La canzone del mare 1 tomm mooreCartoon Saloon è una realtà nata nel 1999 per iniziativa del produttore Paul Young e dei creativi Tomm Moore e Nora Twomey, uno studio d’animazione orgogliosamente a due dimensioni fondato per dare alternative allo schiacciante predominio sugli schermi dei cartoni animati digitali prodotti da Hollywood.
Dopo un paio di corti, l’esordio al lungometraggio con il bellissimo e disgraziatamente ancora inedito in Italia The secret of Kells (2009) ha attirato l’attenzione mondiale sul piccolo studio di Kilkenny Irlanda, grazie a tutta una serie di prestigiosi riconoscimenti incluse le meritatissime candidature all’Oscar e agli European Film Awards.
Adesso grazie alla Bolero Film il loro secondo titolo La canzone del mare, anch’esso nominato all’Oscar nel 2015  come miglior film d’animazione, è disponibile sugli schermi italiani; una distribuzione che dà finalmente la possibilità anche al pubblico di casa nostra di poter ammirare un gioiellino d’animazione disegnato a mano come i classici migliori, fatto di ritmi pacati e raffinata eleganza ben lontani dalla caotica aggressività di troppi prodotti 3D pensati in partenza per la vendita di giocattoli e sponsorizzazioni collaterali.
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Traendo ispirazione dalla tradizione folkloristica irlandese, La canzone del mare racconta le avventure di Ben e della sorellina minore Saoirse [si pronuncia ‘Sairsha’] ultima rappresentante dell’antichissima stirpe delle Selkies, creature mitologiche che sono foche tra le onde dell’oceano ma acquistano aspetto umano sulla terra ferma.
Portati lontano da casa dall’improvvida iniziativa della nonna paterna, i due bambini intraprenderanno un lungo viaggio pieno d’insidie per ritornare sull’isola dove sono cresciuti, dal padre guardiano del faro, con la missione di salvare con una magica canzone ‘il popolo delle colline’ – come vengono chiamati i folletti – che progressivamente si sta trasformando in pietra.
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Metafora di una perdita di memoria delle antiche leggende, la riflessione sull’atrofia che il folklore rischia di subire nella nostra contemporaneità non ha semplicemente una valenza meramente antropologica.
Il regista Tomm Moore ha iniziato a pensare al soggetto del film quando su una spiaggia vicino alla città di Dingle, nel sud dell’Irlanda sulla costa dell’oceano Atlantico, ha visto delle foche uccise da pescatori frustrati per una mandata di pesce avariato.
L’assurdità di questa inutile vendetta è figlia di una perdita di valori, fino a pochi decenni fa una diffusa credenza nel soprannaturale faceva ritenere le foche creature quasi mistiche, che potevano contenere le anime delle persone disperse in mare, e una tale mattanza non sarebbe mai stata concepibile.
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Per mantenere viva una tradizione popolare bisogna saperla reinventare anche nel contesto moderno e La canzone del mare è un’opera, destinata al pubblico dei più piccoli, che insegue questo intento traendo esempio – per espressa dichiarazione del suo autore – dal Cinema di Hayao Miyazaki, che pur affondando le sue radici nelle leggende del Sol Levante affronta temi universali.
Creature marine come le Selkies nelle leggende nordiche possono assumere aspetto umano esattamente come le volpi della tradizione nipponica, espressioni comuni di culture pur lontane e diversissime che tramandano lo stesso sano timore reverenziale verso gli equilibri naturali che l’uomo dovrebbe sempre coltivare.
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Già per The secret of Kells, il primo lungometraggio co-diretto con Nora Twomey, Tomm Moore ha sviluppato uno stile grafico molto particolare che nell’ambientazione medioevale regalava l’impressione di dare movimento ai libri miniati dai monaci; adesso con La canzone del mare torna a coniare una visione bidimensionale affine alle più belle illustrazioni per l’infanzia.
Tra folletti custodi dei ricordi, giganti capaci di piangere interi oceani e streghe gufo pronte a succhiare via le emozioni, l’avventura dei due bimbi si snoda tra foreste e abissi marini, con le musiche originali composte dal parigino Bruno Coulais in collaborazione con i membri della band di musica folkloristica irlandese Kíla.
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Tra la bellezza di suggestivi tocchi d’autore, come i ricordi rappresentati in acquarelli molto annacquati, e l’invito a coltivare un anacronistico coraggio alla malinconia, in un mondo che esalta lo stereotipo di falsa felicità strumentale a incentivare i consumi, La canzone del mare è una perla visiva che commuove per la sua dolce delicatezza. Un antidoto terapeutico da prescrivere a tutti i bambini troppo spesso travolti, anche nel gioco, dalle corse forsennate della vita moderna, un richiamo ad assaporare ritmi più naturali, un invito a iniziare già da piccoli uno sviluppo di quel viaggio meraviglioso che è l’introspezione.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Ben e Saoirse in viaggio sulla strada per ritornare a casa
  3. L’ultima selkies attratta all’oceano da un richiamo ancestrale
  4. Ben e Saoirse in cerca di riparo / Un felice ricordo lontano / I bambini a casa della nonna
  5. Ben e il magico Seanachai [schanaki] custode di memorie, conserva una vita diversa in ogni capello
  6. Il gigante Mc Lir che dopo aver pianto un oceano di lacrime è diventato pietra / Il racconto delle leggende / Ben e la Strega Gufo Macha
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    (© 2014 Cartoon Saloon / Melusine Productions / The Big Farm / Superprod / Nǿrlum)

In copertina:
La piccola Saoirse sulla riva dell’oceano risponde al richiamo della sua doppia natura (© 2014 Cartoon Saloon / Melusine Productions / The Big Farm / Superprod / Nǿrlum)

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Song of the sea
  • Regia: Tomm Moore
  • Con le voci originali di: David Rawle, Brendan Gleeson, Fionnula Flannagan, Lisa Hannigan, Lucy O’Connell, Jon Kenny, Pat Shortt, Colm Ó Snodaigh, Liam Hourican, Kevin Swierszcz, Will Collins, Paul Young, Liam Hourican
  • Soggetto: Tomm Moore da una sua storia originale
  • Sceneggiatura: Will Collins
  • Musica: Bruno Coulais in collaborazione con i Kíla
  • Montaggio: Darragh Byrne
  • Supervisione Scenografie: Adrien Merigeau
  • Disegno Scenografie: Lily Bernard, Stephen Mc Carthy, Amélie Fléchais, Alice Dieudonné, Ciaran Duffy, Vincent Nghiem, Julien Regnard
  • Capo Animazione: Fabian Erlinghäuser
  • Supervisori Animazione: Gilles Rudziak, Frederik Villumsen
  • Produzione: Tomm Moore, Ross Murray e Paul Young con Stephan Roelant, Isabelle Truc, Serge & Marc Umé, Clément Calvet & Jérémie Fajner, Frederik Villumsen & Claus Toksvig Kjaer per Cartoon Saloon con Melusine Productions, The Big Farm, Superprod e Nǿrlum in associazione con Bord Scannán Na Héireann e Irish Film Board con il supporto di Film Fund Luxembourg, The Eurimages Fund of the Council of Europe e The Broadcasting Authority of Ireland, Film and Audiovisual Centre of Wallonia Brussels Federation and Voo & Wallonia e Danish Film Institute con la partecipazione di Orange Cinéma Séries Haut et Court Distribution con l’assistenza del West Danish Film Fund
  • Genere: Animazione
  • Origine: Irlanda / Lussemburgo / Belgio / Francia / Danimarca, 2014
  • Durata: 93’ minuti