup. Le linee di sutura e gli svariati ornamenti facciali ricordano che l’opera è stata prodotta in collaborazione con un artista specializzato nella scultura in ferro. Fotografata più volte da Brassaï, Testa d’uomo è stata riprodotta all’interno di alcuni saggi fondamentali, primi studi significativi dedicati al soggetto.
La nona sala è riservata al già citato Atelier de Boisgeloup, spazio che Picasso si ritagliò in seguito all’acquisizione dell’omonimo castello in Normandia, nel giugno 1930. L’artista situa l’atelier all’interno di uno dei garage e si lascia andare a una pratica intensiva di modellatura in gesso, dalla quale emergono alcune figure femminili allungate, teste e busti di donne, ispirate ai tratti di Marie-Thérèse Walter, nuova musa dello scultore. Nel 1933 Picasso realizza numerose sculture: Testa con casco, o La donna con fogliame sono il risultato di un lavoro d’assemblaggio di materiali compositi, impronte di oggetti e modellatura. A lungo conosciuti solo grazie alle fotografie di Brassaï alcuni gessi come Busto di donna, sono riprodotti in cemento in occasione dell’Esposizione internazionale del 1937, per poi essere fusi in bronzo all’inizio degli anni ’40.
6 pablo picasso la donna con fogliame boisgeloup 1934
A Vallauris dove si è trasferito nel 1947, Picasso realizza delle sculture enciclopediche combinando materiali e oggetti di scarto e affogandoli nel gesso. La scimmia e il suo piccolo e la Bambina che salta la corda sono due significativi esempi di questo metodo additivo: mentre la gola della scimmia è formata da due macchinine giocattolo e il corpo fatto di ceramica; la bambinetta ha un cesto di vimini e uno stampo per torte a formarne rispettivamente il corpo e la testa. Fondere in bronzo questi assemblaggi eterocliti si presenta come una vera e propria sfida che l’artista affida alla fonderia Claude Valsuani, alla quale è dedicata questa decima sezione.
Negli anni ’50 del Novecento, Picasso recupera la pratica del bronzo dipinto che aveva inaugurato nel 1914 con la serie dei Bicchieri d’assenzio. Il visitatore entra così nella sala successiva, “Colorier la sculpture”: mentre nelle due versioni di Teschio di capra, bottiglia e candela, il decoro dipinto segna l’evolversi dell’equilibrio tra ombra e luce, le prove in bronzo de La gru e La lettrice costituiscono delle occasioni per animare la scultura col colore, conferendole allo stesso tempo una dimensione pittorica. Per Picasso l’idea di dipingere le proprie sculture è ricorrente: la Testa di donna in ceramica presente in questa sala gli offre, infatti, l’occasione di dipingere un volume, cosa che l’artista sperimenta attraverso diversi esempi in terracotta, come ci mostra la sezione della mostra dedicata appunto alla ceramica come arte del multiplo.
7 pablo picasso la lettrice parigi centre pompidou
Composto da sei personaggi inseparabili, il gruppo dei Bagnanti compare, nel settembre 1956, su una serie di disegni che offrono la chiave di lettura per la messinscena delle opere in riva al mare. Tale messinscena su differenti livelli è evocata per la prima volta in questa sala, la dodicesima, in cui il gruppo qui esposto è uno dei due esemplari in bronzo realizzati dalla fonderia Claude Valsuani a partire dalle originali sculture in legno; due gruppi bronzei che hanno viaggiato a lungo, a partire dal 1959, tra Stati Uniti ed Europa. Inaugurata col suddetto gruppo, la pratica delle scultura piana segna un nuovo livello di creazione artistica per mezzo della realizzazione di opere in metallo (lamiera) piegato e dipinto, all’interno delle quali si sviluppa una perfetta sintesi tra disegno, pittura e scultura. Attraverso la piegatura e la variazione del decoro dipinto, la percezione dell’opera scolpita modifica i propri canoni, adattandosi a nuovi punti di vista e a un forte cambiamento di prospettiva.
L’incontro con Lionel Prejger, mercante d’arte e Joseph-Marius Tiola, mastro fabbro, agli inizi del 1960, motiva un ultimo insieme di sculture che conducono Picasso dal foglio di carta tagliato e piegato all’ingrandimento in metallo. Riprendendo un lavoro già esplorato nel corso del suo periodo cubista, l’artista beneficia della straordinaria competenza di Tiola che gli permette di trasporre i suoi modelli in cartone in lamiere di ferro, inizialmente in scala e poi ingranditi e dipinti. Eseguita in metallo e in tre versioni, la Donna con cappello è la trasposizione di un dipinto del 27 gennaio 1961, i cui elementi sono stati tagliati e saldati e di cui Picasso fa variare la decorazione dei colori.
8 pablo picasso donna con cappello 1961
Le ultime realizzazioni plastiche di Picasso concretizzano un sogno caro all’artista: la possibilità che la sua scultura possa accedere alla monumentalità e raggiunga lo spazio pubblico. Un tale progetto aveva fatto la sua comparsa già a partire dal 1927 ed è in quest’ultima sala che egli trova il suo definitivo compimento, a conclusione di un percorso espositivo vario e seducente. È in particolare l’incontro con lo scultore e pittore norvegese Carl Nesjar a offrire a Picasso l’accesso alla dimensione pubblica: Nesjar mette a disposizione dell’artista la tecnica della “bétogravure”, grazie alla quale l’ingrandimento in cemento imita il disegno della scultura originale attraverso della sabbia soffiata sulla sua superficie. La Donna con le braccia aperte è un esempio chiarificatore di questo passaggio dalla sfera privata allo spazio pubblico: il modello in cartone piegato è trasposto in scala, poi ingrandito in metallo prima di giungere alla monumentalità delle sua versione in cemento inciso.
Un’esposizione ambiziosa e con una veste estremamente ricca, un’occasione fondamentale per trovare una risposta a tutte le domande su un aspetto poco conosciuto del processo creativo di un artista a tutto tondo, un approccio nuovo alla scultura e alle sue manifestazioni più varie e diversificate. Ma non finisce qui: per non interrompere la continuità del progetto, dal 26 ottobre prossimo, sarà il Palais des Beaux-Arts di Bruxelles a ospitare la mostra parigina con una sessantina di sculture di Picasso accompagnate e messe a confronto con i dipinti, le ceramiche e altre opere provenienti dalla collezione personale dell’artista. Anche la tappa belga, costituita per la maggior parte da opere provenienti dal Musée national Picasso-Paris, tra le quali anche alcuni capolavori assoluti della rassegna, sarà organizzata secondo un percorso cronologico e tematico insieme e avrà l’obiettivo di offrire al suo pubblico una panoramica ampia e generale sulla produzione scolpita di uno dei maggiori esponenti dell’arte del Novecento.

Didascalie immagini

  1. Locandina esposizione Picasso. Sculptures, Parigi, Musée national Picasso-Paris, 8 marzo – 28 agosto 2016
  2. Pablo Picasso (1881 – 1973), Donna incinta, Parigi, Musée Picasso, Foto © RMN-Grand Palais (Musée Picasso de Paris) / Mathieu Rabeau (© Succesion Picasso 2016 – Gestion droits d’auteur)
  3. Pablo Picasso (1881 – 1973), Bicchiere d’assenzio, Parigi, primavera 1914, The Museum of Modern Art, New York. Gift of Louise Rheinardt Smith, 1956 (Foto © Digital image, The Museum of Modern Art, New York/Scala, Firenze © Succesion Picasso 2016)
  4. Pablo Picasso (1881 – 1973), Figura (proposta come come progetto per il monumento a Guillaume Apollinaire), Parigi, Musée Picasso (Foto © RMN-Grand Palais (Musée Picasso de Paris) / Béatrice Hatala, © Succesion Picasso 2016 – Gestion droits d’auteur)
  5. Anonimo, Picasso davanti alla scultura “La donna in giardino” (MP267) durante l’esposizione del 16-30 giugno 1932 presso la galleria Georges Petit, Parigi, Musée Picasso, stampa accoppiata su cartone APPH6652 (© Succesion Picasso 2016 – Gestion droits d’auteur, Foto © RMN-Grand Palais (Musée Picasso de Paris) / Mathieu Rabeau)
  6. Pablo Picasso (1881 – 1973), La donna con fogliame, Boisgeloup, 1934, originale in gesso verniciato, 38,5 x 27, 5 x 21 cm, Spies – 1571 (Femme au feuillage), Collection Particulière. Courtesy Fundación Almine y Bernard Ruiz-Picasso para el Arte (© FABA Foto: Eric Baudouin + mention de la Succession © Succesion Picasso 2016)
  7. Pablo Picasso (1881 – 1973), La lettrice, AM 1984-643, Parigi, Centre Pompidou – Musée nationa l’art moderne – Centre de création industrielle (Foto © Centre Pompidou, MNAMCCI, Dist. RMN-Grand Palais / Droits réservés © Succesion Picasso 2016 – Gestion droits d’auteur)
  8. Pablo Picasso (1881 – 1973), Donna con cappello, 1961, Folded metal cut-out, dipinto nel 1963, 126 x 73 x 41 cm, BEYELER.1961, Fondation Beyeler, Riehen/Basel, Beyeler Collection, Foto: Peter Schibli, Basilea + mention de la Succession (© Succesion Picasso 2016)

In copertina:
Pablo Picasso (1881 – 1973), La lettrice, AM 1984-643, Parigi, Centre Pompidou – Musée nationa l’art moderne – Centre de création industrielle, Foto © Centre Pompidou, MNAMCCI, Dist. RMN-Grand Palais / Droits réservés
[particolare]
(© Succesion Picasso 2016 – Gestion droits d’auteur)

Dove e quando

Evento: Picasso. Sculptures